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    Ieri

    Addio a Pino Murri, comunista disilluso

    di Marzio Perrini
    RedazioneDa RedazioneMaggio 31, 20156 minuti di lettura
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    Addio a Pino Murri, comunista disilluso - Osservatorio Fasano
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    Dell’amico Pino Murri, scomparso quasi in silenzio nel mese scorso, mi piace ricordare la figura di combattente politico che, dopo la fine dell’ultimo conflitto e il ritorno della democrazia nel nostro Paese, non esitò insieme a tanti giovani ed anziani a partecipare con entusiasmo alla nuova esperienza della libera competizione e confronto fra i riscoperti partiti e le loro ideologie e programmi. Una stagione e una esperienza davvero indimenticabili ed esaltanti, vissuta intensamente anche a Fasano, e che abbiamo già avuto modo di ricordare quattro anni or sono, in occasione della ricorrenza dei 50 anni della Repubblica.

    E Pino condivise con molti di noi, anche di diverso orientamento politico, oltre all’entusiasmo per la ritrovata democrazia dopo il ventennale silenzio, la consapevolezza e l’orgoglio di sentirsi quasi protagonisti e arbitri dell’imminente svolta costituzionale della nazione. Il tutto accompagnato da una grande tensione morale e ideale che ci faceva guardare al futuro con fiducia e speranza, e di cui oggi, ahimè, sembra essersi persa ogni traccia. Dopo quella per il referendum del 2 giugno 1946, seguirono altre battaglie che ci videro spesso su fronti contrapposti, e fra queste ricordiamo la sorprendente vittoria dello schieramento di sinistra nelle prime elezione amministrative svoltesi a Fasano nello stesso 1946, a cui Pino diede un forte contributo. Né è da dimenticare la sua attività di organizzatore sindacale, che portò alla costituzione a Fasano della prima Camera del Lavoro e quindi della Cgil, destinata poi a essere ulteriormente potenziata e riorganizzata da Bernardino Turchiarulo.

    Certo, negli anni che seguirono, la lotta politica si fece sempre più aspra perché aspro era diventato il clima determinato dalla cosiddetta “guerra fredda” internazionale; e aspra dovette apparire a molti di noi la stessa oratoria dell’amico Murri, anche se sapevamo che non sarebbe stato capace di far male a una mosca, così come il suo mentore politico, il vecchio e indimenticabile Teodoro Maringelli, un vero idealista nonché staliniano di ferro.

    Ma pur nella sua durezza e vivacità derivante dal clima di grande passionalità politica, trattavasi sempre di una polemica prevalentemente ideologica, che non investiva i valori consolidati della democrazia e l’onestà intellettuale e morale degli interlocutori.

    Così passarono quegli anni, la fine dei Quaranta, i Cinquanta, i Sessanta, fino alle soglie dei Settanta, quasi lo spazio di una generazione, forse troppo velocemente per i più distratti che non si accorsero di alcuni pur evidenti segni di cambiamento e logoramento che stavano maturando nel quadro politico. Quella sensazione di stanchezza di alcune ideologie, quel vacillare di alcune certezze, quelle troppe speranze tradite dopo le illusioni di un rinnovamento dello Stato nato dalle macerie della guerra, quei partiti politici che non corrispondevano più ai modelli forse troppo idealizzati: queste ed altre cose erano il segnale chiaro di un diffuso malessere che attraversava molti schieramenti politici e in particolare quelli che si erano più impegnati per questo rinnovamento. Una realtà dunque molto diversa dalle antiche illusioni e fatta di disincanti e di idoli che apparivano infranti!

    Tutte cose che alla mente intelligente e politicamente tanto sensibile di Murri erano apparse fin troppo chiare da molto tempo: di qui quel suo lento e graduale distaccarsi dal nostro proscenio politico, quel guardare agli avvenimenti con occhio disincantato e quel chiudersi in dignitoso silenzio. Un silenzio ed un distacco molto significativi, che noi amici abbiamo sempre compreso e rispettato, e che fu ancora più accentuato dallo stesso ricambio generazionale che aveva investito anche localmente la sua parte politica.

    Ora Pino, non più distratto dalla politica, poteva dedicarsi con maggiore impegno al suo lavoro di segretario del 2º Circolo Didattico, a cui aveva dedicato gran parte della sua carriera di insegnante e che ha svolto con grande professionalità, meritandosi la stima ed il rispetto di colleghi e dirigenti.

    Ma tanti altri ricordi, anche personali, ci legano alla sua memoria, e fra questi non potremo mai dimenticare quel giorno del 1950 in cui, cogliendo l’occasione della presenza a Fasano del prof. Nicola Perotti, allora Alto Commissario per l’Igiene e Sanità (così veniva chiamato il Ministro della Sanità), venuto ad inaugurare un nuovo reparto del nostro ospedale, con Pino (consigliere dello stesso) e altri amici organizzammo in poche ore una conferenza culturale nel Circolo Cittadino “Ciaia”. Il prof. Perotti era infatti, insieme a Cesare Musatti ed Emilio Servadio, uno dei fondatori della Società Psicanalitica Italiana. Quale migliore occasione dunque per invitarlo a far conoscere a un pubblico alquanto qualificato il significato e l’origine di questa giovane e rivoluzionaria disciplina scientifica, e il pensiero del suo stesso fondatore Freud? Egli accettò molto volentieri il nostro invito. Ricordiamo che era una domenica d’autunno, e quella fu davvero una bella serata. Il prof. Perotti svolse il pur difficile tema con una chiarezza di linguaggio e un’originalità tali da renderlo accessibile a un uditorio molto attento e numeroso, che infine l’applaudì calorosamente. Con Pino eravamo molto soddisfatti per il successo della nostra iniziativa. Accompagnammo il prof. Perotti alla stazione, e fino a quando il treno non si mosse egli continuò a parlarci di psicanalisi con tale calore da indurre chi scrive a farne oggetto della sua imminente tesi di laurea, con grande soddisfazione di Pino.

    Amari e tristi furono per Pino Murri gli ultimi anni: dapprima la scomparsa della moglie Maria, che ricordiamo come nostra compagna di scuola nel locale ginnasio-liceo, e poi quella dell’unica figlia, la giovane dottoressa Viria, lo lasciarono in una grande solitudine. E un altrettanto amaro destino ha voluto che, a pochi giorni dalla sua dipartita, lo seguisse, anch’egli in silenzio così com’era stato il suo stile di vita, l’amato fratello Masino, che tutti ricordiamo come uno dei più preparati funzionari del nostro Comune, capo ufficio dei lavori pubblici.

    Li ricorderemo sempre.

     

     

    Nelle foto

    Pino Murri alla sua scrivania di lavoro: era segretario del 2º Cir­colo Didattico. Fu per tanti anni consigliere comunale e leader, insieme a Bernardino Turchiarulo, del Pci fasanese: un tandem dirigenziale che negli anni ’70 fu “defenestrato” dall’ascesa nel partito dei giovani sessantottini.

     

    Pino Murri in un’altra foto.

    Il fratello Tommaso (Masino), stimato funzionario comunale. Per una amara coincidenza, sono scomparsi a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, il 14 e il 19 aprile. Avevano, rispettivamente, 77 e 79 anni.

    Pino Murri e il fratello Masino

    Galleria di immagini:

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