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    Attualità

    Il Comitato Difesa Ospedale chiede chiarezza sulle nuove direttive

    Il comitato spontaneo nato mesi fa a tutela del nosocomio fasanese si pone alcuni quesiti sulle novità del piano di riordino sanitario regionale
    RedazioneDa RedazioneGiugno 18, 20126 minuti di lettura
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    Il Comitato Difesa Ospedale chiede chiarezza sulle nuove direttive - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Le ultime novità riguardanti l’ospedale di Fasano non potevano passare inosservate per il Comitato permanente Difesa Ospedale che ha preparato una dettagliata nota che ha inviato agli organi di stampa. Questo il testo integrale:

     

    “Non siamo intervenuti subito, all’indomani della pubblicazione dell’atto col quale la Giunta regionale ha concluso l’iter per completare il piano di rientro sanitario, per analizzare sia i dati conseguenti lo stesso atto, che le reazioni della comunità fasanese. Si è letto, in comunicati stampa di partiti e interviste rilasciate dagli addetti ai lavori ovvero la parte politica, di una certa soddisfazione nell’aver constatato l’ennesima spoliazione di servizi pubblici ai danni della comunità fasanese, e l’ennesimo declassamento del presidio ospedaliero locale. Tale soddisfazione è in forte contrasto con le giuste critiche e contestazioni che arrivano dalle comunità con in primis i rispettivi sindaci di Manduria, Casarano, Canosa, Trani, Lucera, Manfredonia, Molfetta, Gallipoli, Conversano, Monopoli e Ostuni. Il paradosso è che fra tutte queste cittadine la più penalizzata è proprio Fasano se si dovesse fare un rapporto fra abitanti e posti letto. Fasano infatti è terz’ultima nella regione con 552 posti letti per abitante, risultato migliore solo di Lucera a quota 577 e Trani fanalino di coda con un posto letto ogni ben 701 abitanti. Se paragonassimo questi numeri con realtà che sono nei primi posti fra gli abitanti privilegiati, troviamo addirittura Scorrano piccolo centro del leccese poco più grande di Pezze di Greco che ha 34 posti letto per abitante. Seguono Casarano con 89, Galatina con 108 sempre in provincia di Lecce e Castellaneta nel tarantino con 115. In provincia di Brindisi invece, San Pietro Vernotico che ha solo 14 mila abitanti ha ben 116 posti letto ovvero uno ogni 121 abitanti. Viceversa, ultima in provincia è proprio Fasano, la cittadina più grande della stessa con 38mila abitanti: ha solo 70 posti letto (il minimo previsto per far sì che l’ospedale resti aperto) ovvero un posto letto ogni 552 abitanti, a differenza di Ostuni che ne ha 329 e Francavilla Fontana con 247. Uscendo dalla provincia, ma restando nel territorio limitrofo, notiamo che Monopoli, nonostante abbia perso 22 posti letto ne conserva 157 ovvero uno ogni 316 mentre addirittura Putignano ne detiene uno ogni 177 abitanti.

     

    Con questa analisi ci chiediamo, con quale criterio vengono fatte queste scelte che in realtà creano una forte discriminazione fra cittadini. Sembra quasi che, nei mesi scorsi si sia creato un allarmismo ad hoc diffondendo notizie che sancivano la chiusura totale dell’ospedale, in modo che, con l’avvenuto salvataggio dello stesso, ma con la cancellazione di 24 posti letto e di un intero reparto (punto nascita), la stessa operazione potesse essere considerata addirittura una “manna dal cielo”. In realtà Fasano ha subito l’ennesimo scippo, considerando che è il Comune più distante dal capoluogo provinciale e dall’unico ospedale d’Eccellenza di riferimento. Considerato che oltre ad avere una capacità demografica superiore a quella di Ostuni, una struttura sicuramente più grande accogliente e facilmente raggiungibile, e se aggiungiamo anche che l’”Umberto I” ha chiuso nel 2010 un passivo di gestione di 2 milioni di euro più leggero del presidio di Ostuni: l’ospedale di Fasano resta una piccola succursale della Città Bianca. Ciò accadeva quando Fasano non era rappresentata politicamente ne in Regione e ne in Parlamento, ma a quanto pare nonostante in politica qualcosa sia cambiato i risultati sono rimasti negativi sempre per la nostra comunità. Oggi, quindi, di fatto, il polo ospedaliero fasanese continua a essere sull’orlo del baratro: la soglia dei 70 posti letto, che costituisce la nuova base minima indicata dal governo regionale per il funzionamento di un ospedale, corre il rischio di essere varcata. Tanto meno è stato chiarito alla cittadinanza per quanto tempo ancora vigerà tale sistema: per un anno? Fino alle prossime elezioni politiche o regionali?

     

    Fasano quindi non ha salvato nulla, anzi: è l’anticamera della cancellazione totale, in attesa un paio d’anni che la nuova ala dell’ospedale di Ostuni sia ultimata. Un altro paradosso che si è appurato, è la stata la mancata attuazione senza alcuna valida motivazione della legge regionale  n. 2 del 9 febbraio 2011 e alla delibera applicativa della Asl di Brindisi n. 804 del 14 marzo 2011. Tale delibera, nella tabella a pagina 7, prevede espressamente che l’ospedale di Fasano doveva senz’altro mantenere 24 posti letto nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, 20 in Pediatria, così come 30 in Medicina generale e 20 in Lungodegenza. I reparti di Ostetricia e Ginecologia di Ostuni, insieme a quello di Pediatria, a partire dall’1 maggio 2011, a essere bloccati nella loro attività di ricovero, che “verrà concentrata nel presidio di Fasano, come previsto dal Ddg 2791/2010”. Invece, stranamente l’amministrazione ASL di Brindisi ha mantenuto il punto nascita di Ostuni, così da indebolire come operatività entrambe le ostetricie, tanto da chiuderle entrambe non raggiungendo la quota minima di 500 parti. Se Ostuni così come previsto fosse stata accorpata al punto nascita di Fasano la quota dei 500 parti annui si sarebbe di gran lunga superata. Sembrano scelte strategiche fatte con lo scopo di giustificare la chiusura della struttura per scarsa utilità da parte della comunità interessata. E’ un  progressivo smantellamento studiato a tavolino, dell’ospedale fasanese, in quella che è, a ben vedere, un’agonia assistita. Il continuo tagli di posti letto, non migliora ne la situazione delle casse pubbliche visto che gli sprechi e le truffe ai danni delle stesse continuano inesorabilmente, ne migliorano i servizi nelle poche strutture sopravvissute in 10 anni di tagli. Il Comitato Popolare Permanente di Difesa dell’Ospedale di Fasano, attende da sei mesi un incontro con gli amministratori regionali, che ad oggi non hanno ancora dato alcuna risposta. Il Comitato vorrebbe continuare nella sua missione e all’occorrenza adottare battaglie anche attraverso le vie legali, ma il tutto deve essere prima condiviso con la città.

     

    Per la settimana prossima è previsto un incontro pubblico, dove il comitato ascolterà i cittadini, le associazioni e i partiti politici oltre che le istituzioni per decidere il da farsi. Il Direttivo del Comitato ha ipotizzato anche l’allargamento del stesso comitato cittadino, ad uno interterritoriale che possa agevolare la realizzazione del nuovo ospedale d’Eccellenza (non da 220 posti letto ma almeno da 400) previsto a metà tra Bari e Brindisi ovvero in territorio di Fasano, oppure a metà tra la provincia di Bari e quella di Brindisi tra i territori di Monopoli e Fasano".

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