Fasano – Ieri sera, domenica 16 novembre, il Teatro Sociale si è trasformato in un covo di intrighi velenosi per il penultimo, elettrizzante appuntamento della XVI edizione del Festival Nazionale di Teatro “Di Scena a Fasano”. La competizione è entrata nel vivo con un quinto spettacolo che ha scosso le fondamenta della rassegna.

Protagonista assoluta, la talentuosa compagnia “Laboratorio Minimo” di Ascoli Piceno, che ha portato in scena l’iconico e geniale thriller di Ira Levin: Trappola Mortale. Una serata che non ha concesso tregua emotiva, miscelando sapientemente le tinte oscure del giallo con sfumature di tagliente commedia.

Il sipario si è alzato sulla storia di Sidney Bruhl (interpretato con tormentata maestria da Mario Gricinella), un commediografo in caduta libera creativa. La sua vita viene sconvolta dall’arrivo di Clifford Anderson (Giovanni Filipponi), l’ex allievo che brandisce un manoscritto teatrale di una bellezza così abbagliante da risvegliare in Sidney la più cieca e pericolosa ambizione: l’appropriazione.

La moglie Myra (una vibrante Francesca Piccioni) percepisce subito che sotto l’invito all’apparenza innocuo si nasconde un baratro di oscuri intenti. Il clima si fa teso, irrespirabile, un gioco psicologico sempre più perverso e ambiguo tra allusioni taglienti e silenzi minacciosi. A turbare ulteriormente le acque, l’arrivo destabilizzante della vicina, Helga ten Dorp (Paola Lucidi), una medium le cui premonizioni gelano il sangue.

Nel secondo atto, il dramma raggiunge il suo culmine. La collaborazione tra maestro e allievo si incrina irreparabilmente mentre il passato torna a perseguitare Sidney e Clifford acquista una sicurezza sempre più sospetta. Con l’irruzione dell’avvocato Porter Milgrim (un misurato Stefano Maini), tutti i personaggi sembrano impegnati in una sfida a reinventare e manipolare la propria verità. La realtà stessa si trasforma in un labirinto teatrale, un continuo susseguirsi di colpi di scena mozzafiato che lasciano lo spettatore senza appigli.

La tensione drammatica è stata un fiume in piena, sapientemente interrotta da sprazzi di humor nero che hanno permesso al pubblico di riprendere fiato prima di essere nuovamente travolto. Ambizione, gelosia e attrazioni proibite sono stati gli ingredienti di uno spettacolo che ha costantemente interrogato e spiazzato la platea, divisa tra il divertimento e il brivido freddo.L’ultimo spettacolo in gara, dal titolo “Una tragedia reale“, calcherà il palcoscenico domenica 23 novembre, promettendo di chiudere la rassegna con un altro imperdibile momento di grande teatro.


