Fasano – Il 27 settembre 2025 sarà ricordato come il giorno in cui Fasano ha scelto di schierarsi dalla parte di chi crede nei diritti umani, nella Pace e nella risoluzione delle controversie tra i popoli attraverso il dialogo. Viviamo nella Storia, anche se spesso la nostra percezione del tempo e dello spazio è così limitata che abbiamo l’impressione che la Storia sia solo quella “passata”, quella letta sui libri di scuola; invece, come scriveva De Gregori, «la Storia siamo noi».

Questo senso di cittadinanza – anzi, direi “umanità” – attiva è stato il motore che ha reso possibile la realizzazione di un evento straordinario: sotto la regia del Comitato Cittadino Fasano per Gaza e il Popolo Palestinese e il patrocinio del Comune di Fasano, grazie alla bontà di Vincenzo Deluci e alla sua associazione AccordiAbili, il 27 settembre la città ha fatto rumore con il preciso intento di rompere il silenzio dell’Occidente sul genocidio a Gaza.

Più di cento musicisti pugliesi e non hanno scelto di esibirsi, a titolo gratuito, per il centro di Fasano: a partire dal tardo pomeriggio, le principali piazze della città hanno risuonato di musica e pace. Piazza Ciaia, Arco del Balì, il Sagrato della Chiesa Matrice, i Portici delle Teresiane, via Forcella, la villetta San Francesco, il Chiostro dei Minori Osservanti e, infine, Piazza Mercato Vecchio, snodo nevralgico che ha accolto le esibizioni finali e la testimonianza di Muhammed Afaneh, il presidente della Comunità Palestinese di Puglia e Basilicata.

«Questo genocidio non deve passare senza la ribellione di tutti noi – ha dichiarato Muhammed Afaneh a fine serata – per un semplice fatto: se viene giustificato il genocidio nei confronti di un popolo sotto gli occhi di tutti e vengono calpestati i suoi diritti, attenzione: l’asticella dei diritti per tutti gli esseri umani si abbassa e un domani qualsiasi altro popolo potrà essere soggetto a un genocidio. Noi dobbiamo fare di tutto per fermarlo e non soltanto per noi, ma anche per i nostri figli, perché un mondo che assiste a un genocidio di un popolo noi non lo vogliamo».

L’eccellente macchina organizzativa della manifestazione ha visto la partecipazione anche della sezione ANPI di Fasano, di Emergency e degli Ultras Fasano Antirazzista.

La chiusura dell’evento ha riecheggiato di Resistenza: l’iniziale tromba di Vincenzo Deluci è stata il La per un’accorata Bella Ciao, suonata dai musicisti e cantata da tutti i cittadini che hanno sventolato la bandiera palestinese, segno di solidarietà e speranza.


