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    Cultura & Spettacolo

    Il dolore di ‘Troiane’ echeggia dal Teatro Sociale di Fasano

    L'ultimo spettacolo in concorso a 'Di scena a Fasano' è stato portato in scena dalla Compagnia Teatrale 'Arte Povera' di Mogliano Veneto
    RedazioneDa RedazioneNovembre 15, 20153 minuti di lettura
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    Il dolore di 'Troiane' echeggia dal Teatro Sociale di Fasano - Osservatorio Fasano
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      FASANO – Con il dramma Troiane di Euripide, portato in scena ieri sera (sabato 14 novembre) al Teatro Sociale, la Compagnia Teatrale "Arte Povera" di Mogliano Veneto ha chiuso il cartellone del VII Festival Nazionale di Teatro Amatoriale “Di scena a Fasano” organizzato dal gruppo “Peppino Mancini”. Il sesto e ultimo spettacolo in concorso al Festival ha presentato una storia fortemente attuale che, nel racconto della brutalità della guerra e del dolore ha inevitabilmente richiamato la tragedia consumatasi a Parigi. La Compagnia, quindi, ha voluto rivolgere un pensiero “a tutte le vittime dell’insensatezza della razza umana”, dedicando a loro la rappresentazione, come pronunciato dal regista Francesco Boschiero al termine della serata.

     

     

    Difficile non trovare parallelismi tra l’opera del famoso poeta tragico greco e la macabra realtà dei nostri giorni. Nella trama della pièce si parte dalla distruzione di Troia da parte degli Achei. Dopo sanguinose battaglie, la città è ormai attanagliata dal dolore: gli uo­mi­ni sono stati uccisi e le donne sono costrette a diventare schiave o concubine dei guerrieri vin­cito­ri. Cas­san­dra viene donata ad Agamennone, An­dro­ma­ca a Neottolemo ed Ecuba, la regina della città, a O­dis­seo. Quest’ultima, delirante dopo aver conosciuto la sua sorte, preannuncia il destino di Odisseo, costretto a navigare per anni e anni prima di tornare a Itaca; ancor più straziata dal dolore è Andromaca: il figlio Astia­nat­te, avuto con Ettore, sarà gettato dalle rupi affinché Troia non posso più risorgere. Dopo un ultimo disperato addio al piccolo, la donna maledice i Greci ed Elena, ritenuta responsabile della guerra. A far da coro ai dolorosi eventi sono le voci delle donne troiane che levano il loro canto di dolore mentre Troia viene data alle fiamme e le prigioniere vengono portate via.

     

     

    Le figure femminili sul palco fasanese (Alessandra Tesser, Sonia Sferragatta, Elena Semenzato e Cristina Celsi) sono riuscite a trasmettere la complessità di sentimenti come il dolore e la paura. Impeccabile la performance di Alessandra Tesser (nei panni di Ecuba) che ha dato prova di un’interpretazione particolarmente coinvolgente. Accanto a loro sul palco tre interpreti maschili: Alessandro Iannetta, Sebastiano Boschiero e Giulio Pizzato. Suggestivo, poi, l’allestimento scenico (curato da OFF di Dino Zorzenon) fatto di sacchi, di catene e di un sapiente alternarsi di luce e tenebra che ha suggellato le tristi vicende. La rappresentazione della disperazione dei vinti, piuttosto che dell’eroismo dei vincitori, voluta dallo stesso Euripide, unita al realismo dei personaggi e all’attualità dei temi di fondo hanno coinvolto il pubblico creando un pathos particolare.

     

     

    Il Festival “Di scena a Fasano”  si concluderà domenica prossima (22 novembre) con una serata completamente  dedicata alla premiazione dei vincitori. 

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