FASANO – Non è stata una semplice gara, ma una lotta tra titani passata alla storia per un battito di ciglia. L’edizione numero 67 della Coppa Selva di Fasano – che ha celebrato in grande stile l’ottantesimo anniversario dalla sua nascita nel 1946 – si conferma una delle cronoscalate più affascinanti e longeve d’Italia. A scrivere l’ennesima pagina di storia è stato il re indiscusso della specialità, il fiorentino Simone Faggioli. Al volante della sua fiammante Nova Proto NP01, il fuoriclasse toscano ha conquistato la sua tredicesima vittoria in carriera sul tracciato pugliese, a distanza di 25 anni da quando nel 2001 vinse per la sua prima classifica assoluta proprio qui a Fasano, sfoderando una prestazione magistrale in entrambe le manche.
A rendere l’atmosfera ancora più elettrizzante ci ha pensato una cornice di pubblico straordinaria, impreziosita da un ospite d’eccezione: l’attore Claudio Amendola, vero e proprio superfan dell’evento, che in mattinata ha letteralmente infiammato l’area di partenza, concedendosi al bagno di folla dei suoi tantissimi appassionati.
Il secondo appuntamento del Campionato Italiano Super Salita si è trasformato in un thriller cronometrico. Faggioli ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per respingere gli assalti dei rivali, stampando in Gara 1 un mostruoso 2’07”87, ad appena 59 centesimi dal record assoluto del percorso.
Alle sue spalle è stata una battaglia feroce. Luigi Fazzino, 2° assoluto, il ventiseienne siracusano, dopo aver fatto sognare tutti nelle prove ufficiali del sabato sulla sua Osella PA30-Zytek, ha pagato un distacco di appena 1”54 dal leader nella prima manche, e Stefano Di Fulvio (3° assoluto), al volante della Nova Proto NP01, l’abruzzese ha tentato il tutto per tutto in Gara 2, firmando un tempo parziale persino migliore di quello di Fazzino, e giungendo alle spalle del campionissimo toscano ad appena 0,77 centesimi di secondo.
Al traguardo finale, il verdetto è da brividi: Di Fulvio manca la seconda piazza per appena 12 centesimi di secondo da Fazzino. Una dimostrazione impressionante dell’altissimo livello del campionato.
Appena giù dal podio, la top ten ha regalato scintille. Quarto posto al cardiopalma per il potentino del Team Puglia Achille Lombardi (Osella PA30), che ha beffato il giovane senese Mirko Torsellini (Norma M20 FC) per la miseria di 3 millesimi di secondo. Sesto il ragusano Franco Caruso.
Applausi a scena aperta per i giovani talenti siciliani Andrea Di Caro e Michele Puglisi, capaci di piazzarsi al settimo e ottavo posto assoluto dominando la classe 1600. Ma il vero boato del pubblico è stato tutto per il “leone” di casa, il fasanese Francesco Leogrande: nono assoluto, re della classe 2 litri sulla sua Osella e, ovviamente, primo dei piloti pugliesi. Chiude la top ten il francese Sébastien Petit, rimasto stregato dalla bellezza della Puglia e del tracciato alla sua prima apparizione.
Le colline di Fasano hanno fatto da sfondo a velocità e colpi di scena in ogni raggruppamento:
- CN: Vittoria a mani basse per il figlio d’arte Gianfranco Giorgio su Tatuus Pyo12 che ha preceduto il plurititolato Alberto Scarafone e Marco Capucci sulle sua Osella PA21S.
- GT: Il foggiano Lucio Peruggini ha ribaltato i verdetti delle prove, portando la sua Ferrari 296 Challenge davanti alla 488 del salernitano D’Angelo e alla BMW Z4 di Iacoangeli.
- TCR: Netto dominio del bresciano Luca Tosini su Audi RS3, che ha tenuto a bada il fasanese Arcangelo Crescenza.
- E1: Pronostico rispettato per Giuseppe Aragona, che ha fatto letteralmente urlare gli 800 CV della sua Volkswagen Golf Mk7.
