FASANO – Sebbene il 2025 sia ai titoli di coda, l’anno solare continua sulla via del tramonto a regalare spunti e colpi di scena. In un cielo già ombroso e con un meteo turbolento, ecco il ‘lampo’ del presidente Ivan Ghilardi che nella settimana che accompagna al match contro la Paganese (domenica 12 dicembre ore 15:00), decide di parlare in quella che ha preannunciato sarà la sua ultima conferenza stampa.
Nessuna dimissione all’orizzonte ovviamente, il riferimento è all’intenzione di lasciare il terreno delle parole e concentrarsi su quello dei fatti.
In conferenza (tenutasi nel pomeriggio di giovedì 18 dicembre), Ghilardi ha vestito i panni del buon padre di famiglia, il padre protettivo nei confronti dei figli in difficoltà e che maggiormente vanno tutelati. Concettualmente ha suddiviso il suo discorso in argomenti che spaziano dall’operato delle precedenti gestioni (che mai avevano ambito ad un salto di categoria), agli sforzi – economici e non – fatti dalla sua presidenza e dai suoi collaboratori, all’importanza del tifo organizzato e a quanto il gruppo “Allentati” sia unito e remi verso la stessa direzione della squadra e della società. Capitolo a parte meritano quelli che Ghilardi ha definito “coloro che pensano a fare il male del Fasano”.

Il riferimento è senz’altro ad alcuni contestatori presenti in tribuna e ai tantissimi tifosi da tastiera che da alcune settimane imperversano sulle pagine social della società e non solo: “Quando sono arrivato ho trovato una società con dei debiti e che lottava per la zona play-out, questo in molti lo dimenticano. È vero, veniamo da prestazioni deludenti, ma siamo stati primi in classifica per quattordici giornate e lottiamo per il primato, cosa che negli ultimi dieci anni non era mai successa. Non tollererò più la demagogia, non tollererò più chi rema contro e vuole rompere questo giocattolo. Chiedo alla cittadinanza di stare vicino alla squadra per uscire tutti insieme da questo momento difficile”.
Parole oggettivamente plausibili e condivisibili quelle del presidente Ghilardi che ha deciso di scendere in campo ed entrare a gamba testa alla vigilia di una delle sfide che potrebbe rappresentare un autentico crocevia della stagione biancazzurra. Una tecnica ‘mourinhana’, quella di attirare le attenzioni e le critiche su di sé nei momenti più delicati della stagione, l’obbiettivo è quello proteggere il gruppo squadra dalla bolla mediatica e lasciarlo lavorare con maggiore tranquillità.
Tuttavia fare risultato al “Torre” di Pagani, alle condizioni psico-fisiche attuali, è un qualcosa che ha i crismi dell’impresa sportiva.


