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    Le tradizioni popolari

    Fasano, col suo nutrito e affascinante paniere di manifestazioni culturali, artistiche, musicali, folcloristiche, religiose e gastronomiche, che si susseguono durante l’anno, raccoglie la più genuina espressione dell’anima pugliese.
    RedazioneDa RedazioneMarzo 14, 20127 minuti di lettura
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    Le tradizioni popolari - Osservatorio Fasano
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    La ricorrenza del Natale vede, oggi, la drammatizzazione del Presepe Vivente particolarmente suggestivo a Pezze di Greco, e l’allestimento della Natività con statue a grandezza naturale sulla collina di Monte Rivolta a Laureto, indicata da una enorme e maestosa stella cometa di 5.000 lampadine, visibile a decine di chilometri di distanza.
    Numerosissime le altre iniziative miranti a far rivivere
    le più antiche tradizioni locali, come il fiabesco Natale fra i trulli alla Selva, arricchito da mostre artigianali e di oggetti d’arte, e da mercatini dell’antiquariato; la fiaccolata a Laureto; le sacre rappresentazioni; e “La Befana vien dal mare” nella frazione marina di Savelletri, tanto per citarne alcune.
    A conclusione del ciclo natalizio, il giorno dell’Epifania, la comunità fasanese celebra la festa di Gesù Bambino di Praga, conservato nella locale chiesa Maria SS. del Rosario, con una solenne processione che si snoda per le vie principali del paese.
    Il 17 gennaio, giorno che apre il Carnevale, Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, viene solennizzato con corteo processionale, falò e fuochi d’artificio. Non poteva essere altrimenti in un paese che ospita nel grandioso Zoosafari centinaia di animali, esotici e non, che vivono allo stato libero nell’inconsueto scenario di secolari ulivi e piante mediterranee.
    Il Carnevale regala nella frazione di Pezze di Greco momenti di spontanea allegria, la domenica e il martedì grasso, con la sfilata di carri allegorici la cui sottile ironia diverte il pubblico. Il Mercoledì delle Ceneri la Quarantana, fantoccio rappresentante la moglie disperata di Carnevale vestita a lutto, viene appesa ai quadrivi delle viuzze del nucleo storico del paese per ricordare a tutti che si è in Quaresima, tempo di digiuno e astinenza. L’usanza sopravvive anche a Savelletri, dove questa “donna” in gramaglie ha una funzione magica. A volte, infatti, essa imbraccia un forcone; altre volte un mitra di plastica o le corna, o mostra addirittura con il pugno proteso un fuso nel quale è infilato un tarallo, quasi un’allegoria sessuale. Per lo storico di tradizioni popolari Giuseppe Interesse, i savelletresi, con siffatta Quarantana, mirano a tener lontano dalla borgata marinara le forze malefiche che causano mareggiate, burrasche, risacche che possono mettere in pericolo pescherecci, barconi, reti, nasse e lampare.
    Segue la “Pentolaccia” (rottura della pignatta) nella prima domenica di Quaresima.
    A cavallo tra inverno e primavera, proprio a mezza Quaresima, rivive, soprattutto nelle contrade di campagna, la festa di “Segavecchia”, nel corso della quale si sega un fantoccio dalle sembianze di vecchia, un po’ strega e un po’ portafortuna, che nasconde nella pancia frutta secca, dolci, formaggi e insaccati. Quest’usanza atavica ricorda che, in autunno, la terra nasconde i frutti che nasceranno a primavera.
    La sera del 19 marzo, giorno di San Giuseppe, è consuetudine accendere i falò non più nelle strade del centro cittadino, come avveniva una volta, ma nelle stupende masserie disseminate in tutto il territorio fasanese. Questi fuochi richiamano alla memoria le feste pagane dei riti primaverili, quando la natura, risvegliatasi dal letargo invernale, prometteva agli uomini messi abbondanti.
    Il Lunedì Santo si tiene una ricca fiera che offre ai numerosissimi visitatori, anche forestieri, una svariata gamma di prodotti che vanno dall’abbigliamento ai generi alimentari, dall’arredamento ai casalinghi, dall’utensileria alle piante da frutta e da fiori.
    Molto sentiti a Fasano sono i riti penitenziali che ripropongono in forma drammatica la Passione e Morte di N.S. Gesù Cristo. La sera del Mercoledì Santo viene messa in scena nelle strade cittadine una Via Crucis animata. La sera del Giovedì Santo e la mattina del Venerdì si possono visitare i Sepolcri nelle locali chiese “con le statue della Passione”, addobbati con ciotoline di fili di grano giallini e fragili, ciclamini e violacciocche, e si può sostare in preghiera dinanzi agli altari per la reposizione del SS. Sacramento, approntati nelle parrocchie.
    La sera del Giovedì Santo iniziano anche le processioni penitenziali dette Misteri, con Gesù nell’orto e Gesù flagellato, e proseguono per tutta la giornata del Venerdì con Ecce Homo, Gesù caricato della Croce, Cristo spirante, La Pietà, Gesù deposto, L’Addolorata. Questi cortei religiosi percorrono le vie principali di Fasano al suono di meste sinfonie.
