Fasano – Non è vero che le ambulanze del 118 non trasportano i malati di Fasano presso la nuova struttura ospedaliera di Monopoli-Fasano. A smentire la ricostruzione con i dati alla mano è l’ex assessore regionale Fabiano Amati, che interviene nel dibattito per fare chiarezza ed evitare disinformazione sulle emergenze sanitarie.
Nel periodo compreso tra giugno e agosto – si legge in una nota stampa dell’ex assessore al Bilancio -, il 118 ha gestito 2.767 interventi nel territorio fasanese. Di questi, la stragrande maggioranza (il 76%) si è risolta senza ricovero ospedaliero grazie alle cure sul posto o al Punto di Primo Intervento Territoriale (PPIT).
Dei 662 pazienti per cui si è reso necessario il trasporto in ospedale:
- 220 sono stati portati al nuovo ospedale Monopoli-Fasano;
- 244 a Brindisi;
- 187 a Ostuni;
- 11 a Francavilla Fontana.
I numeri dimostrano che la nuova struttura, entrata in funzione solo a fine giugno, è già un punto di riferimento importante per il territorio.
Amati sottolinea come un’ambulanza non sia un servizio di trasporto a scelta del paziente o basato sulla semplice vicinanza chilometrica. La regola aurea della centralizzazione prevede infatti che l’assistito sia indirizzato nel presidio più idoneo a trattare la specifica patologia:
- Il Monopoli-Fasano accoglie i casi compatibili con i reparti ad oggi attivi;
- Brindisi prende in carico le patologie tempo-dipendenti o che necessitano di specialità di secondo livello (come neurochirurgia o chirurgia vascolare);
- Ostuni riceve i pazienti stabili con esigenze specifiche (principalmente pneumologiche).
Difendendo l’operato dei medici e dei soccorritori del 118, Amati invita la politica e la cittadinanza a concentrarsi sul vero nodo della questione: il completamento della struttura.
La priorità attuale è sbloccare le autorizzazioni ministeriali per l’attivazione dell’Emodinamica e della Stroke Unit — indispensabili per le emergenze cardiache e cerebrovascolari e per cui il personale medico è già in servizio — oltre a rendere operative pneumologia, psichiatria e le altre unità previste. Solo aumentando le specializzazioni del nuovo presidio sarà possibile ampliare la platea di pazienti trattabili in loco.


