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    Ieri

    Scopri se c’è il tuo soprannome

    Articolo estratto dal numero di Ottobre di Osservatorio del 1987.
    RedazioneDa RedazioneMarzo 28, 20128 minuti di lettura
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    Scopri se c’è il tuo soprannome - Osservatorio Fasano
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    di U Taggia Taggia BR 37338

     

    Caro lettore, riprendo le mie dissertazioni, quando ormai si sono spenti gli echi dell’infuocato Torneo Giallo… dell’Amicizia. E siccome grazie a Dio sono ancora vivo, rimetto in moto la mia lingua biforcuta e la mia penna velenosa e stavolta mi addentro nei meandri profondi dei soprannomi fasanesi. La mia lista ne contiene a bizzeffe: dunque preparati e metti a frutto le tue cognizioni dialettali, perché solo la tua buona pronuncia potrà facilitare il mio compito, e perdona se ho deciso di sopprimere diecimila virgolette. Lo sapevi che il soprannome è una consuetudine antica quanto Fasano e che nei tempi andati ogni singola famiglia ne aveva uno? Anzi, questo diventava l’elemento distintivo per ogni cittadino, soppiantando del tutto nome e cognome, l’unico che permetteva una rapida individuazione del soggetto in questione, vita morte e miracoli, garantendone l'internazionalità e l’immortalità. Questi soprannomi si sono tramandati di generazione in generazione e se alcuni si sono ormai estinti con i rispettivi proprietari, altri si conservano saldamente sulla pelle degli ultimi rampolli. In ogni caso avrai modo di constatare che la fantasia dei Fasanesi non ha mai avuto limiti! Dunque cominciamo il nostro viaggio e, poiché a Fasano molti si portano dietro soprannomi tratti dalla sconfinata scienza zoologica, andiamo subito a visitare lo… Zoosafari alternativo della nostra cittadina. Puoi trovarci i consueti animali da fattoria: u Pucuridde, u Cunigghie e i Quatte cavadde (vai a sapere perché poi proprio quattro?!), a vacche e la sorella partoriente: Vacche avà nasce. Se ti guardi in giro ci scopri degli insetti: a Cecale, a Frummicule, a Cazzodde, u Zuzzui. Sul folto albero (genealogico) della celeberrima Pecòcche vedrai posarsi un bel po’ di uccelli: a Cornacchie, a Filajette e u Beccaume; ai piedi dello stesso u Jaretidde (… che invece gli uccelli li spara!) e due altri abitudinari del cortile, a Peddastre (o Pollastre) e u Jadde. C’è poi chi gli animali da cortile se li va a pappare ossia i volparedde e persino una famosa lontana parente, la benamata Zia Volpe, col nipote scemo: Fesse de Volpe. Non poteva mancare u Jatte, con l’avo facoltoso e nobile: Jatte bararne e un cugino non riconosciuto: Jatte greise, nonché tutta una schiera di sottomessi: u Sorgie, u Surgicchie e illibate consorti. Per esaurire l’estesa fa una urbana basti ricordare a Lucerte e i Pesce russe. Sono invece assai indeciso se far appartenere alla schiera belluina… u Baccalé (il mio dizionario rimanda a una specie particolare di individui) e quegli esemplari che degli animali conservano una sola componente anatomica, vale a dire … Cape de jadde e Jamme de cane (… povere Criste!) Ma se ti vuoi veramente divertire, caro lettore, lasciamo lo Zoo e scappiamo a prender posto allo spettacolo che si tiene a Fasano quotidianamente, patrocinato da a Pacchianelle (dunque tutt’allegria!), con la partecipazione dell’intero pubblico cittadino e numeri estremamente vari. Il primo a esibirsi è Trucchette (un Silvan un po’ piu chitestravivo) che predilige fare i suoi giochetti al pubblico intelligente della seconda fila: u Minghiareile, u Maccaraume, u Strunze, u Bacchettaume, a Locche e a Sciusciu. Rallegreranno la serata il talk show di u Chiacchiaraume, u ’Mbrugghiame e a Ceciodde, le macchiette di u Criouse e di chi sta peggio: u Scriouse, i monologhi di u Fatule, u Presentause e a Zinghere, i duetti di u Fenudde e u Spacciomme, le hard performances di Lattamenne, Puttacce e Spilapinne e infine il balletto di Pite modde. Posti riservati in prima fila a u Marcaise e u Re d’Anazze (d’Egnazia); a due illustri presenze della storia: Garebalde (fu ferito all’Aspromonte o a Cuculicchie?) e Balille (irrequieto picciotto piu che mussoliniano… nerazzurro); infine all’aristocratico Conca d’aure e al rispettabilissimo onorevolissimo Uappe di cafoume. Sulla piccionaia i Sette megghjire. Il primo a entrare in sala per la verità è stato Passe annanze (puntualmente non ha rispettato la fila). Figurati se pagavano il biglietto Robbajaddeine (… peggio di Zia Volpe) e Robbaciucce (poi sorpresi a bisticciare su chi rubava merce piu preziosa). Hanno chiesto il ridotto i Tre centeseme e i Nichelle antesignani delle odierne banconote); il ridotto è stato accordato sol­ tanto a u Figghie soule. Non sono potuti entrare in sala a Miserie e a Caresti (per evidenti ragioni, dilagante si fa il morbo del “nonhounsoldobucato”). Hanno preferito restare nelle loro dimore a Grotte, u Pandane e l’amico del cuore Sbarcapandane. Piuttosto in ritardo sono giunti a Menzaure e Sciangascarpe (era andato a fare un salto, l’ennesimo, da … Cupertino).

