FASANO – Tiene ancora banco la grave situazione della casa di riposo "Canonico Rossini" di Fasano allocata in un'ala al primo piano dell'ospedale "Umberto I". Dopo la visita dei Nas di Taranto dello scorso agosto e il provvedimento successivo di chiusura emesso dal commissario prefettizio Erminia Cicoria (che aveva concesso un mese di tempo affinché si trovasse una nuova collocazione agli anziani ospiti) ecco che la questione va ulteriormente aggravandosi. Infatti alle difficoltà oggettive dei parenti di trovare una nuova collocazione agli anziani attualmente ospiti della struttura si è unito il serio rischio che i nove operatori fasanesi della Servizi Multipli Integrati rischiano il licenziamento. Nove famiglie monoreddito che potrebbero perdere l'unica fonte di sostentamento. Questa mattina (martedì 3 novembre), a Palazzo di Città, si è tenuto un incontro a cui hanno partecipato il funzionario comunale Sandra Capozzi, il segretario provinciale della Fp Cgil Vincenzo Cavallo, il dirigente comunale Giuseppe Carparelli, un'assistente sociale e alcuni parenti degli anziani ospiti del "Rossini". L'incontro era stato richiesto al Prefetto (che aveva delegato poi la Capozzi) proprio dagli stessi parenti e dai sindacati per cercare di trovare una soluzione rapida al problema. Ma invano.
"La questione è molto delicata – sottolinea Vincenzo Cavallo della Funzione Pubblica Cgil -. Innanzi tutto se entro il 31 dicembre non si apre la nuova struttura l'Asp "Rossini" dovrebbe restituire i finanziamenti ottenuti per la costruzione della nuova casa di riposo. Ma i problemi sono molteplici. E' assurdo che tutto sia legato ad un giudice che da luglio ancora non si è espresso su una questione così delicata. Non voglio entrare nel merito se hanno ragione i dirigenti del Rossini o il costruttore in questa controversia ma ora a rischiare sono gli anziani, i lavoratori e la città di Fasano stessa che perderà un servizio così importante. Bisogna far partire assolutamente la nuova struttura. Poi in altre sedi si discuterà delle liti. Bisogna continuare a garantire il servizio. Siamo sfiduciati. Non vediamo una soluzione se non quella di una sentenza favorevole del giudice che imponga al costruttore di aprire la nuova struttura. Nove famiglie fasanesi rischiano di perdere l'unica fonte di sostegno ed è assurdo che nove lavoratori finiscano per strada anche quando c'è lavoro. Non si tratta di una fabbrica che sta chiudendo. Nel caso del Rossini il lavoro c'è, gli anziani hanno bisogno di assistenza e gli operatori stanno facendo egregiamente il loro dovere. I servizi sociali del Comune di Fasano si stanno muovendo per trovare agli ospiti un'altra collocazione. C'è tempo sino al 25 novembre grazie ad un'ulteriore proroga concessa dal commissario prefettizio ma se non ci si sbriga sarà la fine. I lavoratori saranno licenziati e gli anziani trasferiti con tutte le conseguenze che un cambio di location avrà su di loro".
Cavallo intende però continuare la sua battaglia e già quest'oggi i sindacati dovrebbero scrivere direttamente al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano chiedendo un suo intervento sulla questione.


