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    Attualità

    Lavori al Comune di Fasano senza badare a spese

    La pessima abitudine dell’affidamento diretto non favorisce il risparmio e fioccano i casi: ecco quello del gabbiotto al comando dei vigili urbani
    Zino MastroDa Zino MastroDicembre 18, 20155 minuti di lettura
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    Lavori al Comune di Fasano senza badare a spese - Osservatorio Fasano
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    FASANO – L’amministrazione guidata da Lello Di Bari ha concluso prematuramente il suo mandato per il motivo legato a una problematica molto seria e di grande attualità. Da una parte c’è una classe politica che ritiene che, considerati i tagli nel trasferimento dei fondi statali cui gli enti locali sono stati sottoposti dal governo centrale, per mantenere invariati i servizi a favore della collettività occorra procedere all’aumento delle tasse locali; dall’altra c’è chi invece ritiene che il tempo delle “vacche grasse” sia finito e che, quindi, le pubbliche amministrazioni debbano mantenere immutata l’erogazione dei servizi, senza aumentare le tasse, ma procedendo a notevoli risparmi gestionali della spesa pubblica. Questo almeno in apparenza è quello che si è voluto far credere ai cittadini nella recente vicenda politica locale! Non c’è ombra di dubbio che, per quanto ci riguarda, propendiamo per chi si batte per ridurre le spese di gestione, abbassando la pressione fiscale sui cittadini, spesso ignari dell’operato dei propri amministratori.

     

    Abbiamo più volte evidenziato come la classe politica che ha governato la nostra città, soprattutto nel periodo a partire dall’amministrazione Ammirabile, sia stata poco attenta alla gestione del denaro pubblico: basti ricordare l’acquisto delle costosissime poltrone Frau per arredare l’ufficio dell’allora primo cittadino. Ma lo testimoniano, in maniera inequivocabile, i numerosi mega-appalti milionari, attribuiti quasi sempre alle ditte che hanno offerto il più alto costo di gestione, cosa che sarebbe pure giustificabile se tali servizi fossero espletati nel migliore dei modi. Ma così, purtroppo non è: l’esempio più recente ed eclatante è quello dell’affidamento della gestione del servizio di raccolta dei rifiuti alla Tradeco. Ma spesso gli sprechi più clamorosi, quasi sempre per favorire amici o amici degli amici e creare consenso elettorale, avvengono nelle piccole e medie spese di gestione: forniture, appalti di manutenzione, incarichi professionali! Di frequente, dando uno sguardo a determine dirigenziali, si rimane quanto meno perplessi del modo come viene speso il denaro pubblico.

     

    L'edizione cartacea di Osservatorio, nel numero di agosto scorso, su questo argomento aveva portato un significativo esempio: il servizio per la “sorveglianza sanitaria” affidato per quattro anni con una semplice determina dirigenziale, perché il prezzo era ritenuto congruo dal dirigente, al costo di 16 mila euro l’anno, dopo una regolare gara d’appalto, invece, si ridusse a 4.668 euro, ben 11.332 euro in meno l’anno. Recentemente ci sono state altre determine dirigenziali che riteniamo meritino di essere messe all’attenzione dell’opinione pubblica per comprendere i meccanismi con cui si opera a Palazzo di Città. Una di queste riguarda la determina n. 1.366 del 30 luglio 2015 e ha come oggetto la “fornitura e messa in opera di arredi per il comando della Polizia Municipale”. Di che cosa si tratta? Lo spiega nel corpo della delibera il dirigente: a seguito dell’attivazione della rete di videosorveglianza del territorio comunale, i monitor collocati nella stanza di accesso all’ufficio del piantone “risultano di fatto accessibili all’utenza indiscriminata, senza alcuna tutela per la riservatezza delle immagini medesime”. Ciò perché l’ufficio del piantone risulta facilmente accessibile: ecco allora la “necessità dell’esecuzione di una serie di pezzi a misura e rifinitura artigianale, difficilmente reperibili sul MEF o in sede di convenzioni Consip, dal momento che la fornitura e l’esecuzione dei lavori di arredo necessitano di particolare attenzione artigianale”. Con queste premesse, un comune mortale si aspetterebbe che per l’esecuzione di questo lavoro, vengano interpellati alcuni artigiani locali che si occupano di falegnameria e si chieda loro qualche preventivo per poi scegliere quello più conveniente. E invece no! Partendo dal presupposto che «la Ditta Calisi ha già effettuato in passato fornitura di beni e messa in opera di arredi corrispondenti alle necessità ed esigenze odiernamente in atto per la Polizia Municipale, dimostrando costantemente esattezza nella fornitura, precisione e affidabilità nel montaggio e posa in opera, convenienza nelle condizioni economiche di spesa; rilevato che la fornitura e messa in opera di arredi (…), è stata condivisa mediante ripetuti sopralluoghi e varie schede progettuali», il lavoro viene affidato alla ditta Calisi per la somma complessiva di 36 mila euro, iva inclusa. In questa somma sono compresi anche «operazioni di pitturazione, riallestimento di impianto elettrico, posizionamento di nuovi punti luce, correzioni e adattamenti ai cavi di rete, ecc.». In questa delibera ci sono due cose sulle quali poter obiettare: per superare il ricorso agli acquisti in convenzione Consip si evidenzia la necessità dell’intervento di un artigiano. La ditta Calisi di Cellino San Marco, però, non ci sembra essere una ditta artigiana, perché si occupa di “macchine ufficio, riparazione, commercio e noleggio”. Quindi non produce pannelli ma li commercializza, esattamente come tante altre ditte che vendono arredi per uffici. Perché allora non chiedere almeno qualche altro preventivo per comparare i prezzi della fornitura? Con la crisi che c’è in giro, forse qualche altra ditta, magari qualcuna locale, avrebbe potuto praticare un prezzo più conveniente per l’amministrazione.

     

    Insomma bisogna mettersi in testa che i soldi spesi dalla pubblica amministrazione non sono denari che escono dalle tasche dei dirigenti o dei funzionari che commissionano i lavori, ma da quelle dei cittadini che ormai, vista l’andazzo generale, non si fidano più di nessuno, neanche per una spesa di 100 euro! In proposito, considerato il periodo di campagna elettorale, sarebbe opportuno che i candidati sindaci in campo entrino nel merito di come intendono comportarsi con la spesa del denaro pubblico, invece di propinare alla città programmi generici! E a proposito di Osservatorio il numero che uscirà in edicola proprio quest'oggi (18 dicembre) contiene un ennesima puntata sul rapporto Tradeco-Comune di Fasano. Da non perdere.

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    Zino Mastro

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