Fasano – Questo il testo della lettera firmata, giunta in redazione, dopo l’enorme mole di commenti sui nostri canali social in relazione ai due articoli “Stanziati 100.000 mila euro per le luminarie natalizie” e “Manutenzione Straordinaria delle strade comunali nel territorio di Fasano”:
Egregio Direttore, A seguito dei due articoli pubblicati dalla sua testata online riguardanti lo stanziamento dei fondi per le Luminarie Natalizie e il rifacimento di diverse strade del territorio, sui social si è scatenato il solito tam-tam di commenti, più o meno polemici e fantasiosi, che ormai caratterizzano la “vita virtuale” della gente reale fasanese. Questo scenario mi ha ispirato una Lettera Aperta che, se riterrà utile, potrà pubblicare.
Fasano, dove si asfaltano solo le illusioni (e si lamentano tutti)
Tra luminarie troppo presto, strade troppo tardi e i soldi del G7 evaporati, il Fasanese medio trova sempre il modo di non essere mai contento.
A Fasano il Natale non arriva quando si accendono le luci, ma quando si accendono le polemiche.
Basta che il Comune annunci due fili di luminarie per scatenare il dibattito nazionale in salsa locale:
“È troppo presto!”
“E poi con tutti ‘sti soldi buttati…”
“A Polignano le fanno meglio e spendono meno!”
È il solito miracolo fasanese: ogni renna luminosa diventa un caso politico, ogni stella cometa una provocazione.
Ma guai ad accenderle in ritardo, perché allora parte la lamentela opposta:
“Sempre all’ultimo minuto, manco si può respirare un po’ d’atmosfera!”
La perfezione, a quanto pare, è solo quella del vicino — e pure lì, secondo voci di corridoio, “non è che sia sto granché”.
Mentre il paese discute di lucine e spese folli, il Comune annuncia trionfante:
“Asfalteremo dieci strade del territorio comunale!”
Apriti cielo.
Non importa quali: per il Fasanese medio è già scandalo.
“Sempre le stesse! La mia la lasciano così da dieci anni!”
“Io pago le tasse, ma qui sembra Kabul!”
E quando finalmente la ruspa arriva, l’atteggiamento cambia ma non il tono:
“Eh, guarda caso, si ricordano proprio adesso… sarà mica campagna elettorale?”
Perché a Fasano l’asfalto ha un calendario politico preciso: si stende solo quando si stendono anche i volantini.
E poi c’è il grande mistero: i fondi del G7, di cui tutti sanno dove non sono andati.
“Con quei soldi ci rifacevano tutto il Corso!”
“Spariti, come sempre… se li sono mangiati!”
“Altro che sicurezza: qui ci voleva un G7 per le buche!”
Il fascino della teoria del complotto è irresistibile:
ogni euro pubblico, a Fasano, è per definizione “sprecato”, “rubato” o “dato agli amici degli amici”.
È l’economia circolare del sospetto.
Un popolo felice… solo quando brontola
Il Fasanese medio non è cattivo e arrabbiato, è coerente: vuole il cambiamento, ma guai se cambia qualcosa davvero, ha solo bisogno di qualcosa di cui parlare.
Vuole più luci, ma si lamenta che costano troppo (e poi fa le code infinite a Locorotondo); più asfalti, ma senza rumore e come strada quella della rispettiva abitazione; più trasparenza, ma solo se conferma ciò che già pensava.
In fondo, la vera tradizione locale non è il presepe, ma il post polemico su Facebook.
E allora, tra una renna e una buca, tra una promessa e un sospetto, Fasano si prepara al Natale come sa fare meglio: lamentandosi in compagnia.
Perché l’erba del vicino sarà pure più verde… ma solo perché lui, invece di lamentarsi, ha trovato il tempo per innaffiarla…
Un affezionato lettore


