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    Lettera aperta di ‘in Comune’ al sindaco Di Bari per mandar via l’assessore Angelini

    Il movimento civico accusa l'amministratore di lavarsi le mani di fronte ai tanti problemi relativi alla gestione rifiuti e ne chiede nuovamente la testa
    RedazioneDa RedazioneAprile 26, 20155 minuti di lettura
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    Lettera aperta di 'in Comune' al sindaco Di Bari per mandar via l'assessore Angelini - Osservatorio Fasano
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    FASANO – E' ormai guerra aperta, quasi al limite dell'accanimento. Il movimento 'in Comune', dopo averne chiesto le dimissioni in una conferenza stampa, non ha digerito alcune dichiarazioni rilasciate in un'intervista dall'assessore all'ecologia Giuseppe Angelini ed ecco, quindi, che chiede al sindaco Lello Di Bari di toglierli l'incarico. Il movimento rappresentanto in consiglio comunale da Vito Bianchi lo fa con una lettera aperta, inviata proprio al primo cittadino, a firma dello stesso Bianchi e del presidente Giuseppe Pugliese, che apre l'ennesima, profonda frattura anche con tutte le altre forze politche accusate da Bianchi di restare in silenzio davanti a questa situazione. "Di fronte al clamoroso e costoso fallimento della raccolta differenziata a Fasano – ha precisato Bianchi con una nota a margine della lettera -, l’assessore al ramo, Giuseppe Angelini, dichiara di non sentirsi responsabile. Abbiamo pertanto scritto al sindaco per sottolineare le incongruenze della situazione e l’atteggiamento pilatesco dell’assessore Angelini, di cui noi del movimento 'in Comune', unica forza politica cittadina, abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere le dimissioni, nel complice silenzio di tutte le altre parti politiche, di destra e di sinistra, compresi tutti i candidati fasanesi alle prossime elezioni regionali".

     

    Questo il testo della lettera aperta:

     

    "Egregio signor Sindaco, preme comunicarle che vi debba essere un limite alle indecenze del suo assessore all’Ecologia e Ambiente, Giuseppe Angelini. Indecenze di carattere umano e politico, oltre che tecniche. Non vedo, non sento, non parlo. Ma, soprattutto, non faccio: è questo il senso dell’intervista rilasciata alla stampa da Angelini in merito alla problematica riguardante la Tradeco e la gestione dei rifiuti, proprio mentre i cittadini e tutti i media locali, pressoché quotidianamente, denunciano lo stato pietoso di degrado in cui versano strade, aiuole, giardini, tratturi e campagna fasanese, sommersi da immondizia. Siamo al centro di controversie di lavoro che vedono la Tradeco, a dispetto di quanto previsto dal contratto di appalto, non assumere i lavoratori stagionali previsti e dimezzare i già precari servizi di raccolta rifiuti. E questo avviene nel bel mezzo di una contesa che vede la Tradeco pretendere dal Comune, senza alcun fondato motivo, più di un milione di euro all’anno di canone aggiuntivo (che si sommano ai più di sei milioni normalmente percepiti). E il suo assessore Angelini che fa? Ha l’ardire di lavarsene le mani e dichiarare, con estrema nonchalance, dopo due anni di inadempienze contrattuali della Tradeco, che la faccenda non è di sua competenza, rimpallando tutto al responsabile del servizio, cioè il dirigente di settore (Ponzio Pilato docet).

     

    Come se non bastasse – continua la lettera -, Angelini dichiara anche di aver fatto quanto dovuto suggerendo al dirigente “di individuare un direttore di esecuzione del contratto, con il compito di verificare sul territorio che i servizi previsti fossero correttamente effettuati”. Inoltre, dice che “la volontà dell’assessore al ramo è, ovviamente, quella che il contratto sia rispettato”. Quante ovvietà dobbiamo ancora sentirci raccontare? Angelini è tecnicamente e politicamente corresponsabile del disastro Tradeco, e l’intervista da lui rilasciata lo ha ulteriormente confermato. Signor Sindaco, avete cambiato ben tre dirigenti in tre anni. Se è vero, come Angelini ha sottinteso, che costoro non hanno agito come dovevano, non avendo adempiuto agli obblighi istituzionali di far osservare il contratto di appalto, è evidente che lo stesso assessore ha omesso di intervenire, è rimasto a guardare: era a conoscenza di atti e fatti ma non ha mosso un dito. Da parte sua non c’è stato nessun sostanziale atto di indirizzo, nessun atto propositivo, nessuna azione di controllo politico-amministrativo (queste sono le competenze di un assessore, è bene ribadirlo). Angelini ha lasciato andare, ha permesso le inadempienze sotto i suoi occhi. Come vogliamo chiamare questo comportamento se non: “omissione di atti di ufficio”? Incapacità? Menefreghismo? Lassismo? Signor Sindaco, sa benissimo, vista la sua esperienza nella gestione della cosa pubblica, che in occasione di problematiche complesse, come la controversia Tradeco, la parte politica (giunta e, possibilmente, consiglio comunale) e la parte gestionale-amministrativa (dirigenza e uffici) debbano parlare un’unica lingua ed avere comunità di intenti, affinché l’unione faccia la forza. Al contrario, nella sua maggioranza di governo, si assiste a uno scaricabarile continuo, segno di chiara e grave irresponsabilità politica. Angelini di fatto ha abdicato già da tempo: ora ufficializza il suo distacco, ed arriva a denunciare che durante i “sei mesi di sospensione della sua delega sono state prese decisioni dai vertici dell’Amministrazione che egli non condivide”. Come si fa a farsi rispettare dalla Tradeco con atteggiamenti del genere? Se Angelini fosse stato realmente in disaccordo avrebbe potuto prolungare la sua assenza e non tornare mai più. Ancora più gravi, con un sottile senso ricattatorio, ci sembrano le dichiarazioni rese al termine dell’intervista, in cui Angelini lascia presagire di essere a conoscenza di diversi aspetti della vicenda Tradeco (estranei a noi comuni mortali), che “magari un giorno”, egli deciderà di esprimere mediante “una conferenza stampa”. Forse è meglio che, a questo punto, in quanto “persona a conoscenza dei fatti”, riferisca alla Procura della Repubblica, e non in una conferenza-stampa, che forse non è il luogo più idoneo. Ricordiamo che non siamo in un programma televisivo di intrattenimento e che i danni ed i problemi sono attuali e concreti, si stanno accumulando e sono diventati strutturali, sia dal punto di vista finanziario che gestionale: sono danni che ricadranno sulla città per gli anni a venire. Tali problematiche richiedono dunque interventi immediati.

     

    Signor Sindaco – conclude la lettera aperta -, abbiamo bisogno di persone attive, propositive, coraggiose e capaci, gente con la testa sulle spalle che agisca per il bene della collettività e non per mero desiderio di stipendio e potere. Ora come non mai. Non pensiamo, come è ovvio, che un problema così complesso, quale la gestione dei rifiuti, abbia come soluzione “unica” le dimissioni dell’assessore al ramo. Crediamo, però, che le soluzioni possano iniziare non appena Giuseppe Angelini toglierà il disturbo, visto che, come recita un vecchio proverbio africano, “Un pezzo di legno può restare dieci anni nell’acqua: non diventerà mai un coccodrillo”.

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