Selva di Fasano – La bellezza del Minareto illuminato di giallo, verde, blu non può che amplificarsi se davanti al suo ingresso prendono posto musicisti che fanno dei propri strumenti dei mezzi spirituali.
Ieri 25 luglio, in una serata dal sapore quasi autunnale, il secondo appuntamento con il Bari in Jazz, festival metropolitano che ha ormai una solida collaborazione con l’amministrazione comunale di Fasano, ha regalato all’accorto pubblico silvano due esibizioni di pura sperimentazione jazzistica.
È stato il collettivo Universal Crimson a condurre lentamente gli ascoltatori in una realtà fatta di vecchio e nuovo che dialogano senza pregiudizi. Con il fedele Kekko Fornarelli, al suo lirico pianoforte e al suo futuristico synth, Enzo Favata al sassofono e all’elettronica e Luisiana Lorusso, voce e violino, hanno dato vita a un concerto inedito per una formazione inedita: i tre musicisti, infatti, sebbene amici, sono saliti sul palco del Minareto per la prima volta insieme. Il filo conduttore dell’esibizione è stato il rosso cremisi, come ricorda il nome del trio, simbolo di vitalità primordiale; la voce di Lorusso, infatti, ha cantato con intensità creando un ponte inconscio con lo spirito dell’uomo.

Il secondo concerto, dal sapore prettamente sperimentale, ha visto collaborare due inglesi e un italiano, uniti nel trio JSP: il sassofonista John Butcher, il pianista Steve Beresford e il contrabbassista Pierpaolo Martino. Quasi come se fossimo in una sala prove, i tre musicisti tra improvvisazione e scaletta hanno osato con suoni, melodie e accordi; protagonista è stata la ricerca sonora, che ha ricordato la visionaria sperimentazione di un giovanissimo Ennio Morricone.

Il prossimo appuntamento con Bari in Jazz è per venerdì 31 luglio; il Minareto ospiterà un’artista d’eccezione: Cory Henry suonerà nella formazione dei Funk Apostles in un concerto che si preannuncia indimenticabile.


