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    Sei su:Home»Notizie»Raffaele Trisciuzzi: ‘A Fasano c’è bisogno di un’amministrazione che pensi a tutti’
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    Raffaele Trisciuzzi: ‘A Fasano c’è bisogno di un’amministrazione che pensi a tutti’

    Per l'ultimo giorno di campagna elettorale ecco alcune domande rivolte al candidato sindaco Raffaele Trisciuzzi
    RedazioneDa RedazioneGiugno 3, 20165 minuti di lettura
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    Raffaele Trisciuzzi: 'A Fasano c'è bisogno di un'amministrazione che pensi a tutti' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Mancano ormai poche ore alle elezioni comunali a Fasano e nell'immediatezza del voto lasciamo la parola ai candidati sindaco per conoscere meglio i programmi di coloro che ambiscono alla poltrona di primo cittadino fasanese. Raffaele Trisciuzzi si presenta un'unica lista, quella del Movimento 5 Stelle.

     

    Nei suoi interventi ha duramente attaccato gli imprenditori del territorio colpevoli di utilizzare soprattutto voucher come metodologia di pagamento. Qual è la sua concezione di lavoro?

    «Assolutamente non ho mai attaccato gli imprenditori, anzi, loro sono vittime preferite del sistema fiscale che attacca soprattutto chi ha da offrire. Sono certo che se potessero scegliere tra il pagare tasse assolutamente sproporzionate e ingiuste e dare garanzie ai loro collaboratori preferirebbero immediatamente la seconda opzione. Purtroppo il lavoro a livello nazionale è stato svilito e calpestato dalle leggi centrali, è un discorso che parte da lontano. Ad oggi per rilanciare l’economia c’è ancora chi pensa che si dovrebbe aumentare l’Iva, quando anche un bambino sa che per farlo bisognerebbe detassare a monte il lavoro. C’è più di qualcuno che ci sta prendendo per i fondelli. In uno stato moderno, tecnologico e avanzato rispetto a 60 anni fa, il lavoro è il completamento della personalità dell’essere umano (come in molti paesi europei), non la peggiore delle torture o delle frustrazioni. Questo modello lavorativo basato sui voucher, è il mezzo di una politica che non vuole il progresso dei cittadini, ma il contrario, e gli imprenditori non c’entrano nulla. Chi ha deciso di precarizzare il lavoro senza offrire delle alternative a chi lo perde, ha scelto di utilizzare il lavoro per schiavizzare il popolo, non per liberarlo, mettendo contro lavoratori e imprenditori, entrambi vittime, come sempre è accaduto. Eppure dovremmo vivere in una repubblica fondata sul lavoro, quand’è che chi governa applicherà la Costituzione?».

     

    L'aumento della Tari ha prepotentemente riportato alla ribalta la questione rifiuti a Fasano: quale il suo pensiero in proposito?

    «Sulla Tari e sul servizio di raccolta dei rifiuti ho sempre ribadito che il Comune di Fasano ha firmato un contratto capestro e non ha mai vigilato adeguatamente sul servizio. Addirittura i fasanesi pagano per servizi mai prestati dalla ditta, nonostante siano pagati profumatamente coi loro stessi soldi, e senza avere benefici da quelli che dappertutto sono gli effetti della differenziata. Come è possibile che avvenga questo? Nel mondo reale i rifiuti sono soldi per la collettività e un contratto quando non viene rispettato, viene risolto, e si viene anche risarciti. Ma evidentemente Fasano e i suoi amministratori non si trovano nel mondo reale, spero che la gente comune ci aiuti a farli ritornare sulla terra dopo il 5 giugno».

     

    Lei non vede di buon occhio il turismo extra lusso che ha portato Fasano ad essere una delle mete più ambite in Puglia: quale l'alternativa?

    « Gli imprenditori del lusso fasanese si vergognano di Fasano centro, e non hanno tutti i torti. Penso che sia i residenti, che gli imprenditori e i turisti extra lusso meritino una città extra lusso, quindi vorrei tanto che passassero a visitare la città e conoscerne le smisurate bellezze. Non mi meraviglio del contrario, c’è da vergognarsi di una città che già dalle sue strade rende un biglietto da visita di incuria e inciviltà a chi fa molti chilometri per venirci a trovare, è inaccettabile e irrispettoso che nella città delle masserie a 5 stelle lusso, il centro e le frazioni siano rimaste al buio, senza stelle e senza nemmeno turisti che la visitano».

     

    Le casse comunali languono e per realizzare opere occorre intercettare finanziamenti regionali o comunitari: sarà questa la sua strategia?

    «Un Comune che ripete come un mantra la mancanza di fondi, non dovrebbe poi gettare soldi dalla finestra, così come avviene per la Tradeco, per la Tricom o per la Tassa di soggiorno (solo per citare alcuni esempi). La soluzione è risparmio e ricerca di fondi pubblici e privati per il solo interesse dei fasanesi, è molto semplice ma qualcuno fa finta di complicare le cose. Solo una città che non spreca può predicare la mancanza di fondi».

     

    Il Movimento 5 Stelle si contraddistingue per correre da solo in ogni tornata elettorale: in caso di ballottaggio chiederà di apparentarsi?

    «Ci apparenteremo con tutte le innumerevoli singole persone che hanno compreso che il vero sviluppo della città passa con lo scioglimento di quei legami l’ha frenato sino ad oggi. Non c’è da meravigliarsi, hanno candidato 500 persone (tra cui qualcuna a sua insaputa) proprio per gettare fumo negli occhi agli elettori. La logica delle coalizioni e delle parentele frena lo sviluppo di una comunità, abbiamo bisogno di un’amministrazione che pensi a tutti e non a chi vuole accomodarsi sui carri. Non siamo allo stadio, non ci sono tifoserie, e soprattutto non vedo differenti ideologie tra i maxi schieramenti, dobbiamo comprendere che c’è in ballo il futuro di ognuno di noi».

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