     

    Ci sono stati problemi all'appello del botteghino per tutti i portatori di soprannomi dal significato oscuro (almeno per me che mo sto nascendo), decisamente strani da pronunciare, con suoni particolari e poco melodici, oserei dire vere e proprie… cacofonie: Sbacche i Sbucche, Trecciumme, Pirechicchie, Wastemberghe, Scazzecaridde, Sciascecafeiche, Zeppeteise, Zazzidde, Vizzudde, Ziritidde, Strafecaume, Jajà, Papousce (pah!) Chissà che diavolo devono aver combinato questi nella vita per beccarsi certi soprannomi! Facilmente riconoscibili al loro ingresso Senza mustazze, Cape d’azzare, i Nascoume, Vocche i nase e u Marruccheine («Combra combra», le sue ultime parole famose). Lo stesso si dica per Coppola chiatte, Mazze da scaupe, Cammeisa rosse (non c’entra niente coi comunisti) e Pizze vicchie (pare sfoggiasse un capo alta moda Valentino). Per la verità fischiatissimo alla sua comparsa in sala … u Prucamurte che, mentre tutte le mani si abbassavano, ha preso posto accanto a i Trafitte e a Povere a maigne (autocommiserazione di chi si trova in mezzo a debiti dolori e malattie).

    Un lamento si è levato alla vista di Criste a noute (cui è stata subito lanciata una coperta); la sua poltrona era vicina a quella di Tramundane, accuratamente piazzato per questioni di ventilazione presso l’ingresso opposto a quello di Scherocche e Maistrale. A braccetto si sono presentati prima Spezzafosse e Spezzacolonne, poi Cacciapagghie e Cacciasoughe («De gustibus non sputazzella!» sentenziò Totò). La sala si è intasata all’invasione di i Tutte fasciane (sintesi perfetta della policromia fasanese). Tuttavia un po' di vuoto s’è notato nella zona di Ventra muscete, con u Muscete a destra e a Muscedi a sinistra (l’unica volta che hanno visto l'acqua è stata al battesimo). Fortunato chi si è seduto dietro Mezzabuttigghie e il fedele discepolo Minzequinte; iellato nero chi è finito dietro i Centomosse (continuamente richiamate a stare ferme) dietro a Yuppi dii, a Parabole e a Curva sciaime (non stavano mai dritti), dietro a u Capame (la capa piu grossa del West) e u Capeddouse (pare non abbia mai visto un barbiere). Quest’ultimo se da una parte doveva sorbirsi lo sguardo malizioso, ambiguo e famelico di u Peducchie, dall’altra doveva respingere le occhiatacce tirapiedi di u Tegnouse (Kojak 2). Durante lo spettacolo qualcuno ha disturbato: Quatte passe si faceva su e giu il corridoio, Guardastelle veniva richiamato a non fissare solo e sempre la volta, Spjiapeccate sussurava il “mea culpa” in espiazione dei suoi falli, Fraddiavule si scornava di continuo col compagno al suo fianco, manco a farlo apposta … u Bejatille. Vari battibecchi hanno visto protagonisti il buttafuori e ’Nzippete arreste (“Alzati e fermati”, l’antilazzaro), mentre ha rischiato le penne Sparame m’bitte (petto tanto in fuori da invitare alla fucilazione).

