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    Grazia Neglia: ‘Nel Pdl di Fasano c’è poca democrazia e crea false illusioni ai più giovani’

    Il consigliere comunale, in una nota, sferra un pesante attacco ai vertici del suo stesso partito lanciando accuse e distanziandosi dalle loro posizioni
    Alfonso SpagnuloDa Alfonso SpagnuloNovembre 30, 20127 minuti di lettura
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    FASANO – Ieri (giovedì 29 novembre), in consiglio comunale, un suo intervento aveva fatto sì che venisse ritirato un punto all’ordine del giorno. Sarebbe stato normale se la protagonista fosse stata un consigliere di opposizione. Invece la sorpresa sta nel fatto che ad obiettare sull’operato della stessa maggioranza è una loro stessa rappresentante ovvero Grazie Neglia, eletta nella lista del Pdl. Ma l’episodio del consiglio è ben poca cosa davanti a un duro comunicato che la stessa focosa consigliera ha prodotto contro il suo stesso partito.

     

    Questo il testo integrale: «Mentre in tutta Italia si discute sul momento che attraversa il Pdl e di quanto sia  difficile tenere insieme il partito, a Fasano si celebra il ritorno al passato, la vera antipolitica, un azione che sta mettendo in crisi tutto il sistema, in tempi di scandali e di austerity. L’alternativa non sarà più tra destra e sinistra, tra Berlusconi e i comunisti, ma tra politica e anti-politica. La prima va intesa come i partiti che oggi sono in campo, la seconda come i due movimenti che puntano a sbriciolare il sistema: Grillo da un lato e il montismo dall'altro.  Nel 2013, insomma, il tema non sarà la collocazione tradizionale nelle due metà campo, ma tra due forme di "rottamazione" contrapposte che stanno già lottando ferocemente l'una contro l'altra. In Italia si svolgono dibattiti, confronti e il dialogo, nelle piazze, nei bar, tra la gente comune incalza e il malumore sociale prende forza, – vedi “Matteo Renzi, i grillini e i sostenitori del Monti-bis in modi diversi e con obiettivi anche differenti sono l'onda che vuole travolgere lo status quo fatto di Pd e Pdl. Sia chiaro, le due forze politiche sono in condizioni molto differenti ma entrambe rappresentano 18 anni di alternanza e fallimenti. Anche se il centro-sinistra ha governato meno del Pdl, non può affatto evitare un giudizio negativo proprio perché non è mai riuscita a governare. Ecco perché entrambi, Pd e Pdl, puntano l'indice contro i demagoghi e l'anti-politica ben sapendo che ormai sono entrati due virus nel sistema, quello di Grillo che vuole solo distruggere e azzerare una classe politica, quello del montismo che invece la classe politica attuale la vuole sterilizzare. O meglio commissariare. Quale sarà l'esito di questa battaglia dipende da passaggi ancora tutti da vedere. In primo luogo l'andamento della finanza pubblica, dei nostri tassi di interesse, della capacità di tenere fede agli impegni con l'Europa. Non ci vorrà ancora molto tempo prima di capire se l'Italia dovrà chiedere l'aiuto al fondo anti-spread e quello sarà sicuramente un passaggio che favorirà l'affermazione del montismo e di chi tifa per un bis dell'attuale premier”.

     

