Fasano – Uno straordinario racconto di vita che ripercorre la drammatica esperienza di Oleg Mandić nei campi di concentramento nazisti è stato presentato ieri dal suo autore Filippo Boni, che ha dialogato con Cinzia Cupertino e Anna Gervasio, direttore Istituto Pugliese Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea.
Il libro è un omaggio al coraggio e alla forza d’animo di chi ha vissuto l’orrore della Shoah. Oleg Mandić, ormai anziano, nel 1944 fu deportato ad Auschwitz assieme alla madre e alla nonna come prigioniero politico. Lì, ha dovuto avere a che fare con la brusca separazione da sua madre, la fame e le atrocità commesse dalle SS, incontrando anche in persona il dott. Mengele. Nonostante tutto, è riuscito a sopravvivere, rimanendo l’ultimo bambino a varcare la soglia dell’uscita dell’Inferno terrestre.
L’incontro ha visto la presenza di un pubblico vario, dai più grandi ai ragazzini, ed ha manifestato una grande partecipazione emotiva, grazie anche alle letture di estratti dal libro a cura degli allievi di Officine Futura”. Inoltre, Filippo Boni è riuscito a raccontare con enorme sensibilità gli eventi del racconto intrecciandoli con quelli storici che tragicamente stavano prendendo piede in un periodo fin troppo buio.
L’esperienza di sopravvivenza di Oleg Mandić rappresenta una lezione per tutti, ed è un invito a riflettere su quanto sia fragile e preziosa la libertà e su come sia essenziale difenderla ogni giorno. Con le sue memorie, Oleg ci ricorda che, nonostante l’oscurità ci sopraffaccia, la speranza può sempre trovare una modo per brillare.
Rebecca Sasso


