FASANO – Continua la vicenda giudiziaria relativa al feto nato morto, nel 2013, da una coppia fasanese, nel reparto di ginecologia dell'ospedale di Ostuni. L'ultimo atto riguarda il fatto che il giudice per le indagini si è riservato circa l'archiviazione avanzata dalla pubblica accusa nei confronti delle 19 persone indagate. L'accusa è di omicidio colposo.
Tra gli indagati Pierluigi Sozzi, 59enne, che all'epoca dei fatti era primario facente funzioni presso il reparto di Ginecologia di Ostuni, e poi Rocco Flore (64 anni), Antonio Cisaria (52 anni), Pasqua Saponaro (57 anni), Consiglia Tanzarella (52 anni), Isabella Cavallo (54 anni), Anna Monopoli (59 anni), Antonia Palmisano (56 anni), Caterina Lotesoriere (59 anni), Giuseppe Semeraro (59 anni), Stefania Martino (49 anni) e Madia Anna Summa (59 anni), tutti di Ostuni, Salvatore Benizio, 58enne di Francavilla Fontana, Raffaele Serinelli, 56enne e Giacomina Spinozzi, 52enne, entrambi di Fasano, Graziella Aquarico , 52enne di Carovigno, Maria Teresa Grassi, 54enne di San Vito dei Normanni, Anna Rosa Cafiero, 34 anni di Gallipoli, Luciana Rosato, 34enne di Mesagne.
Parti offese Giuseppe Carparelli e Leonardina Cincavalli, marito e moglie, entrambi di Fasano. La denuncia contro ignoti fu presentata proprio da Carparelli, marito della partoriente. La donna fu ricoverata ad Ostuni, nel reparto di Ginecologia e il bambino, di 3 chili e 600 grammi, nacque morto. Dall'autopsia, i medici legali Antonio Carusi, Pantaleo Greco ed Ermenegildo Colisimo, non hanno evidenziato elementi di particolare rilievo che potessero aver provocato l'esito negativo del parto. Si sarebbe trattato, quindi, di una morte intrauterina "improvvisa" fuori travaglio, senza chiari segni premonitori. Ed è proprio su queste basi che il Pm aveva già chiesto l'archiviazione del caso ma ancora una volta il giudice si è riservato su questa decisione.


