FASANO – «Il Comune di Fasano, in relazione alla questione dell’addizionale comunale, non ha sbagliato nulla». A parlare è Gianleo Moncalvo, consigliere comunale e da molti additato come prossimo assessore al Bilancio. Il giovane commercialista, dunque, spegne tutte le polemiche suscitate dalle notizie che addebitavano all’ente comunale una tardiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate del cambio di percentuale dell’addizionale Irpef (passata, nel 2010, dallo 0,7 per mille allo 0,6 per mille) e che ha portato, in questi giorni, ad avvisi bonari di integrazione per parecchi cittadini.
«La dirigente dei servizi finanziari del Comune di Fasano, la dottoressa Marisa Ruggiero – dice Moncalvo -, ha comunicato correttamente l’aliquota al Dipartimento per la fiscalità locale del Ministero delle Finanze. Sul sito internet, infatti, del ministero, che è quello che conta, l’addizionale per il 2011 è riportata correttamente. Chi ha sbagliato è l’Agenzia delle Entrate che nel sistema di controllo, in maniera impropria, ha lasciato lo 0,7 per mille e quindi vengono fuori avvisi bonari. I contribuenti, attraverso il canale Civis, che è un canale telematico, possono segnalare il disguido e farsi rettificare la dichiarazione senza andare né ad Ostuni né a Brindisi. Utilizzando il Civis o la Pec, la posta elettronica certificata, si aziona il meccanismo di autotutela che mette al sicuro il cittadino».
Un’azione che il cittadino, essendo un avviso bonario, deve fare entro trenta giorni altrimenti potrebbe diventare una cartella esattoriale. C’è anche un numero verde sull’avviso che potrebbe essere utilizzato. «Come amministratore ho più volte scritto all’Agenzia delle Entrate registrando questa anomalia – dice ancora Moncalvo -. In caso di reiterato errore da parte dell’Agenzia è sempre possibile scrivere una bella letterina al Garante del contribuente che è molto sensibile a queste cose per farsi riconoscere le spese nel caso in cui si vada a giudizio Comunque l’autotutela è la prima cosa da fare perché è la più economica e si può fare anche da soli. Una cosa, ribadisco, è certa: il Comune non ha nessuna colpa»


