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    E i Cavalieri di Malta attendono

    La casa editrice di Nunzio Schena e la rivista «Fasano», due centri culturali.
    RedazioneDa RedazioneNovembre 20, 20176 minuti di lettura
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    FASANO – Appena fuori dal centro abitato, sulla via che porta alla stazione ferroviaria, la tipografia Schena ha stabilito la sua sede. Da quindici anni, però, non si limita più alla sola stampa di manifesti, pieghevoli e libri per conto terzi, ma edita in proprio. Incontriamo Nunzio Schena alla fine della giornata di lavoro, quando tutti gli operai hanno spento le macchine e sono andati via.

    Schena, naturalmente, aggredisce il problema dal suo punto di vista professionale: «Non si legge e vendere libri è un problema. Io credo che poco si faccia per inculcare il senso della lettura e parte di questa responsabilità la dividerei tra la scuola e la televisione».

    Le edizioni Schena, per scelta privilegiano la produzione pugliese nel campo della ricerca biografica e storica locale. In campo nazionale ci sono stati riconoscimenti non indifferenti. «Ho avuto delle committenze per lavori importanti dal Nord. Il senso di soddisfazione che ne emerge, sta nel fatto che dal Nord è stata fatta una richiesta rivolta ad un imprenditore del Sud. Credo che ciò sia una bella soddisfazione non tanto per me, ma per il Sud». Di tutto il materiale che viene proposto solo la metà riesce a superare la selezione e ad andare in stampa. Da Fasano arriva una richiesta di pubblicazioni pari al 5 per cento della totalità.

    «Noi cerchiamo di portare un pezzo di Puglia tra i forestieri, tra gli emigrati, tra chi è lontano dalla sua terra. Per questo vendiamo soprattutto per catalogo. Riceviamo richieste di libri anche dagli Stati Uniti. Inoltre io ritengo importante che un lavoro realizzato al sud dell’Italia, circoli per il mondo».

    Commercialmente il discorso non cambia perché se le pubblicazioni dovessero essere riservate ad una diffusione regionale, non sarebbe facile tirare avanti. Schena parla poco di Fasano e del rapporto che la casa editrice ha con il paese: «Cerchiamo di soddisfare, per quanto possibile, anche le richieste di pubblicazione dei fasanesi. Per esempio stampiamo la rivista di cultura “Fasano”».

    L’incontro si conclude. È evidente che così com’è la casa editrice Schena ben si colloca nel panorama culturale ed imprenditoriale, regionale ed extra-regionale. Ma cosa succederebbe se cominciasse a pubblicare anche saggistica, letteratura e poesia? Sarebbe, certamente, interessante valutare il movimento culturale che potrebbe nascere sia intorno all’azienda e sia intorno a Fasano.

    Si può, ad ogni buon conto, definire Schena un imprenditore che lavora nell’ambito culturale riferito alla storia locale, alla ricerca archeologica ed architettonica, alla valorizzazione del territorio. In questo filone di proposta culturale si colloca la appena citata rivista di cultura “Fasano”, animata da un gruppo di studiosi.

    La rivista nacque nel 1980 e si propose di «contribuire, con i suoi contenuti culturali, ad accrescere il senso della comunità nel popolo fasanese, giacché oggi, più di ieri si avverte in noi la tendenza all’isolamento, a chiuderci nel limitato spazio delle attività a ciascuno abituali». Così si è presentata la rivista, attraverso la penna del professor Giuseppe Marangelli il quale tiene a precisare che “Fasano” non è e non vuole essere una rivista esclusivamente letteraria, ma di cultura, purché riguardi Fasano».

    In questo senso sono stati pubblicati articoli e piccoli saggi su aspetti della vita economica fasanese contemporanea, riguardanti agricoltura, turismo, artigianato, commercio, trasporti e via dicendo. Ma anche articoli di geologia, botanica, storia.

    Con questi buoni intendimenti iniziali e seppur tra oggettivi limiti e problemi, nel corso degli anni la linea della rivista s’è mantenuta costante e coerente, pur non riuscendo – per svariati motivi – e non potendo cogliere la totalità della vita culturale di Fasano.

    «Come rivista», è Claudio De Mola a parlare, uno dei fondatori e animatori. «Siamo nati nell’intento di fornire un mezzo d’espressione a quanti si interessano di cultura del patrimonio storico, pur non mortificando l’intervento in quel settore. Noi della redazione, ci accorgiamo dell’insufficienza complessiva, ma di più non si può fare, per ragioni economiche e di tempo. I lettori non sanno di quanti sforzi sì debbano fare per tirare avanti. Credo che occorrerebbe allargare il gruppo degli attuali animatori, ma per fare questo occorre del tempo a disposizione».

    De Mola parla di una serie di progetti che la rivista non ha potuto realizzare per motivi esclusivamente economici. Per esempio s’era pensato di bandire un concorso che premiasse il miglior progetto di ristrutturazione del Teatro Sociale, per rilanciarne l’attività. Un altro possibile intervento culturale è quello che De Mola definisce «Un sogno che rincorriamo da anni»: la realizzazione dì un convegno dì studi, a carattere storiografico, sui Cavalieri di Malta che, come si sa, dal XII secolo fino alla metà del Settecento, governarono Fasano. Anche questo è un progetto che resterà nel cassetto perché la buona volontà e l’entusiasmo non bastano più, l’apporto economico ed organizzativo dell’ente pubblico sì fa indispensabile, quando non vitale. «Gli amministratori di Fasano non sono sensibili alla cultura». lo sguardo di De Mola è sicuro e sorridente. «Vuoi sapere il perché? Semplice: nella cultura non è individuabile una riserva di voti».

    Con il professor Marangelli parliamo del Comitato per il «Giugno fasanese», che riunisce, ancora una volta dei volenterosi ed appassionati e che sì incarica, ogni anno dal 1978, di organizzare una serie di manifestazioni culturali e spettacolari. Lo svolgimento delle manifestazioni coincide con due momenti fondamentali per la comunità fasanese: la festa patronale e l’inizio dell’estate che significa, per chi può, mare o collina. «Il Giugno Fasanese», dice Marangelli, «opera nel tentativo di rompere lo schema delle feste patronali che ormai era sclerotizzato, almeno nella parte civile. Si è cercato di immettere nella tradizione degli elementi di novità: sfilata del corteo storico celebrativo della vittoria sui turchi, esibizione di gruppi folkloristici, allestimento di mostre. Nel 1981 si trattò di una mostra fotografica dal titolo «Iconografia e pietà popolare a Fasano» e l’estate scorsa fu allestita una esposizione di oggetti sacri d’uso domestico, con il contributo del CSPCR».

    Il corteo storico fu organizzato per la prima volta nel 1978 in occasione del terzo centenario della cacciata dei turchi da Fasano. Da allora è diventata una consuetudine annuale e anche un grosso richiamo turistico.

    Bruni Marchi

    (5 – Continua)

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