FASANO – Un vivace gruppo di ragazzi irrompe in scena e si lancia (fisicamente) tra il pubblico parlando, correndo, giocando: è il caos della vita che si mescola alla finzione della recitazione. Stupore e diffidenza sono i primi sentimenti che avvertono gli spettatori guardando la pièce “Voci”, rappresentata ieri sera (venerdì 9 ottobre) al Teatro Sociale di Fasano da dodici allievi della scuola Glitter a conclusione del laboratorio di teatro di narrazione condotto da un maestro d’eccezione: l’attore e regista, nostro concittadino, Michele Savoia. Il forte impatto iniziale si trasforma ben presto in un’esplosione di emozioni che passano attraverso gli intensi monologhi dei singoli protagonisti dello show: tra ironia, commozione e denuncia, interpreti poco più che adolescenti sono riusciti a fermare il mondo degli adulti e trasformare istantanee di storia in grida di protesta contro una realtà ingiusta, corrotta e omologante.
I brani drammatizzati, scritti personalmente (è bene sottolinearlo) dai talentuosi attori, hanno invitato a riflettere su scottanti tematiche contemporanee, quali la violenza sulle donne e il femminicidio, l’omofobia, la lotta (o il sostegno?) alla mafia, l’anoressia, l’immigrazione, la disoccupazione, il bullismo, lo sfruttamento minorile. Raccontando le verità scomode, svelando i meccanismi politici e abbattendo pregiudizi duri a morire, i giovani hanno dimostrato una maturità e una sensibilità fuori dal comune; a ciò si aggiunga, per il completo successo dell’esperimento, un’ottima capacità recitativa in grado di rendere perfino piacevole un percorso così impegnativo.
Angela Cassone, Giorgia Castrovilli, Tommaso Ancona, Irene Iuliano, Silvia Lopalco, Matteo Di Tano, Gaia Cardone, Simona Baccaro, Rosita Quaranta, Mary Maggi, Mariliana Petruzzi e Giulio Sassanelli sono i dodici “messaggeri”, la prova evidente che l’arte teatrale può ancora, all’epoca dei social networks, stimolare lo spirito critico, scuotere le coscienze, essere foriera di speranza, di libertà e di rinascita.


