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    Fratelli d’Italia di Fasano polemizza sul piano di riordino ospedaliero

    In una lunga nota a firma di Grazia Neglia il partito di Giorgia Meloni contesta l'operato regionale e l'inerzia dei politici di maggioranza
    RedazioneDa RedazioneMarzo 3, 20176 minuti di lettura
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    Fratelli d'Italia di Fasano polemizza sul piano di riordino ospedaliero - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Sulla chiusura dell'ospedale di Fasano ecco anche una nota di Fratelli d'Italia di Fasano a firma di Grazia Neglia. "Ma la salute di ogni essere vivente non dovrebbe essere tutelata – scrive la ex consigliera comunale -? Chissà cosa sia passato nella testa dei politici di ogni colore negli anni trascorsi, quando a livello regionale si trovò la panacea e la risoluzione ai problemi creati, sempre dai soliti noti, e si diede vita al riordino ospedaliero. Dicevano che sarebbe stato un bene per la sanità pugliese, una elevazione del sistema sanitario regionale, più ambienti specialistici, non si sarebbe dovuto andare fuori Regione per risolvere e per curarsi con dignità e umanità e poi altre montagne di parole, sempre e solo di circostanza. Ma quali politici sono mai intervenuti con onestà intellettuale mettendoci la faccia? Oggi siamo arrivati all'epilogo finale, Fasano chiude, Ostuni subjudice, che dire di Francavilla, San Pietro Vernotico e Mesagne, però, perche c'è sempre un però, per Fasano è diverso, a breve, si fa per dire, sarà inaugurato il nuovo Ospedale Monopoli – Fasano che sorgerà in contrada Sant'Antonio D'Ascula; bene ben venga, ma quanto si deve aspettare ancora? Si riporta una dichiarazione del Consigliere Regionale Fabiano Amati. “Ci avviciniamo alla gara d'appalto (entro l'estate 2017) dopo un lungo percorso, complesso, fatto di slanci e intoppi – Nel 2010 era un'idea, nel 2011 un programma, nel 2013-14 un finanziamento, nel 2015-16 un procedimento per la progettazione e le autorizzazioni. All'inizio da alcuni sentivo dire "è una bufala", ma poi fu una delibera programmatica. Poi dissero (sempre gli stessi) "non ci sono soldi", ma poi fu finanziato dal Cipe”. Ciò fa sorgere almeno un dubbio, perché Amati invece di perorare la causa del Nuovo Ospedale, in tutti gli anni passati, non abbia pensato a proteggere l'esistente, magari impegnandosi a far potenziare l'Umberto I? Eppure aveva dichiarato anche che "l'Ospedale di Fasano non sarà chiuso fino a quando non ci saranno iniziative concrete per la realizzazione del nuovo ospedale". Peccato che era la classica promessa in vista delle elezioni. Ma davvero c’è qualcuno che pensa, e crede, che una città come Fasano che ha un potente consigliere regionale, tra l’altro già assessore alle Opere Pubbliche della stessa Regione (1^ giunta Vendola), se solo avesse avuto a cuore Fasano ed i suoi cittadini avrebbe permesso la chiusura dell’Umberto I? Ci sarebbe da chiedersi il perché di tale comportamento ma forse è meglio fermarsi qui.

     

