Fasano – Abbiamo letto con la consueta attenzione la sortita letteraria del sig. de Picciotto
Apprezziamo la forma, meno la sostanza. E poiché lei parla di chiarezza, sia consentito a questa Amministrazione di ristabilire la verità, senza enfasi ma con i fatti.
Prima bugia: la paternità della spiaggia libera attrezzata.

Lei scrive di aver deciso, “anni fa”, di realizzare su terreni di sua proprietà una spiaggia libera con servizi. Non è così. La scelta di dotare quel tratto di costa di parcheggio, docce e servizi igienici gratuiti, aperti a tutti, è stata una scelta politica di questa Amministrazione. Non sua.
È stato un caso unico in Puglia, voluto proprio per garantire la fruizione libera e gratuita del demanio, contro una stagione di privatizzazioni striscianti. Quella sensibilità, che oggi lei rivendica, non l’aveva mostrata nessuno prima di noi. Né a Fasano, né altrove.
Lei ha gestito, legittimamente, una concessione. Noi abbiamo deciso, che quel pezzo di costa restasse di tutti mediante una collaborazione virtuosa con l’imprenditore che richiedeva la concessione demaniale. Continuerà a esserlo, non “finché lei sarà in vita”, come scrive con una certa solennità, ma finché ci sarà un’Amministrazione che crede nel diritto al mare come bene comune. La titolarità non è un favore, è un dovere.
Seconda bugia: l’“ostilità” del Comune.
L’Amministrazione non è ostile a nessuno. È, semmai, ostile all’idea che la legge sia un optional stagionale. Lo dimostrano gli investimenti – tanti, concreti, documentati – che in questi anni abbiamo realizzato lungo l’intera costa fasanese, da Torre Canne a Savelletri, senza guardare in faccia a nessuno, con l’unico interesse dello sviluppo del territorio. L’elenco sarebbe lungo e, come dice lei, inutile farlo.
Quando un dirigente comunale rileva una presunta illegittimità, non esegue un ordine politico: applica la legge. È il principio di separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, in vigore dal 15 maggio 1997 con la legge n. 127, la cosiddetta Bassanini bis, che ha portato proprio “il principio di divisione tra organi di indirizzo politico e gestione amministrativa”. 
Non è ostilità, è Stato di diritto. E se il TAR le ha riconosciuto una ragione – con un rimborso “parziale e simbolico”, parole sue – non ha certo certificato una persecuzione. Ha certificato un contenzioso, che lei ha scelto di aprire, interamente a sue spese, come ricorda. Noi avremmo preferito investire quelle energie, pubbliche e private, in altro.
Perché la verità, la gente lo sa, è questa: quella spiaggia libera con servizi esiste perché un’Amministrazione ha deciso che dovesse esistere. Non il contrario. E continua a esistere nonostante i contenziosi, non grazie ad essi.
Le auguriamo, sinceramente, una serena estate. Noi, intanto, continueremo a lavorare perché l’estate a Fasano non sia fatta di comunicati, ma di spiagge accessibili a tutti.
E il caffè, la domenica, lo prendiamo volentieri. Magari parlando di come migliorare, insieme, quel tratto di costa che appartiene a tutti.


