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    Ieri

    La Biblioteca come faro culturale

    La struttura comunale ha svolto un ruolo determinante per la crescita della città. Il direttore, Angelo Sante Trisciuzzi, parla delle iniziative promosse e delle prospettive di sviluppo. Dai 3.500 titoli iniziali, si è ora passati a 15.000 testi disponibi
    RedazioneDa RedazioneNovembre 8, 20175 minuti di lettura
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    FASANO – Il viaggio nella cultura fasanese ha le sue tappe obbligate: le istituzioni preposte alla promozione nonché all’intervento culturale e la Biblioteca Comunale è una di quelle. “Istituzione” nel senso più ampio del termine, che il Comune di Fasano, giustamente, vanta.

    Fu inaugurata nel non lontano 1973, in un territorio completamente privo di qualsiasi presidio culturale. Naturalmente, essendo l’unica biblioteca (prima esisteva un servizio prestiti collegato

    alla Biblioteca Provinciale), fu letteralmente presa d’assalto dagli utenti. «Queste premesse hanno determinato un notevole incremento dell’attività della Biblioteca», dichiara il direttore Angelo Sante Trisciuzzi – recentemente nominato presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche.

    Dice il direttore: «Pur con qualche difficoltà, ma armato di entusiasmo e volontà, un piccolo gruppo di studiosi e intellettuali negli anni ha promosso tre importanti iniziative: la ristampa anastatica dello studio di Fasano di Giuseppe Sampietro, quella di Gnathia e la pubblicazione della rivista “Fasano”». Le due ristampe assumono un notevole fine di divulgazione, in quanto gli originali esistono in poche copie. Inoltre sono importanti per le notizie di storia locale che riportano, notizie altrimenti irreperibili. Infatti «Fasano, indagini storiche» di Giuseppe Sampietro e «Gnathia, notizie storiche ed archeologiche» di Ludovico Pepe, videro la luce, rispettivamente, nel 1922 e nel 1882. La loro ristampa ha permesso il recupero di un patrimonio storico che è stato così messo a disposizione della collettività.

    Da ciò è possibile ricavare il ruolo che la Biblioteca ha svolto (e tuttora svolge) di punto di riferimento ed elaborazione culturale per il territorio. Tale funzione si realizza soprattutto nei termini di riferimento logistico. Infatti è la sede della redazione della rivista “Fasano”. Trisciuzzi continua: «Questo gruppo di studiosi ed intellettuali riunitosi attorno alla Biblioteca cerca di conservare il principio di attivare momenti culturali che interessino il territorio di Fasano. Pertanto si occupa di studio delle tradizioni, di storia patria e di ricerca archeologica ed architettonica».

    Su questa linea di intervento si inseriscono l’organizzazione della rassegna documentaria «80 anni di giornali a Fasano», del 1984; la mostra documentaria «Fasano nel ‘700- ‘800», del 1981 e le conferenze e le iniziative di interesse locale. «Questo è quello che finora abbiamo fatto», sottolinea Trisciuzzi, «ma non si può pretendere che sia sempre e solo l’istituzione a promuovere l’iniziativa. Le sollecitazioni devono provenire dalla base, anche perché si possano comprendere le esigenze della cittadinanza. In tal senso è da registrare l’istituzione di una Commissione di gestione della Biblioteca, nella quale sono rappresentati un po’ tutti i fruitori della cultura locale: dal mondo della scuola ai sindacati, dalle associazioni, all’Amministrazione Comunale».

    Secondo Trisciuzzi, infine, le prospettive dell’intervento culturale possono avere due strade: continuare nel filone di interesse locale e migliorare le strutture già esistenti.

    Ma la Biblioteca, naturalmente, svolge anche un’attività ordinaria, quella cioè di sua più stretta competenza. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Maria Antonietta Latorre, «Dal 1973 ad oggi la Biblioteca comunale di Fasano ha avuto un incremento librario che ha portato i 3.500 titoli iniziali agli attuali 15.000. Contemporaneamente si è registrato un incremento dell’utenza. Queste due situazioni hanno procurato, però, dei problemi logistici. L’attuale sede non ha uno spazio sufficiente ad ospitare i numerosi volumi, i giornali (vi è infatti anche una fornitissima emeroteca) e gli stessi lettori. Non c’è la possibilità di svolgere attività diverse dalla lettura, come conferenze o riunioni».

    La ristrutturazione del palazzo del Bali, che è stato destinato ad ospitare la biblioteca, purtroppo lascia prevedere tempi lunghi. Inoltre, l’Amministrazione Comunale non eroga fondi sufficienti per un valido aggiornamento dei titoli.

    Negli ultimi mesi i funzionari della Biblioteca hanno seguito un corso di specializzazione per l’uso degli elaboratori elettronici che permetteranno di accelerare i tempi di catalogazione e soprattutto di ricerca bibliografica. L’informatica, dunque, entra nei meandri della cultura libraria ma, di certo, non risolverà tutta una serie di problemi ancora sospesi.

    Un aspetto interessante è quello che riguarda le collaborazioni che la Biblioteca offre alle scuole fasanesi sotto forma sia di servizio prestiti, sia di organizzazione di visite guidate all’uso del materiale bibliografico. A tale proposito, la dottoressa Latorre ricorda che è in progetto il decentramento del servizio nelle frazioni di Pezze di Greco e di Montalbano. Ciò permetterà una fruizione completa, nel territorio, del patrimonio librario.

    Ma i fasanesi leggono? E se lo fanno, cosa leggono? Lo scenario non è consolante per un paese che conta 37.000 abitanti circa. In realtà, i libri in giro si trovano (anche se pochi titoli) ma non nella libreria classica, bensì nelle edicole o in negozi dove sono in vendita anche articoli di cartoleria o da regalo. Angela Schena, titolare della omonima cartolibreria, conferma che lei non riuscirebbe a tirare avanti se dovesse curare il solo settore dei libri. E così anche Ambrogio Pantaleo, dell’edicola di via Piave. «All’inizio dell’attività avevo in mente più una libreria che un’edicola. Con il passare del tempo mi sono reso conto che a Fasano il libro non si vende e ho dovuto reimpostare il mio discorso commerciale. Adesso sto dedicando maggiore spazio ed attenzione alle riviste che si vendono parecchio». Pantaleo, la cui rivendita a volte diventa luogo di incontro e discussione tra intellettuali, insegnanti e professionisti, dichiara che i titoli che lui comunque vende, ma solo su ordinazione, sono riferiti soprattutto ai temi dell’aggiornamento professionale degli insegnanti. Angela Schena, invece, afferma che quei pochi libri che si vendono riguardano la «varia» e i titoli più pubblicizzati dalla televisione.

    L’unica libreria vera a Fasano è quella di Orazio Ventrella. Il locale si trova a due passi dalla Piazza del Mercato, nelle immediate vicinanze del Liceo Scientifico. Orazio Ventrella è abbastanza amaro nelle sue considerazioni: «Fasano non legge! In passato andava meglio. C’erano giovani che leggevano invogliati dai loro insegnanti. Ora sono gli stessi professori che non leggono, o leggono molto poco. Lamentano difficoltà economiche e l’alto costo dei libri. Ma io dico che il prezzo del libro segue il normale andamento del costo della vita. Il punto, secondo me, è invece un altro: si sceglie di leggere o no, tutto qui».

    di Bruno Marchi

    (2. Continua)

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