FASANO – Pochi giorni per salvare l’ospedale di Fasano. Una “mission impossible” che però il Partito Democratico pugliese vuol tentare. Si è tenuto ieri (venerdì 1° giugno) il vertice della maggioranza del consiglio regionale a cui hanno anche partecipato, oltre ai capigruppo del centrosinistra, anche il Governatore Nichi Vendola e l’assessore alla Sanità Ettore Attolini. Sul tavolo da una parte la proposta-tagli dell’assessorato e dall’altra quella proposta dai partiti per salvare qualche ospedale. Una riunione fiume durata oltre quattro ore. «Ci siamo rimessi al lavoro per verificare la compatibilità tra le modifiche proposte e i risparmi da ottenere – ha dichiarato l’assessore Attolini -. Ci siamo aggiornati a lunedì. massimo martedì. Le modifiche sono possibili sulla base di criteri oggettivi e comunque a saldi invariati». Cosa significa? Che si può salvare qualcosa ma senza che la Regione perda un solo centesimo. E quello che è venuto fuori è che si stanno cercando di salvare gli ospedali di Fasano e Trani più i punti nascita di Ostuni e Manfredonia. Ma non sarà facile. Entro la fine di questo mese occorre tagliare necessariamente altri 800 posti letto così suddivisi: 370 pubblici, 130 da enti ecclesiastici e istituti di ricerca privati, 300 nel privato accreditato.
Durante la riunione l’assessore Attolini ha snocciolato i numeri che condannerebbero alcuni ospedali in cui risulta un basso tasso di occupazione dei posti letto, “alta inappropriatezza e bassa complessità delle prestazioni”. Soprattutto con l’indice di utilizzazione da parte dei residenti dei relativi nosocomi Attolini vuol convincere la politica che alcuni ospedali devono necessariamente essere riconvertiti. A Fasano, ad esempio, solo 37 fasanesi su cento si ricoverano all’Umberto I e se ci sono possibilità di salvare il nostro ospedale è solo perché Fasano è un grosso centro. Insomma sembra che si sia arrivati davvero all’atto finale: la politica regionale vorrebbe salvare Fasano. Bisognerà valutare se le proposte giunte per il nostro nosocomio lo permetteranno. Sperare, comunque, non costa nulla.