    I vari numeri dello spettacolo sono piaciuti a tutti e sono stati salutati da vari applausi pilotati da Battelemani. Si sono un po’ meno divertiti Manemuzze, Mezzarecchie e Quattucchie, mentre si è sbellicata dalle risate la rinomata Voccatorte. C’è poi chi “torta” ha un’altra cosa: Pizzatorte e chi questa cosa … ce l’ha un po' piu piccola: Pizzaridde; come ce l’ha Sciopizze invece non si è capito. Un momento di panico ha preso il pubblico quando sul palco s’è presentato M’assurme: pare avesse una faccia tanto nera e poco raccomandabile da incutere terrore e da … farla fare sotto ai soliti sporcaccioni. Pisciacalze l’ha passata liscia (non ha lasciato segni sul pavimento); casi piu amari son stati invece per i Caccavelle e i Cacca, che l’hanno fatta tutta con naturalezza, e per … Cache i abbusceche, che comunque si è preoccupato di coprire il corpo del reato; cache arannanze invece è stato garbatamente invitato a defecare fuori. Giacché siamo entrati in temi non proprio decorosi e immacolati, devi sapere, caro lettore, che qui a Fasano esiste poi tutta una schiera di pittoreschi monumenti al posteriore: Verme ncoule, Zippe ncoule, Scarpa ncoule, Cazze ncoule, Pigghiele ncoule, Te ncoule, Treccoule, Coule larghe e Coule gnoure. Lo spettacolo non ha vuto un epilogo brillante: c’è stato un primo tentativo di evacuazione della sala quando sul palco si è presentato… u Vavouse. Il tentativo si è ripetuto all’esibizione tonante de i Pipete; la sala era già mezza vuota dopo lo spettacolo pirotecnico de i Sette pipete. Non si è vista piu un'anima viva dopo le folate tanfose e nauseabonde de .., i Fizze e i Cacafizze. Il primo a lanciarsi fuori è stato Fouscia Fousce (precursore di Mennea o di … Licio Gelli).

    E tu, caro lettore, vuoi che restiamo in sala? Manco per idea! E peccato che la mia missione non sia del tutto compiuta: sul mio taccuino restano annotati almeno altri 50 soprannomi che rimandano alla scienza botanica, al mondo di oggetti che ci circonda, alla cooperativa dei mestieranti, persino alla materia gastronomica (i Fasanesi sono buone forchette!). Per non scordare poi gli esemplari dall’etimologia incerta (su cui svolgerò approfondite indagini) e… ulteriori indicibili porcherie. Chissà dunque che quest'articolo non abbia in futuro un’appendice! Per adesso devo scappare! L’aria in sala si è fatta irrespirabile e qualcuno mi squadra già con piglio vagamente omicida. Sai, ogni riferimento a persone o a cose… non è affatto casuale!

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