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    Attualità

    Fabio Rausa risponde all’Enpa: ‘Sono allibito: al delfinario di Fasano è tutto in regola’

    Il direttore zoologico dello Zoosafari ribatte alle accuse dell'ente che si è rivolto alla Procura della Repubblica denunciando pratiche vietate nel parco fasanese
    RedazioneDa RedazioneLuglio 24, 20137 minuti di lettura
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    Fabio Rausa risponde all'Enpa: 'Sono allibito: al delfinario di Fasano è tutto in regola' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – E' di ieri (martedì 23 luglio) la notizia che l'Enta Nazionale Protezione Animali ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Brindisi per la pratica della ''pet therapy'' con i delfini al parco di Fasano. Lo stesso ente ha invitato i ministeri competenti ad intervenire sulla pratica vietata dalla legge. Ma ecco giungere la rispota di Fabio Rausa, direttore zoologico dello Zoosafari di Fasano.

     

    "Resto sempre allibito ma allo stesso tempo carico di patriottico stupore quando il nostro Paese si mostra in tutto il suo folklore, nelle sue beghe politiche, nei suoi orticelli da difendere, nelle accuse e contraccuse spesso miranti solo a ricavarsi nicchie di ascolto mediatico – dice Rausa -. Resto allibito quando i grandi problemi epocali che viviamo tutti insieme non vengono risolti perchè impopolari e quando allora si creano i miniproblemi per diventare popolari o per giustificare in fondo il proprio status privilegiato. Resto allibito dalle farraginose (ed ormai inutili e disattese) Leggi sulla Privacy da una parte e dal cosiddetto Diritto all’Informazione dall’altro dove chiunque può supporre, presupporre, calunniare, accusare, denunciare ed addirittura comunicare alla stampa note e notiziole di qualsiasi genere senza neanche il beneficio della verifica preventiva dei fatti (a volte basterebbe solo una telefonata a chiarire e per capire ma così sarebbe troppo inutile lo sforzo di far passare tutti “gli altri” per delinquenti). Resto allibito da come si possa addirittura quasi intimare alle Autorità competenti di fare i loro doverosi interventi di repressione dei reati degli “altri” (anche se reati presunti o evidentemente inesistenti), e ciò come se queste Autorità già non lo facessero continuamente. Resto allibito da quanto sia facile distruggere con quattro “inesatte parole” gli imponenti e sfibranti sforzi che questa Direzione Zoologica effettua per mantenere in perfetta regola una struttura mostruosamente complessa qual è lo Zoosafari di Fasano, per le continue collaborazioni in reciproca stima con tutte le Autorità locali e nazionali, per l’enorme mole di ricerche effettuate con Università ed Istituti italiani e stranieri, per le continue e richiestissime prestazioni didattiche effettuate a decine di migliaia di studenti sia negli Istituti scolastici che direttamente nel Parco, ma direi principalmente per la massima attenzione posta a garantire in primis il benessere dei nostri animali, quindi quello dei visitatori ed infine anche quello del personale che garantisce tutto questo con i propri sacrifici.

     

    Resto allibito – continua il direttore Rausa – da quanto “inesatte” siano queste quattro “inesatte parole” mandate in stampa contro questo nostro presunto “crimine”, non essendoci stata alcuna delfinoterapia a Fasano già da ben prima che fosse varato il Decreto Ministeriale 469 del 2001, ideato per garantire i parametri minimi di allevamento e benessere del Delfino Naso a Bottiglia (Tursiops truncatus); in esso, nel suo corposo allegato di regole e regolette, si leggono soltanto due righe riguardanti l’argomento, precisamente ai punti 37 e 38, che testualmente declamano: “37. Il nuoto con i delfini è vietato; è invece permesso solo all’addestratore. Al veterinario, al biologo e al curatore è consentito di effettuare immersioni con i delfini allo scopo di provvedere alla loro cura o alla ispezione delle strutture. Altri soggetti possono essere autorizzati, solamente per scopi scientifici, dall’Autorità di gestione Cites, sentita l’Autorità scientifica CITES. "38. I delfini non devono essere alimentati dal pubblico, né devono entrare a contatto fisico con lo stesso. Durante le eventuali dimostrazioni la sorveglianza deve essere continua per evitare che i visitatori abbiano un contatto fisico con gli esemplari o gettino oggetti nelle vasche.” .

