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    Cultura & Spettacolo

    Inchiostro di Puglia: Fasano riscopre il piacere della lettura

    Tante le iniziative letterarie che si sono svolte ieri (domenica 24 aprile) al Teatro Sociale e all'Utl in occasione della manifestazione nazionale
    RedazioneDa RedazioneAprile 24, 20166 minuti di lettura
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    Inchiostro di Puglia: Fasano riscopre il piacere della lettura - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Una manifestazione nazionale che celebra la lettura e la sua immensa capacità di far comprendere il mondo, di creare cultura e aggregazione sociale, di far riflettere e, perché no, anche di consolare: è questo “Inchiostro di Puglia”, la rassegna nata come blog letterario dall’ingegno di Michele Galgano, in seguito trasformatosi in un progetto culturale di più ampio respiro, dedicato ai libri, ai suoi autori e ai tanti amanti delle pagine scritte. Perché, come scriveva Susanna Tamaro, “i libri servono a capire e a capirsi, e a creare un universo comune anche in persone lontanissime”.

     

    Per il secondo anno di seguito, la città di Fasano si è riconfermata fortino letterario di “Inchiostro di Puglia”: grazie all’associazione “Le Nove Muse”, che ha coordinato i vari eventi, associazioni locali e mondo scolastico hanno promosso interessanti appuntamenti per tutta la giornata di ieri (domenica 24 aprile).

     

    In mattinata, ad aprire l’intensa programmazione al Teatro Sociale è stata la presentazione del libro Il viaggio di Voluntas nel 1878 da Bari a Fasano con meta a Cisternino (Faso Editore) di Maria Luisa Herrmann e Angelo Semeraro, a cura dell’Università del Tempo Libero “San Francesco d’Assisi”. Dopo l’introduzione della presidente Utl, Palmina Cannone, la prof.ssa Mara Sansonetti ha intervistato l’autrice. Nel volume, animati da spiccata curiosità intellettuale, i due coniugi-scrittori hanno ripercorso la storia di Fulvia Miani Perotti, donna raffinata e generosa, distintasi per il suo impegno in ambito sociale, ma anche per le sue doti letterarie. Tra il 1874 e il 1880, scrisse infatti tre opere: con una prosa poetica, sotto lo pseudonimo di “Voluntas”, descrisse altrettanti viaggi compiuti per la Puglia. In Rive Adriatiche la Miani Perotti riportò, con ricchezza di particolari, il viaggio da Bari a Cisternino che la vide passare anche per Fasano, a bordo di uno char-a-banc. Suo scopo era raggiungere una masseria dove svolgere studi di geodesia, ma con una particolarità: mascherare la propria identità assumendo le vesti del “Tenente Y” dell’esercito sabaudo. È su questo viaggio che la relatrice e l’autrice del libro hanno voluto concentrare le loro attenzioni, rileggendone la rotta e le emozioni, supportate da un ricco corredo fotografico. Ad allietare l’appuntamento è stato l’accompagnamento musicale della chitarra del M° Gianni Rotondo.

     

