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    Attualità

    Ufficio del Giudice di Pace a Fasano: definitiva la cancellazione

    Il Commissario prefettizio Erminia Cicoria ha annullato la delibera con cui il Comune di Fasano mostrava disponibilità al mantenimento
    RedazioneDa RedazioneOttobre 27, 20154 minuti di lettura
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    Ufficio del Giudice di Pace a Fasano: definitiva la cancellazione - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Fasano non avrà più l'ufficio del Giudice di Pace. Le ultime speranze per coloro che si erano battuti per il mantenimento dell'ufficio giudiziario sono state definitivamente spente da una delibera approvata ieri (lunedì 26 ottobre) dal Commissario prefettizio Erminia Cicoria che ha preso atto di diverse situazioni venutesi a creare negli ultimi mesi e di disposizioni giunte anche dal Ministero. 

     

    La delibera del Commissario prefettizio riporta tutte le varie fasi della vicenda. Il 7 marzo del 2013 il Comune di Fasano manifestò la volontà di richiedere, secondo i termini e le modalità indicate nel decreto legislativo n. 156 del 2012 (recante le circoscrizioni dei Giudici di Pace e la nota di istruzioni per il mantenimento dei relativi uffici con oneri a carico degli enti locali), il mantenimento dell'ufficio del Giudice di Pace nella sede sita in via F.lli Rosselli, ovvero nell'immobile di proprietà comunale che ospitava anche il tribunale. Il Comune fasanese si faceva carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio incluso il personale amministrativo necessario. Il tutto a condizione che analogo impegno, manifestazione di volontà e indirizzo politico, venisse formalmente assunto anche dal Comune di Cisternino.

     

    Il 26 marzo sempre del 2013 il Comune cistranese deliberò di confermare la volontà e l'indirizzo politico di richiedere insieme al Comune di Fasano il mantenimento dell'ufficio del Giudice di Pace ma si riservò la formalizzazione dell'istanza dopo l'esame del piano economico finanziario che avrebbe dovuto predisporre il Comune di Fasano oltre alla valutazione degli oneri a carico del bilancio comunale. Ma lo stesso Comune di Cisternino, qualche tempo dopo, evidenziò la sua impossibilità di garantire il trasferimento di proprio personale nella sede dell'ufficio del Giudice di Pace e di non poter contribuire neppure alle spese relative al suo mantenimento. Insomma, il Comune di Fasano avrebbe dovuto sostenere per intero gli oneri finanziari derivanti dal mantenimento nel proprio territorio dell'ufficio giudiziario. Avrebbe dovuto pagare le spese vive (cancelleria, computer, stampanti, fax, modulistica, arredamenti, energia elettrica, acqua, gestione, pulizia e manutenzione dell'immobile) e in più anche tutto il personale (due impiegati più uno per sopperire alla defezione di Cisternino). Soldi in più, dunque, che era difficile reperire nelle pieghe del bilancio comunale già oberato di tagli a causa di scelte di politica tariffaria effettuate.

     

    Non solo. L'intera struttura dell'ex tribunale (edificio a tre piani) risultava essere anche molto più grande rispetto alle esigenze dell'ufficio del Giudice di Pace e nel frattempo si cominciava a parlare di trasferimento di uffici comunali nell'immobile nell'ambito di un piano di razionalizzazione logistica del quale, a Palazzo di Città, si avverte esigenza. Neanche a dirlo i dirigenti Giuseppe Carparelli (attività produttive) e Fernando Virgilio (comandante della Polizia municipale), con note rispettivamente del 12 ottobre e del 16 ottobre scorsi, manifestavano l'interesse alla collocazione, nell'immobile dell'ex tribunale, di alcuni uffici comunali facenti capo alle loro direzioni. Precedentemente, l'8 ottobre, il Commissario prefettizio aveva inviato una nota al Ministero di Giustizia con la quale evidenziava le ragioni di inopportunità e insostenibilità della soluzione individuata in precedenza dall'Amministrazione Di Bari del mantenimento dell'ufficio del Giudice di Pace.

     

    Oltre tutto, tramite informazioni assunte dall'Avvocatura comunale, il Commissario prefettizio aveva saputo che dopo la chiusura dell'ufficio giudiziario, i fascicoli delle cause già pendenti erano stati materialmente trasferiti nella sede di Brindisi del Giudice di Pace dove le controversie hanno continuato ad avere regolare prosieguo. Eco quindi che, alla luce di tutto questo, il Commissario prefettizio ha ritenuto che siano sopravvenuti motivi di pubblico interesse tali da far ritenere, dopo nuova e più meditata valutazione, prevalente questi ultimi (con successivo risparmio di spesa pubblica) rispetto a quelli relativi al mantenimento dell'ufficio del Giudice di Pace.

     

    E per questo ieri ha revocato, in autotutela, la delibera di Giunta comunale in cui si chiedeva di mantenere l'ufficio e ha comunicato la decisione al Ministero di Giustizia, al Tribunale di Brindisi e all'ufficio del Giudice di Pace di Brindisi. Un atto immediatamente eseguibile che spalanca le porte al trasferimento, a breve, come già anticipato, di diversi uffici comunali nella struttura di via F.lli Rosselli.

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