     

    Nell’unica occasione di pochi giorni addietro – aggiunge Rausa -, promossa e spinta dalle Associazioni onlus “Dalla Luna, professionisti per l’autismo” ed “Afpa, Associazione Famiglie Persone Autistiche” (che potevano essere anch’esse interpellate direttamente da chi voleva sapere qualcosa di più di quella giornata), si è trattato di meno di un’ora di presenza presso il Delfinario, dove si è ripetuta pari pari la solita sessione didattica che si ripete da molti anni per qualsiasi visitatore che decida di assistervi, quindi se “reato” c’è stato, allora è un reato reiterato negli anni per decine di migliaia di persone! E se reato ci fosse stato, avremmo accettato la presenza di diversi giornalisti locali alla cui presenza tanto ci tenevano le Associazioni di cui sopra per poter raccontare delle loro problematiche ed attività di volontariato? E ne avremmo scritto noi stessi sulle nostre pagine Facebook? Vogliamo ricordare anche che sia i delfini che la relativa sessione didattica, personale incluso, sono comunque di competenza di Oltremare Srl, cioè del Delfinario di Riccione, la cui Direzione tiene almeno quanto noi che tutto sia sempre in regola!

     

    Ma non finisce qui il mio stupore – ribadisce il direttore zoologico dello Zoosafari -, io sono anche allibito per le decine di occasioni in cui ho dovuto malvolentieri rifiutare un aiuto a singole persone disabili ed Associazioni che effettivamente volevano e desideravano nuotare con i delfini ed alle quali forse sembravo anche falso ed in cerca di scuse quando disquisivo su questo ottimo Decreto che di fatto ha bloccato (solo in Italia) delle attività che molti ricercatori del settore ritengono utilissime ed efficaci e che ancora si svolgono con grande rigore scientifico all’estero ma non sta a me giudicarne gli effetti; diverse volte, sempre per lo stesso Decreto, abbiamo rifiutato anche offerte economiche comunque interessanti per chi come noi si regge solo sui biglietti di ingresso dei visitatori e non riceve un euro dalle Istituzioni, ultimo in ordine di data l’amico Raoul Bova per la sua splendida serie “Come un delfino”, al quale ho dovuto spiegare in dettaglio dell’esistenza di questo divieto di legge durante i suoi sopralluoghi. Per una volta che non ci hanno chiesto di poter nuotare con i delfini, che abbiamo finalmente potuto contribuire gratuitamente e con entusiasmo all’iniziativa che ha prodotto gioie e reazioni così incredibili quanto commoventi, che abbiamo potuto lavorare anche per il sociale, oltre che per le solite didattica, ricerca e conservazione, arrivano cupe critiche sul nostro operato. Resto ancora e comunque allibito per le infondate ed esagerate preoccupazioni di ordine sanitario e zoonotico che porrebbero a seri rischi la salute reciproca di umani e delfini, quando invece gli addestratori lavorano per decenni a strettissimo contatto con queste stupende creature senza mai dover lamentare problematiche di salute di alcuna rilevanza (e lo stesso dicasi per i delfini), anche considerando le rigidissime procedure di controllo e trattamento quotidiano di acque, filtri e vasche; resto allibito che invece non si faccia menzione all’unico vero rischio da considerare, cioè quello insito comunque nei pur sempre possibili comportamenti impetuosi di questi possenti esseri marini, che potrebbero far del male anche per gioco e senza volerlo.

     

    Rresto insomma allibito – chiude Rausa -, e stavolta concludo davvero, perché sono verde, ambientalista ed animalista almeno quanto chi accusa (non vegetariano ma forse più avanti), ma con l’aggiunta di un’esperienza reale, pratica e diretta nel settore che risale agli anni ‘80, e proprio questa posizione particolare mi porta invece a sperare in un futuro in cui le Associazioni Ambientaliste, così come già fanno con noi le Autorità e le Istituzioni, possano e vogliano operare in spirito di reale collaborazione con i Parchi Zoologici in un’ottica di una sempre maggiore ottimizzazione dei metodi e degli intenti, senza radicalismi e senza eccessi né da una parte né dall’altra: le leggi ci sono, le metodiche e gli studi anche, ora manca solo la buona volontà di operare come succede all’estero, affinché chi opera bene sia aiutato e supportato e chi opera male sia giustamente fermato, ricordandosi sempre e comunque che solo le Autorità preposte hanno il diritto ed il dovere di dare il responso finale".

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