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    La Commissione Sanità dice no al piano di riordino ospedaliero ma la Giunta regionale non si ferma

    I voti contrari dei consiglieri di maggioranza Borraccino e Campo condannano il piano ma il parere della commissione è puramente consultivo
    RedazioneDa RedazioneGennaio 19, 20174 minuti di lettura
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    La Commissione Sanità dice no al piano di riordino ospedaliero ma la Giunta regionale non si ferma - Osservatorio Fasano
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    FASANO – La Commissione Sanità della Regione Puglia boccia ancora il piano di riordino ospedaliero. Il secondo "parere sfavorevole", dopo quello già espresso a settembre, è arrivato nella seduta odierna. La delibera di riordino ospedaliero e della rete emergenza urgenza era stata modificata rispetto al testo che non aveva superato il primo esame in Commissione, ma evidentemente ciò non è stato sufficiente. Decisivi si sono rivelati i voti contrari di due consiglieri di maggioranza: Cosimo Borraccino (Sinistra italiana) – che aveva già espresso voto contrario al primo esame – a cui si è aggiunto Paolo Campo del Partito Democratico. I due voti sommati a quelli dei consiglieri di opposizione Mario Conca e Marco Galante (M5S), Nino Marmo (Fi) e Luigi Manca (Cor) hanno decretato la bocciatura. Il presidente della Commissione, Pino Romano (Pd), a seguito dell'esito della votazione, ha annunciato le sue dimissioni.

     

    "Il nostro voto – spiega in una nota Borraccino di Sinistra Italiana – si è confermato contrario, innanzitutto per la decisione di chiudere 8 ospedali in tutta la regione". "Si rinunciava senza nessuna logica, senza alcuna sensibilità, ad oltre 1000 posti letto in totale in tutta la Puglia. Tutto ciò a danno soprattutto delle province di Taranto, Brindisi e Lecce". "Ho espresso il mio voto contrario al regolamento di attuazione del Piano di riordino ospedaliero in piena coscienza ed a tutela della funzione degli ospedali di base", afferma Paolo Campo. "E' la prima volta in 25 anni di attività istituzionale che voto in modo difforme dal gruppo a cui appartengo e l'ho fatto con grande rammarico, ancor più considerando che proprio il mio voto contrario ha determinato il parere negativo della Commissione. Francamente, però, non ho avuto alternative di fronte al rischio che nei 12 ospedali di base pugliesi, compreso quello di Manfredonia, non si possano istituire o mantenere le strutture organizzative complesse". "Voglio ribadire che la mia opposizione è stata sul merito del provvedimento, anche se non mi sfugge il suo significato politico. Per cui ritengo necessario confermare esplicitamente la mia lealtà al presidente Michele Emiliano, con il quale avrò modo di chiarirmi a brevissimo, e alla maggioranza di cui sono parte. Ed invito il presidente della Commissione, che ha condotto con equilibrio e sagacia il confronto, a recedere dall'intento annunciato di presentare le dimissioni".

     

    Puntano invece l'attenzione sulle difficoltà interne alla maggioranza i consiglieri de La Puglia con Emiliano ed Emiliano sindaco di Puglia: "Se due consiglieri di maggioranza, con un chiaro voto politico, non approvano il piano di riordino vuol dire che la coalizione, nel primo anno e mezzo di mandato, debba immediatamente approfondire i malesseri in corso. E questa volta, come successo meno di 24 ore fa per la mancata elezione dei Garanti, nessuno può puntare il dito contro la regia occulta delle liste civiche. Su un tema così delicato come la sanità, il nostro voto favorevole non è venuto meno, a differenza di altre forze politiche che evidentemente, a questo punto, devono chiarire la propria posizione. Al dimissionario presidente della III Commissione, Pino Romano, va la nostra piena solidarietà per il lavoro svolto e in modo accorato gli chiediamo di ripensarci".

     

    "A dimettersi deve essere non il presidente della Commissione Sanità, Romano, che invece deve rimanere al suo posto, ma l’assessore alla Sanità, Emiliano – attacca in una nota il gruppo Conservatori e Riformisti – Il Piano di Riordino Ospedaliero viene per la seconda volta sonoramente bocciato dai consiglieri regionali. Una bocciatura trasversale (oggi hanno votato contro anche due consiglieri di maggioranza) che dimostra come la nostra opposizione non fosse strumentale e preconcetta". Sulla stessa lunghezza d'onda il Movimento 5 Stelle: "La seconda bocciatura di questo piano di riordino è un fallimento di Michele Emiliano da assessore alla Sanità", affermano gli otto consiglieri pentastellati. "E’ il giusto esito per un piano pensato male e progettato peggio che non andava semplicemente rivisto ma totalmente modificato". 

     

    Da sottolineare come il parere dellaCommissione sia puramente consultivo e che quindi non fermerà la volontà della Giunta regionale che intende continuare con questo piano. Si apre, però, una feroce battaglia sul piano squisitamente politico.

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