- Racing Start Cup: Salvatore Tortora (Peugeot 308 Cup) conquista la vittoria, anche grazie al ritiro per incidente in Gara 2 del fasanese Ciccio Savoia (Peugeot 308 Cup), vincitore di Gara 1.
- Racing Start Plus: Torna alla vittoria il fasanese Gianni Angelini, che cambiata vettura e gruppo dopo la prima prova di campionato, ritrova il feeling di guida e il successo al volante di una Mini Cooper JCW 2.0T.
- Racing Start: Il calabrese Salvatore Mondino (Seat Leon ST), si impone su tutti i piloti del raggruppamento di vetture di stretta derivazione di serie, con il fasanese Cosimo Laghezza terzo assoluto e primo tra le 1.6 Turbo su Peugeot 308 Gti.
- Bicilindriche: Tra le piccole Fiat 500 e 126, ha conquistato la vittoria nella classifica aggregata e di Gruppo 5 il calabrese Mirko Paletta, giunto secondo in entrambe le salite, con il pluricampione lametino Angelo Mercuriimprendibile in Gara 1, (2’56”90) ma ritirato per problemi meccanici in Gara 2, e il fasanese Oronzo Montanaro, terzo in Gara 1 e vincente in Gara 2 (3’02”86), tutti e tre su Fiat 500. In Gruppo 2, doppietta di Gino Palmisano, in podio con distacchi sull’ordine dei decimi, con il fasanese Francesco Guarini ottimo 3°.
Aggiungere glamour alla velocità è la specialità della casa. Sotto lo sguardo attento di una leggenda del motorsport come Cesare Fiorio, l’attesissimo 20° Trofeo Vip ha regalato spettacolo puro. Ad aprire le danze come apripista d’eccezione, alternandosi su una Lamborghini Huracán Evo Spyder, sono stati l’On. Mauro D’Attis e il conduttore TV Jimmy Ghione.
Nello schieramento delle celebrità, ha conquistato la vittoria Leonardo Tano, davanti al fratello Lorenzo (figli dell’attore Rocco Siffredi). A seguire, si sono dati battaglia lungo i tornanti il campione di volley Gigi Mastrangelo (terzo), l’ex rugbista e conduttore Andrea Lo Cicero, l’assessore regionale Fabiano Amati, Savino Zaba, il comico Uccio De Santis, il karateka Stefano Maniscalco e Maria Laura De Vitis. Sfortuna invece per la showgirl Francesca Brambilla, che ha concluso la sua avventura dopo aver disputato solo la prima manche.
In un’edizione da record, vanno registrate due questioni negative, non dipese dall’organizzazione ma dalla gestione federale dell’intero Campionato Supersalita: la prima, che ha visto anche una timida presa di posizione dei piloti, è quella del nuovo format, sperimentato già in Vallecamonica che vede un ordine di partenza imposto per favorire la diretta TV, che stravolge il normale sviluppo della gara, e che come ieri, lascia fuori dalla diretta diverse tipologie di vetture, figlie di un Dio minore ma che pagano come tutti la tassa d’iscrizione; la seconda è quella dell’annosa questione chicane: quest’anno le barriere erano posizionate in maniera più “chiusa” e hanno creato non pochi problemi ai piloti. Una considerazione sulle chicane: sono dispositivi atti ad aumentare la sicurezza del tracciato, come dice la Federazione, o come sosteneva il grande Don Mimì Scola, «è mettere un ostacolo artificiale dove prima non c’era». Va detto che le vetture attuali hanno raggiunto prestazioni monstre, ma va anche considerato che forse oltre 80% degli incidenti nelle salite avviene per contatto con le chicane.
A margine della gara, va registrato un increscioso fatto di cronaca: nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29, nel paddock si è perpetrato il furto di una fiammante Ferrari da gara, di proprietà di del pilota Luca Gaetani, giunto a Fasano per fittarla al driver fasanese Andrea Palazzo. Il furto è avvenuto con la vettura ancora posizionata sul carrello: i ladri hanno agganciato il “Turatello” e si sono dileguati. Una brutta pagina di cronaca che non deve inficiare il grande lavoro svolto negli ultimi 20 anni da organizzazione, forze dell’ordine e politica.


