Fasano – Kim è una donna di mezz’età, direttrice – e, dunque, non proprietaria – di un negozio d’abbigliamento vintage in bilico tra la legalità e “l’altro internet”. Di fatto, però, Kim è anche una donna in crisi: nel lavoro, nell’identità, nella fiducia.
Le stravaganti dis-avventure di Kim Sparrow, ultima pièce di febbraio della Stagione di Prosa al Teatro Kennedy promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con Puglia Culture, sulla carta è una commedia; o almeno così sembrerebbe, stando al tono e al ritmo iniziale.
La storia di Kim, che vorrebbe fare l’imprenditrice, parte proprio da un negozio: la donna (Paola Minaccioni) è una commessa che dirige una boutique d’abbigliamento vintage per conto di un’altra donna. Ad affiancarla è da poco arrivata Tussy (Valentina Spalletta Tavella), una giovane della GenZ, che si fa amare per la sua perenne aria ingenua e insicura. Sul palco il rapporto attoriale tra le due è sincronizzato: mai lo spettatore potrebbe sospettare di un tradimento di fiducia della più giovane. C’è, però, un elemento di disturbo di questo dittico; Blatta (Monica Nappo), infatti, è la socia-sorella in affari di Kim e il suo, di carattere, è decisamente sopra le righe. Sfrontata, superba e a tratti volgare, Blatta sembra sostenere l’amica in ogni senso.
Eppure, il pomo della Discordia mette a nudo le tre verità delle donne. Kim, buona e credulona, si fida dall’una e dell’altra e coinvolge entrambe in un piano – a dire il vero poco ingegnoso – di furto d’abiti d’haute couture. Presto, però, Tussy e Blatta dimostreranno che la scaltrezza, come l’amore, è cieca.

Come se fosse stato spinto l’acceleratore, il ritmo del testo incalza nell’ultima mezz’ora e la buona regia di Cristina Spina crea sospensione e attesa per un finale, a dire il vero, scontato.
Con una scenografia divertente e colorata, fatta di stoffe e manichini, Le stravaganti dis-avventure di Kim Sparrow, con testo di Julia May Jonas e traduzione di Marta Salaroli, ha voluto sintetizzare in un atto unico un messaggio potente: al mondo esistono in verità tante Kim che, in una società arrivista e sempre “più giovane”, faticano a restare a galla.
Nei saluti finali l’esplosiva Paola Minaccioni ha invitato il gremito pubblico a donare a chi, come la protagonista da lei interpretata, è disperato al di fuori della finzione teatrale; nel foyer del Teatro Kennedy, infatti, alcuni volontari di Emergency hanno allestito un banchetto per le offerte.
Il prossimo appuntamento con la Stagione di Prosa al Kennedy è per mercoledì 11 marzo, sipario ore 20:30, con Jucatúre di Pau Mirò con Antonio Milo e Adriano Falivene.


