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    Il consiglio comunale legittima il referendum: passa la volontà di andare nella città metropolitana barese

    Ma dal voto ecco alcune sorprese: i consiglieri dei Circoli Nuova Italia si astengono in blocco mentre De Carolis dice addirittura no a Bari
    Alfonso SpagnuloDa Alfonso SpagnuloOttobre 16, 20125 minuti di lettura
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    Il consiglio comunale legittima il referendum: passa la volontà di andare nella città metropolitana barese - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Il consiglio comunale di Fasano ha deliberato l’intenzione da parte della città di essere annessa all’area metropolitana di Bari. Lo ha fatto oggi (martedì 16 ottobre), nel corso dell’assise svoltasi regolarmente dopo la figuraccia generale di ieri (lunedì 15 ottobre) quando la seduta era andata deserta a causa del ritardato ingresso di alcuni consiglieri. Non è stata, però, una deliberazione unanime. Infatti, su 24 presenti, sono stati 18 i voti favorevoli, 5 gli astenuti (i consiglieri dei Circoli Nuova Italia e Franco Masella del Pdl) e un voto contrario, quello del consigliere Donato De Carolis che proprio oggi si è dichiarato indipendente, così come anticipato da Osservatoriooggi.it, fuoriuscendo dal gruppo del Partito Democratico e dichiarandosi appartenente al Partito Socialista. «Ho la necessità di allontanarmi da questa falsa democrazia avvenuta sabato e domenica – ha detto duramente De Carolis in riferimento al referendum -. Democrazia simulata. Per metterci la coscienza a posto abbiamo coinvolto la città per dire che dovevamo andare a Bari. Mi tiro fuori dal quesito “dove vuoi andare”. Stiamo andando dove? Da nessuna parte. Non abbiamo discusso di niente. Abbiamo solo scelto a quale periferia appartenere».

     

    Chi ha preferito astenersi dal votare la delibera è il gruppo consiliare dei Circoli Nuova Italia che ha spiegato le sue ragioni per bocca del consigliere Enrico Digeronimo. «Siamo stati chiamati a prendere una decisione storica – ha detto Digeronimo -. Una scelta che sembrerebbe scontata per via delle affinità con la terra barese. La consultazione popolare ha lanciato segnali importanti ma non basta. La domanda che noi Circoli ci poniamo è perché il fasanese ha scelto Bari? Riteniamo che c’è stata poca chiarezza e poca informazione. Non sappiamo i poteri e le funzioni dell’area metropolitana. Quali vantaggi porterà a Fasano quest’ultima? Il consiglio dell’area sarà composta da 12 sindaci e Fasano non è certo che entri. Noi siamo il primo comune della provincia di Brindisi. Con l’accorpamento saremmo il secondo dopo Martina. A Bari saremmo uno dei tanti e ci tratterebbero da ospiti. A Brindisi abbiamo sempre avuto rappresentanti istituzionali, cosa che avremmo anche con la Brindisi-Taranto. A Bari non penso possa essere così. E quindi il cuore ci dice di andare a Bari, la testa no. Per questo ci siamo astenuti».

     

    Soddisfatto il sindaco Lello Di Bari. «Nell’ultimo mese abbiamo discusso spesso della questione con il presidente Ferrarese che ha cercato di convincerci di restare con Brindisi elencandoci i vantaggi ma tacendoci gli svantaggi – ha detto nel suo intervento. Dopo di che Ferrarese ha cambiato idea e ha deciso che sarebbe stato meglio andare con il Grande Salento. Per questo, in conferenza dei capigruppo, ho messo sul tappeto la mia idea di consultazione popolare per avere un indirizzo dai cittadini. Per me anche 3mila sarebbe stato un buon risultato. I 5mila sono un’eccezionale risposta della città. Non si può ignorare una risposta così decisa e sono contento che molti consiglieri abbiano recepito il segnale».

     

    Più o meno prevedibili gli interventi di altri consiglieri. Vito Bianchi del movimento “in Comune” si è dichiarato favorevole a ratificare l’esito della consultazione popolare facendo approvare anche un suo emendamento che prevede, accanto alla dicitura area metropolitana l’eventuale annessione alla provincia di Bari.

     

    Per Giuseppe Zaccaria, capogruppo del Pdl, «nonostante quello che dice De Carolis 5mila persone sono un numero cospicuo di persone che ha indicato una scelta. Non si tratta di scegliere se lasciare Brindisi per Bari. Ci siamo visti venire addosso una decisione del governo tecnico e un parlamento che ha ratificato il provvedimento del riordino. Il governo non ha chiarito la fine delle province soppresse e di molti comuni di periferia. Abbiamo scelto la città metropolitana perché pensiamo possa avere maggiori attenzioni in più ambiti. E poi il risultato è chiaro. I cittadini di Fasano hanno scelto Bari».

     

    Per il capogruppo dell’Udc Tonio Zizzi «c’è stata poca informazione tra i cittadini. Abbiamo chiesto il perché votassero Bari e le motivazioni addotte dai cittadini o non ce n’erano o erano irrilevanti. Non sappiamo, ad oggi, i fattori positivi per Fasano se andrà a Bari o resterà con Brindisi. Stiamo andando ad avallare una decisione di 5mila persone non consapevoli. Secondo me la decisione dei fasanesi non avrà grande valenza perché saranno altri a decidere per noi. Comunque rispettiamo la decisione venuta fuori dal referendum».

     

    Il capogruppo del Partito Democratico Vittorio Fanelli contesta la scarsa informazione. «Ci saremmo aspettati dal sindaco anche un’adeguata campagna informativa attraverso associazioni di categoria ed esperti della materia – dice -. Il Pd comunque ratificherà l’esito del referendum e propone di utilizzare anche in futuro questo strumento».

     

    «Ci siamo già espressi per l’opzione area metropolitana – dice invece Francesco Bianco, capogruppo Api – e tanti passaggi dei consiglieri in aula sono statui condivisibili. La nostra scelta è attualmente con il cuore in quanto alla ragione non possiamo dare gli elementi necessari date le scarse nozioni che ci vengono date su questo piano di riordino».

     

    Adesso la delibera, tramite la Regione Puglia, andrà a Roma dove l’ultima parola spetterà al Governo centrale. Durante il consiglio comunale è stato anche approvato il regolamento relativo all’occupazione del suolo pubblico mentre è stata ritirata la variazione al piano triennale delle opere pubbliche.

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