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    Attualità

    Maltempo: l’odissea dei passeggeri del Frecciabianca ‘scaricati’ a Fasano

    Centinaia di persone hanno dovuto attendere ore, nello scalo ferroviario fasanese, per poter tornare a casa in pullman: vissuti attimi di tensione
    RedazioneDa RedazioneSettembre 11, 20163 minuti di lettura
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    Maltempo: l'odissea dei passeggeri del Frecciabianca 'scaricati' a Fasano - Osservatorio Fasano
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    FASANO – La forte ondata di maltempo che ha colpito il nostro territorio non ha risparmiato neppure i circa 200 passeggeri del treno Frecciabianca partito ieri mattina (sabato 10 settembre), intorno alle 8, da Torino Porta Nuova. A raccontare quella che è diventata una vera e propria odissea è il signor Domenico Lenti appena arrivato a Fasano. «Siamo stati abbandonati per diverse ore a Fasano – spiega Lenti -. Il treno ci ha letteralmente scaricati dato che la linea ferroviaria era tutta bloccata. Nessuno si è degnato di informarci». Tanta rabbia nelle parole del signor Domenico che racconta cosa è successo.

     

    «Io, personalmente – dice – sono salito sul Frecciabianca a Pescara per raggiungere Lecce. Dovevo essere lì alle 18. Arrivati a Bari, però, ci hanno fatto scendere. Ci hanno detto che la linea da Lecce era bloccata. Quindi il nostro treno doveva ripartire verso nord dopo aver caricato i tanti viaggiatori che erano in attesa da ore di un treno analogo al nostro. E qui ecco la prima disfunzione. Nessuno ci ha informati ufficialmente che avremmo dovuto proseguire verso Fasano. Abbiamo preso un treno locale solo perché era una voce che si era sparsa. Giunti, appunto, a Fasano, abbiamo atteso quattro ore i pullman sostitutivi. Eravamo duecento ma sono arrivati solo due mezzi».

     

    Lenti racconta come si sono vissuti attimi di tensione nello scalo ferroviario fasanese e come si sia sfiorata anche la rissa con la gente che premeva per accaparrarsi un posto e andar via prima possibile e tornare a casa. «Molti viaggiatori hanno utilizzato i taxi da Bari – sottolinea ancora Lenti -. Al danno la beffa di spendere tanto denaro in più rispetto a quello previsto dal viaggio. Ci sono famiglie, con bambini anche piccoli, che sono partite da Torino in prima mattinata e arriveranno a destinazione in piena notte. Io stesso dovevo arrivare a Lecce alle 17 ma non ci arriverò prima delle 22».

     

    Molti passeggeri hanno preannunciato azioni legali verso Trenitalia anche se sanno che ottenere qualcosa di risarcimento non sarà facile. «Quello che non capisco è come mai – aggiunge Lenti – non ci si sia attrezzati per un percorso alternativo magari, da Bari, allungare per Taranto e arrivare a Brindisi». Ma non è finita. Perché gli autobus sostitutivi pare abbiano lasciato i passeggeri che dovevano scendere a Brindisi non alla stazione ferroviaria, come era logico, anche perché molti dovevano prendere treni per le località interne, ma alla grande rotatoria che porta alla Statale per Taranto. «Non sono servite le proteste dei passeggeri – conclude mestamente Lenti -. Gli autisti, probabilmente, volevano imboccare quanto prima nuovamente la superstrada per Lecce. Tra i viaggiatori c’erano tantissimi turisti. Devo purtroppo sottolineare che non è stato un gran biglietto da visita per il nostro territorio».

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