    Torniamo a noi -continua la Neglia -. Forse lo stesso si è sentito autorizzato a comportarsi così con i suoi concittadini a seguito delle elezioni Regionali del 2010 (l’anno dell’idea illuminante per il nuovo Ospedale), dove ci arrivò da Assessore Esterno di Vendola prendendo 10.024 preferenze di cui ben 7.784 solo a Fasano (oltre il 38% dei voti validi in città). E da qui la nomina a potente. Nel 2015 è stato rieletto ma il popolo fasanese aveva già cominciato a conoscerlo e si è salvato solo per il rotto della cuffia. Ora per colpa della fatidica delibera 301 della Asl di Brindisi, adottata venerdì 17 febbraio (guarda caso) è stata eseguita la "pena morte” dove il giustiziato è l’ospedale “Umberto I” di Fasano. Ma sapete quali sono gli effetti del Piano di Riordino Ospedaliero Regionale, eccoli sintetizzati – tutto il territorio brindisino è stato penalizzato e mortificato da queste scelte messe in atto, senza alcun criterio e senza preoccuparsi delle conseguenze. Ricordo sempre ai soliti noti, che nella provincia di Brindisi si registra il rapporto più basso fra numero di cittadini e posti letto. E il Sindaco di Fasano, massima espressione sanitaria locale, dov'è? Cosa dice? o anche lui vuole perorare il Nuovo Ospedale che forse sarà operativo nel 2027? (Vedi Ospedale Perrino di Brindisi 40 anni per andare a regime). Comunque era una battuta goliardica, appurato che mai e poi mai il Sindaco Zaccaria potrà mai contraddire o mettersi contro Amati. Lo sanno tutti i fasanesi, nessuno escluso. Constatato oramai il definitivo smembramento "dell'Ospedale di Fasano", chi a questo punto dovrebbe rappresentare i disagi della popolazione di Fasano e dei medici, paramedici e operatori sanitari? Chi avrebbe dovuto, e chi deve tutelare i nostri concittadini che sono stati privati di un luogo fondamentale per la vita comunitaria come lo è un ospedale? Poveri noi, saremo costretti a spostarci per curarci con notevoli preoccupazioni, visto che i disagi per la popolazione lievitano sempre più, per il venir meno dei livelli minimi di assistenza. Invito, tutti a leggere "il libro dei sogni" recitato nella delibera della Asl brindisina che dà avvio alla prima fase di attuazione del riordino della rete ospedaliera così come disposto dalla delibera di giunta regionale n. 1933 del 30 novembre dello scorso anno che prevede che l’attuazione del riordino ospedaliero in Puglia debba avvenire entro il 31 dicembre del 2017, tanto per renderci conto della pochezza di chi ci ha rappresentato e di chi attualmente ci rappresenta. Solo e soltanto paroloni e tecnicissimi incomprensibili che a noi miseri mortali vengono propinati da burocrati che per farsi curare hanno i soldi e i benefici riservati sempre ed esclusivamente alla casta e che anche dopo il Riordino, andranno fuori dalla ns. Provincia e dalla Regione. Per sabato mattina è prevista una protesta di piazza.

     

    Pacificamente  – va avanti l'esponente di Fratelli d'Italia – i cittadini fasanesi si accingono a protestare per la tutela del diritto alla salute e per la salvaguardia della stessa. La protesta del cittadino e la conseguente manifestazione di piazza è nella natura umana ed è la più bella rappresentazione del dissenso atto a difendere un proprio diritto. In questo caso, però, non ha più senso una protesta creata da qualcuno che artatamente agita la popolazione pur sapendo che ormai non c’è nulla da fare e indietro non si può tornare. Chi spinge la popolazione in questa fase, appurato che l’iter di chiusura è iniziato anni addietro senza che nessuno muovesse un dito, lo fa solo per un misero tornaconto politico/personale. Bisogna essere onesti e protestare contro chi ha permesso tutto ciò, protestare per esprimere il proprio pensiero di dissenso a salvaguardia dei propri diritti e non protestare solo per salvare, ormai, l’insalvabile. Un esempio su tutti. Basta tornare a qualche mese fa e ricordarsi cosa ha fatto quel qualcuno che prima della campagna elettorale aizzava le mamme per protestare contro la chiusura di pediatria, asserendo che non era per scopi politici, e poi si è candidato come consigliere comunale risultando eletto in quota maggioranza. Lo stesso discordo vale per quei consiglieri comunali che si riempiono la bocca chiedendo al Sindaco di celebrare un Consiglio Comunale monotematico con all’ordine del giorno la questione “Ospedale”. Bisognerebbe ricordare agli stessi che l’emiciclo comunale non ha potere e/o controllo per quanto riguarda lo stesso Ospedale. Sarebbe solo del tempo perso a cui si aggiungerebbero i costi per la “messa in scena” del consiglio stesso. La visibilità di quest’atto è palesemente e vergognosamente solo politica e in nessun caso tende a tutelare realmente il cittadino Fasanese. Chiudo con un quesito. “Prima gli interessi di pochi o prima gli interessi dei cittadini fasanesi?” Meditate gente"

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