    La gioia pasquale esplode in città con l’antichissima tradizione del canto del Sabato Santo o Canto all’uovo, eseguito, prima dell’alba della domenica di Pasqua, da gruppi di giovani che, con fisarmoniche, chitarre e tamburelli, svegliano amici e conoscenti per formulare loro gli auguri. Ricevono in cambio uova augurali che, sode, dipinte e benedette, faranno bella mostra di sé sulla mensa pasquale.
    La processione di Cristo Risorto, la mattina di Pasqua, rallegra i cuori di grandi e piccini.
    Il giorno di Pasquetta è dedicato alla consueta scampagnata al mare o in collina.
    Il giovedì successivo a Pasqua viene festeggiata la protettrice di Fasano a Pozzo Faceto, luogo in cui fu miracolosamente rinvenuta la sua Immagine. Alla solenne processione partecipa il sindaco che, donando alla Vergine un cero, le chiede protezione per la città. Un tempo tale giorno rappresentava la Pasquetta dei fasanesi, oggi anticipata al Lunedì dell’Angelo innanzi detto.
    Nel mese mariano s’intensificano le tradizioni, soprattutto a carattere religioso. Il 1º maggio molto sentita è la festa di San Giuseppe artigiano, protettore degli “artieri” che, con la loro opera proficua e indefessa, tanto lustro hanno dato al paese. Da non perdere la spettacolare processione a cura dell’omonima confraternita.
    Si susseguono in ordine cronologico le seguenti processioni: il 3 la Madonna della Croce; l’8 la Madonna del Rosario; la terza domenica di maggio la Madonna de La Salette.
    Il 18 maggio si tiene un’altra grande fiera con la vendita e l’esposizione di svariati prodotti, e l’altra, sempre a data fissa, il 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata. Il mercoledì di ogni settimana è invece riservato al mercato.
    Il Giugno Fasanese fa rivivere particolari momenti del glorioso passato cittadino con una molteplicità di interessantissime iniziative. Ai Santi Patroni della città, la Madonna del Pozzo, San Giovanni Battista e Santo Stefano Protomartire, sono dedicati solenni festeggiamenti nella terza domenica di giugno, con musica e ricami di luminarie nei quali l’occhio del visitatore si perde stupito. Fulcro della festa è la Scamiciata, rievocazione storica della “vittoria sui Turchi” del 2 giugno 1678 (vedi capitolo storico, n.d.r.). Dame, cavalieri, armigeri, turchi, sbandieratori, giocolieri, trampolieri, gruppi folcloristici fanno da corona all’arrivo in Fasano delle carrozze dei dignitari e del Balì di Santo Stefano, il quale viene a rendere omaggio alla Vergine e ai Santi Patroni per lo scampato pericolo. Ricco di suggestione è il momento in cui lo straordinario corteo storico giunge in piazza Ciaia e, alla Madonna intronizzata, vengono donate la spada della vittoria e le chiavi della città, mentre i tamburi rullano. Con questo rito la comunità fasanese esorcizza il pericolo, allontanando il male. Per i circa 500 figuranti e per la ricercatezza dei costumi di fine Seicento, la “Scamiciata” è ritenuta una delle più rinomate manifestazioni storiche di Puglia.
    Il mese di luglio regala dal 16 al 18 la festa della Madonna del Carmelo, protettrice della frazione di Pezze di Greco. Sfavillii di luci, fuochi pirotecnici e bande musicali fanno da cornice alla grande processione che si snoda per le vie della popolosa frazione.
    Seguono, a ritmo incalzante, la festa della Madonna di Pozzo Faceto a Montalbano (prima domenica di agosto), quella dedicata a San Donato (la sera del 6 agosto alla Selva), e ancora quella di San Francesco da Paola a Savelletri, con suggestiva processione a mare e musica. A questa festa viene di solito abbinata la caratteristica Sagra del pesce spada.
    Il calendario delle tradizioni popolari non si esaurisce: da segnalare ancora simpatiche feste e sagre, tra cui, a fine agosto, la festa di Monte Abele, e in settembre la Festa dell’Addolorata a Cocolicchio, fiabesca contrada collinare costellata di magici trulli.
    L’estate continua a offrire altre apprezzabilissime manifestazioni culturali e sportive nei centri turistici di Fasano: Selva, Laureto, Canale di Pirro, Torre Canne e Savelletri. Ricordiamo la Mostra dell’Artigianato Fasanese, rassegna di preziosi manufatti a filet, a uncinetto e ricamati in bianco, abiti da sposa, prodotti in ferro battuto, rame rosso, legno, pietra, gesso e terracotta, panieri e cesti intrecciati con i polloni d’ulivo, e altre produzioni artigianali minori, tutte eseguite rigorosamente a mano secondo una secolare tradizione. Infine, da non perdere, per gli appassionati di corse e motori, la classica gara automobilistica in salita “Fasano-Selva”, valevole per il Campionato Italiano di Velocità in Montagna.

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