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    Sei su:Home»Notizie»Incontro sul riordino delle Province: Moncalvo ne canta quattro a tutti
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    Incontro sul riordino delle Province: Moncalvo ne canta quattro a tutti

    Il vicesindaco ha rappresentato la nostra città al vertice provinciale non condividendo la linea, pare preconfezionata, della maggioranza
    Alfonso SpagnuloDa Alfonso SpagnuloSettembre 11, 20126 minuti di lettura
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    Incontro sul riordino delle Province: Moncalvo ne canta quattro a tutti - Osservatorio Fasano
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    FASANO – E’ una provincia divisa quella venuta fuori dalla riunione tenutasi questa mattina (martedì 11 settembre) a Brindisi nel salone di rappresentanza durante il quale si è discusso dell’accorpamento delle Province. Un tavolo di confronto voluto dal presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, che ha registrato la partecipazione di sindaci e vicesindaci dei Comuni del brindisino e dei consiglieri regionali del territorio, nonché delle organizzazioni sindacali. Un incontro propedeutico a quello che si terrà domattina (mercoledì 12 agosto) alla Regione Puglia, alle ore 10, indetto dall’assessore regionale agli Enti Locali, Marida Dentamaro. Dopo un’attenta analisi delle problematiche del territorio, ampiamente esposte dalle varie parti intervenute, si è giunti ad un indirizzo condiviso da gran parte dei presenti (ma non unanime con il pollice verso mostrato anche dal vicesindaco di Fasano Gianleo Moncalvo), indirizzo che possa meglio rappresentare le esigenze della provincia brindisina e dei propri cittadini.

     

    «La gran parte dei sindaci ha espresso la volontà di accorpare la Provincia di Brindisi con quella di Taranto – ha detto Ferrarese al termine dell’incontro -. D’altra parte alcuni propendono per un accorpamento con quella di Lecce, ma a questo proposito bisognerebbe verificare le reali intenzioni di quest’ultima considerato che potrebbe non avrebbe alcun interesse a prendere in carico i problemi di altri territori. Il discorso più concreto, quindi, è tra Brindisi e Taranto; due province che hanno le stesse condizioni. Insieme dobbiamo cercare di salvaguardare le nostre rispettive peculiarità. Tutto ciò non sarebbe dovuto accadere ma è accaduto. Allo stato attuale quello che rimane da fare è non perdersi d’animo e rimboccarsi le maniche per lavorare al meglio sulle condizioni future di questo accorpamento – ha affermato Ferrarese che ha proseguito motivando la propria posizione in linea con quella, tra gli altri, del sindaco del capoluogo brindisino, Mimmo Consales -. Il mio pensiero oggi è quello di unire le due province di Brindisi e Taranto, che hanno molteplici situazioni e prospettive di convergenza. Hanno due zone industriali potentemente strutturate, due territori forti anche sotto l’aspetto economico, infrastrutturale e turistico. Possiamo diventare una grande Provincia in grado di competere a livello nazionale e internazionale. Questo è quello che personalmente penso pertanto lo proporrò anche agli altri del mio Consiglio provinciale e continuerò a sostenerlo fino all’ultimo giorno del mio incarico come Presidente della Provincia di Brindisi, lottando per un accorpamento con Taranto che sia paritario e non lesivo della dignità dei due territori».

     

    Dicevamo della non unanimità di pensiero. E nella discussione si è distinto anche il vicesindaco di Fasano Gianleo Moncalvo che per nulla intimidito dal fatto di essere alla sua prima riunione importante pare abbia mostrato un certo "caratterino" nei confronti di alcuni amministratori presenti.. «Devo sottolineare come sia stata una riunione davvero strana – afferma il giovane amministratore fasanese -. L’incontro aveva un oggetto che era “Analisi  e riflessioni alla luce del riordino delle Province”. Per questo mi aspettavo, data anche l’importanza degli interlocutori e dell’oggetto appunto, che ognuno facesse una riflessione basata sulla propria realtà territoriale. Il presidente Ferrarese ha voluto prima ascoltare i rappresentanti dei Comuni. Ma l’impressione è che fosse tutto impacchettato e cioè che si arrivasse alla conclusione che la provincia di Brindisi dovesse accorparsi con quella di Taranto. Ho avuto modo anche di far notare alcune scorrettezze, chiamiamole così, quando, ad esempio, è stata data la parola al sindaco di Ostuni Tanzarella giunto a riunione iniziata e che quindi avrebbe dovuto parlare dopo di me. Cosa che, come ho detto, ho fatto notare in modo duro al presidente. Quando sono intervenuto ho subito detto che quando si convocano riunioni di questo tipo è meglio che l’oggetto si scriva per bene in quanto eravamo lì per parlare del riordino o di dove volevamo andare? E poi tutti parlavano di Fasano e di cosa volesse fare. Tanzarella diceva, riferendosi proprio alla nostra città, “dobbiamo essere uniti”. Ma uniti a che? All’accorpamento? E allora era inutile anche convocarla la riunione. Io non ci sto a questo modo di fare. La questione dell’accorpamento è amministrativo e quindi è giusto aver coinvolto il livello odierno, i sindaci. Ma se invece viene fuori, come alcuni sindaci hanno detto, di creare il grande Salento e andiamo con Lecce ecco che il livello non è più amministrativo ma politico. E quindi si convocano i rappresentanti politici dei territori. Ho detto a tutti che rappresento i miei cittadini nel caso dell’accorpamento ma non posso decidere per loro per entrare nel Grande Salento o andare a Bari. Quest’ultima cosa, poi, è impossibile perché la legge non prevede accorpamenti di territori alla città metropolitana. Ho sottolineato che non si convoca una riunione simile alla vigilia dell’incontro in regione con l’assessore Dentamaro. Poi non ho capito come mai sono convocati solo i rappresentanti delle province di Brindisi e Taranto. Ma le altre non sono toccate dalla riforma? Non contano niente?».

     

    E’ un fiume in piena Moncalvo che ribadisce come solo Francavilla Fontana abbia avuto più o meno la stessa linea. Intanto la maggior parte dei Comuni domani porteranno in Regione l’accordo dell’accorpamento stile Pesaro e Urbino ma anche su questo il vicesindaco fasanese ha da ridire. «Ferrarese porterà questa linea – dice Moncalvo -. Io invece ascolterò soltanto. Il Governo ha dato tempo alla Regioni sino al 24 ottobre per dare delle linee sul riordino. Quindi non vedo perché andare domani con una decisione quasi definitiva oltre tutto con le sole presenze di Brindisi e Taranto. Hanno detto che Brindisi e Taranto insieme diventerebbero una provincia potente in quanto sarebbero il primo polo siderurgico ed energetico italiano d’Europa. Ma alla luce degli interessi e dello sviluppo della città di Fasano è meglio andare in provincia di Lecce che è caratterizzata dal turismo, spiagge, mare pulito e ulivi. Alla luce di tutto è meglio che Brindisi si spogli di tutto e si consegni a Lecce invece di andare a fare una battaglia per due uffici a Taranto. Queste ultime considerazioni sono da cittadino più che da amministratore. Ripeto. Preferisco più una provincia con Brindisi e Lecce che con Taranto. Invece di chiamarla jonico-adriatica o provincia dei due mari come si è azzardato a chiamarla qualcuno la potremmo chiamare provincia salentina. Ma sono convinto che tutto questo non dipenderà da noi e domani, in Regione, vedremo a chi spetterà la decisione finale».

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