Fasano – Il Teatro Kennedy di Fasano ha ospitato ieri sera, venerdì 13 febbraio, una delle tappe più suggestive della 43ª Stagione Concertistica di Fasanomusica. Raphael Gualazzi, istrionico maestro del pianoforte, ha presentato il suo progetto “Sogno“, trasformando la scena in un salotto senza tempo dove il jazz d’oltreoceano e la tradizione colta europea si sono fusi in un’unica, trascinante melodia.
Accompagnato dalla maestosità dell’Orchestra della Magna Grecia, diretta per l’occasione dal M° Stefano Nanni, il cantautore pesarese, accompagnato dai suoi storici musicisti, Anders Ulrich al basso e Gianluca Nanni alla batteria, ha saputo tessere una trama sonora ricca e imprevedibile. Non è stato un semplice concerto, ma una narrazione in cui la tecnica virtuosistica di Gualazzi ha trovato la spalla perfetta nel corpo orchestrale.

I grandi successi di Gualazzi, da Follia d’amore a brani più recenti, sono stati rivestiti di nuovi colori, grazie ad arrangiamenti orchestrali che ne hanno esaltato la profondità armonica.
Uno dei momenti più alti è stato l’incontro con le citazioni verdiane. Gualazzi ha saputo decostruire e omaggiare il Maestro di Busseto con rispetto e audacia, dimostrando come il linguaggio del jazz possa dialogare con l’opera in modo del tutto naturale.
Al centro di tutto, il pianismo di Raphael: vulcanico, percussivo, ma capace di improvvise dolcezze che hanno tenuto il pubblico del Kennedy col fiato sospeso. Tuttavia, la vera sorpresa è arrivata nel finale: per il bis, Gualazzi ha regalato un trascinante medley in cui ha dato prova di un eclettismo fuori dal comune. In questo frangente, l’artista ha dimostrato di essere un virtuoso assoluto non solo ai tasti del pianoforte, ma anche con l’ukulele, strappando applausi a scena aperta per la maestria e l’ironia con cui ha maneggiato lo strumento.

Il concerto è stato la prova di quanto la musica “colta” e quella “popolare” siano confini ormai superati. Gualazzi si conferma un artista totale, capace di divertire con eleganza e di emozionare attraverso un sincretismo musicale che è, a tutti gli effetti, un sogno ad occhi aperti.


