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    Cultura & Spettacolo

    L’orrore del caporalato dai ghetti alle pagine di Leonardo Palmisano

    In un interessante e attualissimo incontro del Presidio del Libro di Fasano è stato presentato il libro 'Ghetto Italia'
    RedazioneDa RedazioneAgosto 4, 20163 minuti di lettura
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    L'orrore del caporalato dai ghetti alle pagine di Leonardo Palmisano - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Da nord a sud, l’Italia del 2016 conta zone in cui i lavoratori stranieri vivono tra vecchie baracche e casolari diroccati, ai limiti della dignità umana. Sono non-luoghi, ghetti per l’appunto, dove il sudore di interminabili giornate, la fatica e il fetore – dovuto all’assenza dei più elementari servizi igienici – vengono racchiusi in un’area circoscritta, fuori dalla quale esistono solo indifferenza e distacco. È qui che “sopravvivono”  i braccianti immigrati, vittime del caporalato e dello sfruttamento. Su tutto questo,  il barese Leonardo Palmisano e Yvan Sagnet (giovane studente del Camerun che, da bracciante nei campi di pomodoro a Nardò nel 2011 ha guidato lo sciopero contro i caporali diventando un vero leader) hanno realizzato il libro-inchiesta dal titolo Ghetto Italia. I braccianti stranieri tra caporalato e sfruttamento (FandangoLibri). Palmisano, docente di Sociologia Urbana nella facoltà di Ingegneria Edile e Architettura del Politecnico di Bari, scrittore e sceneggiatore, è stato ospitato nella serata di ieri (giovedì 4 agosto)  nell’atrio della chiesa di Laureto in un incontro promosso dall’amministrazione comunale e dal  Presidio del Libro di Fasano- Gruppo di lettura “Voltapagina”  che ha curato l’evento.

     

    L’autore ha risposto alle domande dei giornalisti Dino Cassone e Ilaria Potenza, supportati dalle letture di Barbara Castellano e Marco Mancini. Gli organizzatori hanno fortemente voluto che si parlasse di Ghetto Italia, delle sue indagini e delle riflessioni che suscita proprio a Laureto: la frazione collinare ospita infatti un gruppo di immigrati africani presso la struttura “Casa del sole” e la loro presenza nelle passate settimane  ha creato non poche reticenze nei residenti. Allacciandosi a questo, il sindaco Francesco Zaccaria, in apertura, ha voluto ribadire che «solo con la tolleranza, la curiosità e l’apertura mentale potremmo aprire il dialogo e il confronto, nonché avviare una riflessione che ci spinga a capire il fenomeno planetario dell’immigrazione».

     

    Nel corso dell’appuntamento, Leonardo Palmisano ha  mostrato schiettezza e precisione, è riuscito a catturare e mantenere alto l’interesse del pubblico raccontando il suo reportage e descrivendo con verismo e partecipazione il fenomeno brutale della schiavitù del nostro secolo: fino a 18 ore di lavoro per un salario minimo, pressioni fisiche e psicologiche davvero estenuanti che portano anche violenza e morte. L’Italia è al terzo posto tra i paesi europei per numero di schiavi, dato più che allarmante. «I ghetti sono ovunque, nel Piemonte, nel bresciano, non solo al sud quindi. Questo sfruttamento intensivo di braccianti fa il paio con lo sfruttamento intensivo della terra – ha ammesso l’autore  –. Stiamo massacrando la vita di esseri umani e la nostra diversità o pluralità  biologica perché la nostra domanda non dipende dalla nostra capacità di consumo; l’Italia consuma circa il 10% della sua produzione e il resto va fuori. Il caporalato è un pezzo di un meccanismo molto più grande dentro il quale non è raro trovarsi di fronte a riciclaggio di denaro o in casi di intelligenza mafiosa che raccoglie le imprese ricapitalizzandole» .

     

    Dalle parole del docente e scrittore sono emerse curiosità, rabbia, nuovi spunti di conoscenze che trovano risposta e inducono all’azione e all’opposizione anche tramite la cultura, strumento che nelle recenti battaglie  sembra aver portato la vittoria dalla sua parte. Da segnalare la presenza di alcuni dei ragazzi africani della “Casa del Sole”. Accompagnati dalla responsabile, dott.ssa Stefania Baldassarre, hanno preso parte alla presentazione, purtroppo per un breve lasso di tempo.

     

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