Fasano – Il professore Giuliano Volpe, docente ordinario di metodologia della ricerca archeologia presso l’Università di Bari, ha pubblicato ieri, giovedì 2 luglio, sul quotidiano La Repubblica la seconda puntata della sua rubrica “Storie di pietra”, in cui tratterà di dieci luoghi simbolo dell’archeologia in Puglia.
Nel corso della prima puntata si è parlato di Vieste e dell’antica città di Uria, mentre nella seconda puntata si è raccontato di un luogo del nostro territorio: il Parco Rupestre di Lama d’Antico.
Nelle due pagine di quotidiano, il professor Volpe, già Rettore dell’Università di Foggia, ha ricostruito la storia insediativa del Parco, ripercorrendo anche le vicende recenti relative alla fruizione del bene, attualmente gestito dalla Fondazione San Domenico.
La narrazione consente di avere uno sguardo completo sul bene, recentemente interessato da restauri virtuali che hanno consentito di studiare l’apparato iconografico della chiesa principale di Lama d’Antico, consentendo di immergere il visitatore in quella che era la realtà del Medioevo, erasa dal susseguirsi del tempo.
“Il visitatore può apprezzare i contenuti multimediali senza alcuna mediazione di visori, tablet o smartphone, vivendo un’esperienza immersiva di luci e suoni che gli consente di trovarsi proiettato indietro nel tempo”.
Un passaggio importante della storia di Fasano, una sorta di ponte di congiunzione tra l’antica Egnazia e Fasano.
Un eccezionale opportunità per la fase di ripartenza del turismo essere menzionati in questa rubrica del docente universitario, che tra i numerosi luoghi pregevoli che la Puglia possiede, come secondo ha stato illustrato il Parco Rupestre di Lama d'Antico.