    A Fasano – continua la Neglia -, invece, anziché analizzare cosa succede nel nostro bel paese, va di scena il famigerato “Metodo Bulgaro”, sembrerebbe quasi che il Pdl di Fasano sia l’Ombelico del Mondo e vive di proprie pseudo regole che niente hanno a che spartire con le più elementari forme di democrazia. A Fasano, così come nel resto d’Italia, vi è un emergenza politica – oltre a quella economica –  e ciò  rischia di fare delle prossime elezioni del 2013 un inedito storico. L’emergenza politica che vede un Pdl in decomposizione avanzata, un Pdl che non esiste più perché non esiste più nel cuore della gente. È stata un'ottima intuizione di Berlusconi ma ora bisognerebbe avere il coraggio di azzerare tutto, resettare, dovrebbero dimettersi i coordinatori, dovrebbero capire che è un mondo finito, bisognerebbe andare oltre. Ciò detto, a Fasano si continua, nell’ambito del partito (sic!!!) a fare tutto e il contrario di tutto, si applicano i rituali della vecchia politica, si indicono i moti carbonari (bei tempi, quelli, almeno si difendevano dei veri ideali), si organizzano gli incontri per pochi intimi e vassalli dei gerarchi, che, in nome del pseudo rinnovamento decidono di assegnare incarichi, senza una democratica consultazione allargata alla base dei tesserati, ai loro diretti prestanome nonché portatori dei loro interessi personali, arroccandosi sempre più nella gestione di nicchie di potere locale, circondandosi di “Yes Man” e ritenendo tutti gli altri dei soggetti passivi e/o dei semplici e comuni portatori di voti. Penso che a Fasano, tutto si possa fare, meno che tradire questa speranza di rinnovamento.  Non si può dire, e accettare, che tutto è subalterno alle scelte dei soliti “noti”. Le consultazioni della base sono state una scelta condivisa da tutto il partito e al “partito tutto” compete confermarle. Se saltano le consultazioni sarà difficile, a Fasano come in ogni altra realtà, tenere insieme il partito. Io faccio sicuramente parte di quei pochi che non sono interessati ad un ritorno al passato, al riavvolgimento del nastro, tanto meno a prestarmi a giochi pochi chiari. Sono da sempre convinta che la partecipazione unitaria e compatta della base alle consultazioni, qualunque essa sia, resta il principale antidoto all’antipolitica.  Riavvolgere il nastro lo trovo irrazionale, appunto, e poi il nostro elettorato non capirebbe. Niente di personale e direttamente collegabile ai nomi dei giovani e della presenza femminile eletti nel direttivo, ma mi domando “gli stessi chi rappresentano?”. Dalla semplice lettura dei nominativi del direttivo, ancora una volta, e palesemente, emerge che il Pdl di Fasano è una Repubblica a se stante, dove in nome di tutti i tesserati c’è chi decide, con atti monocratici e molto discutibili.

     

    Tornando a bomba sul nuovo direttivo – sottolinea ancora il consigliere Pdl –, mi piacerebbe sapere quando è stato composto? Chi ne ha deciso la composizione? Quali parametri di valutazione sono stati tenuti in considerazione? Ma soprattutto, quando è stato svolto l’incontro programmatico del “Partito Pdl” per definire il nuovo direttivo? Ed ancor di più. Chi ha deciso o scelto il coordinatore? La scelta è ricaduta su una persona che in questi anni ha solo difeso il volere del potente di turno e curato i suoi personali interessi, una persona che dovrebbe essere sempre superpartes, e non lo è per niente, una persona che dovrebbe aggregare e che invece disaggrega. Non credo proprio che quel “coordinatore” possa essere da esempio e guida per i giovani del direttivo e del Pdl fasanese tutto. Per finire. Ai tesserati, me compresa, mai è giunta notizia di tale “democratica consultazione”, forse ci siamo persi qualcosa? Sicuramente “Si”, ma questo serve a capire, se mai c’è ne fosse stato bisogno, che il Pdl di Fasano evoca schemi tradizionali ed obsoleti, e, mi spiace constatarlo, che niente hanno a che vedere con la dichiarazione dello stesso Sindaco “che il direttivo si metta subito al lavoro per creare un partito unito e forte”, se questo è un test, il test ha già un risultato. Ed è il disastro. Tanti consiglieri comunali e tesserati del Pdl a Fasano la pensano come me e spero abbiano il coraggio di esternarlo.

     

    Il Pdl di Fasano – conclude Grazia Neglia -, in totale ed assoluta controtendenza con il momento politico, riesce solo a creare false chimere e illusioni nei giovani che avevano visto nel rinnovamento e nell’antipolitica, quel cambiamento che il partito dovrebbe realmente attuare senza arroccarsi nella cura della propria “nicchia di potere”. Questo è solo il mio umile e modesto pensiero, nella speranza che il futuro mi smentisca anche perché all’interno del Pdl Fasanese, per fortuna, c’è anche chi vuol invertire la rotta, che vuole un partito partecipato e partecipativo, che vuole una classe politica condivisa ed espressione di tutti, che vuole un partito dove regni realmente la democrazia anche se per riuscire a fare ciò ha dovuto creare una sua corrente strutturata all’interno dello stesso Pdl».

     

    Parole pesanti, quelle della Neglia, che si scontrano con il clima di fiducia trapelato a Palazzo Pezzolla in occasione della presentazione del nuovo direttivo. E se le parole dell’esponente del Pdl, almeno quelle relative allo scontento di altri consiglieri comunali, si rivelassero vere ecco quindi come il tutto potrebbe riflettersi sull’amministrazione stessa che, a questo punto, sembra perdere pezzi.

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