Verona – Se il vino è il sangue della terra, la cucina ne è la voce. Al Vinitaly 2026, la Puglia ha scelto di parlare attraverso il talento e la misura del fasanese Antonio Marraffa. Lo scorso 12 aprile, all’interno del Padiglione 11 della Fiera di Verona, lo chef dell’Osteria Sant’Anna di Cisternino ha firmato uno show cooking che ha travalicato i confini della semplice dimostrazione tecnica, trasformandosi in una vera e propria celebrazione dell’identità regionale.
Sotto l’evocativo claim “L’altra dimensione del gusto”, lo spazio istituzionale della Regione Puglia è diventato il palcoscenico di un viaggio sensoriale che ha unito radici profonde e visioni contemporanee.
L’intervento di Marraffa si è distinto per una cifra stilistica rara: l’onestà intellettuale. Lontano dalle semplificazioni folcloristiche, lo chef ha portato in scena una Puglia autentica e ricercata. Ogni gesto, misurato e privo di eccessi spettacolari, ha lasciato che fosse la materia prima a parlare, capace di dialogare con la stessa eleganza sia con il sommelier internazionale che con il gourmet appassionato.
“Non una semplice dimostrazione tecnica, ma un atto narrativo. Ogni gesto, ogni cottura, ogni profumo sprigionato ha evocato territori, stagioni, memorie.”
L’evento non è stato un episodio isolato, ma il cuore pulsante di un programma istituzionale di alto profilo, arricchito da masterclass e incontri con buyer globali. La presenza ai tavoli del Presidente della Regione Puglia, Antonio De Caro, e dell’Assessore all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, ha ribadito il valore politico e strategico della cucina d’autore. La gastronomia, oggi più che mai, agisce come potente ambasciatrice della qualità agroalimentare pugliese sui mercati esteri.
Il successo della giornata è stato frutto di una collaborazione corale. Il lavoro di Marraffa è stato valorizzato dalla sinergia con la Fondazione Italiana Sommelier Puglia, guidata dal presidente Giuseppe Cupertino. Un binomio, quello tra solida cucina di territorio e alta sommellerie, che ha restituito l’immagine di una Puglia coesa, pronta a mostrarsi al mondo senza timori reverenziali.
Tra i calici e i profumi della macchia mediterranea, l’Osteria Sant’Anna ha dimostrato che la cucina “di radice e di sguardo lungo” è lo strumento più efficace per raccontare una terra che sa ancora accogliere, sorprendere e, soprattutto, restare impressa nella memoria.