    Nel pomeriggio, ospite della manifestazione è stata Giovanna Montanaro, sociologa, già consulente della Commissione parlamentare antimafia e autrice del libro La verità del pentito. Le rivelazioni di Gaspare Spatuzza sulle stragi mafiose (Sperling & Kupfer). Il giornalista del Tg2 Daniele Rotondo ha condotto un’intervista di grande impatto sul pubblico, scandagliando a fondo lo scritto e l’attività professionale della donna designata come “fasanese dell’anno 2015” da Osservatorio. La Montanaro ha raccontato della lunga trafila burocratica seguita per ascoltare colui che poi è stato definito un “pentito da manuale”, un uomo che, dopo tutto il male commesso (si è autoaccusato infatti di aver rubato la Fiat 126 che il 19 luglio 1992 venne impiegata come autobomba nella strage di via d'Amelio in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta; fu tra gli esecutori materiali dell'omicidio di don Pino Puglisi del 15 settembre 1993; ha ammesso di aver partecipato in tutto a circa 40 omicidi, comprese le stragi), è diventato un collaboratore di giustizia le cui dichiarazioni si sono rivelate indispensabili per riaprire le indagini sulle stragi di mafia e celebrare nuovi processi. Costretto al regime del 41 bis, Spatuzza iniziò a ravvedersi grazie a un lungo cammino di conversione. Assolutamente da non considerare un eroe, ha però mostrato alla Montanaro segni acerbi di umanità che sembravano in lui latenti. Per l’occasione è intervenuto, in un collegamento via Skype, Stefano Luciani, sostituto procuratore della DDA di Caltanissetta, PM nei processi sulle stragi di Capaci e via D’Amelio (Borsellino Quater e Capaci Bis), che ha sottolineato i tre pregi del libro: l’incredibile cognizione dei fatti da parte dell’autrice, documentatasi in modo certosino a proposito degli eventi narrati; il linguaggio estremamente fruibile ai lettori più vari, poiché privo di tecnicismi ma piuttosto romanzato; la forza di un racconto che partendo da indagini e processi ha fatto emergere gli aspetti più complessi di un pezzo di storia d’Italia. A corollario dell’intervista, il giovane attore Matteo Di Tano ha potuto leggere alcune parti salienti del testo.

     

    A seguire, è toccato al giornalista Rai Leopoldo Innocenti, storico inviato di guerra, presentare il suo libro Auf-wiedersehen Italia. In fuga dall’Italia verso il futuro (Armando Editore) dialogando con l’avvocato Giusy Santomanco. L’uomo, con la professionalità che lo contraddistingue, ha raccontato il suo progetto di lasciare traccia delle storie di ragazzi italiani emigrati a Berlino per motivi di studio o lavorativi: la capitale tedesca è per lui la città delle opportunità che strizza l’occhio ai giovani ambiziosi offrendo importanti traguardi. Stralci delle vite dei protagonisti del volume sono stati riportati dagli studenti dell’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Gaetano Salvemini”. Interlocutrice del libro e sul palcoscenico è stata Alina Convertino, una fasanese che, dopo la laurea in Lingue e letterature straniere, emigrò in Germania alla ricerca di una valida possibilità di realizzarsi. E infatti le soddisfazioni, anche se lontano da casa, non tardarono ad arrivare in un Paese in cui viene premiata la meritocrazia.

     

    A conclusione della giornata di “Inchiostro di Puglia”, nella Sala Convegni dell’Università del Tempo Libero “San Francesco d’Assisi”, ai Portici delle Teresiane, è stato presentato il volume I presepi del chiostro. Artigianato e civiltà etniche (Faso Editore), curato dalla prof.ssa Palmina Cannone. Nell’intervista della giornalista Angelica Sicilia sono emersi i tratti principali del libro: l’attenzione rivolta al folclore e alle tradizioni locali, il risalto dato alla storia fasanese e il fascino esercitato da secoli dalla rappresentazione del presepe. Se in copertina risalta il bambinello di Praga, leggendo la storia di Laura (Suor Veneranda) e Nicola, datata 7 maggio 1727, si capisce quant’è radicata la devozione cittadina. La Cannone ha colto l’occasione per fare un excursus sulla storia del convento fasanese erroneamente considerato delle Teresiane (in principio vi era infatti soltanto la comunità delle donne monache) e per mostrare il prezioso corredo fotografico scelto per la pubblicazione. Durante la serata sono intervenuti anche il prof. Antonio Carbonara e la prof.ssa Pasquina Cofano, autori di due saggi contenuti del volume. La giovane violinista Graziana Galiulo ha accompagnato l’evento con piacevoli intermezzi musicali.

     

    Bilancio positivo, dunque, per l’edizione 2016 di “Inchiostro di Puglia”, che per un giorno ha dimostrato che ci si può ancora ritrovare piacevolmente intorno alle parole, alle idee e alla lettura.

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