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    Cultura & Spettacolo

    Gli studenti della ‘Galilei’ di Pezze e Montalbano raccontano la forza della penna di Malala

    'Un libro e una penna possono cambiare il mondo' è lo spettacolo portato in scena al Teatro Kennedy a conclusione del laboratorio teatrale
    RedazioneDa RedazioneMaggio 27, 20175 minuti di lettura
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    Gli studenti della 'Galilei' di Pezze e Montalbano raccontano la forza della penna di Malala - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Malala: un nome che ha scatenato una rivoluzione culturale, che ha puntato gli occhi del mondo su una piccola valle d’Oriente e che nel 2014, a soli 17 anni, ha meritato il Premio Nobel per la Pace, diventando la più giovane vincitrice del riconoscimento; una personalità esemplare, forte, caparbia, che è stata raccontata dagli studenti della scuola secondaria di primo grado “Galileo Galilei” di Pezze di Greco e Montalbano in un musical dal titolo “Un libro e una penna possono cambiare il mondo”, in scena ieri sera (venerdì 26 maggio) al Teatro Kennedy a conclusione del laboratorio teatrale.

     

    Oltre 100 i ragazzi impegnati in un progetto che si rinnova da ben 16 anni e che, in questa edizione, ha visto i giovanissimi attori confrontarsi con una ulteriore sfida: parlare della guerra, della morte e di una realtà che sembra lontanissima, fatta di veli, di classi senza banchi ma con i cuscini, di integralisti che con un diktat cancellano il diritto all’istruzione, la libertà di pensiero e di azione, l’utilizzo di qualsiasi mezzo di diffusione delle idee. Malala Yousafzai, pakistana del distretto di Swat, reagisce con veemenza alla soppressione intellettuale operata dai talebani e cerca il modo per fare la lotta al regime: inizia a scrivere un blog per la BBC e continua, di nascosto, ad apprendere dai libri e dalla televisione quelle nozioni che le aprono la mente. Fondamentale, in questo suo percorso di emancipazione, l’educazione ricevuta dal padre Ziauddin (brillantemente interpretato da Matteo Ammirabile), un insegnante che si batteva in prima persona per l’apertura delle scuole in tutto il paese.

     

    La figura di Malala si fa troppo scomoda e nel 2012 i talebani cercano di ammazzarla in un attentato che colpisce il pullmino scolastico sul quale viaggiava: per le sue gravi condizioni fu trasportata d’urgenza in elicottero all’ospedale di Birmingham, dove per molte settimane fu in pericolo di vita. Dopo tante operazioni, Malala riaprì gli occhi ma con una parte del volto paralizzata e sorda da un orecchio: ma da quel giorno, pur non essendo mai più tornata in Pakistan (minacciata di un nuovo attentato), da ogni nazione proclama a gran voce il bisogno della pace, dell’istruzione, dell’uguaglianza e della fine delle lotte religiose che non appartengono al suo credo (l’Islam).

     

    Gli studenti hanno narrato il carattere rivoluzionario di questa giovane donna prendendo spunto dal suo libro Io sono Malala (Garzanti) e dal discorso pronunciato in occasione del ritiro del Premio Nobel. Alla sua incredibile storia hanno associato coreografie e canzoni significative, suonate rigorosamente dal vivo, come Viva la Scuola (Oreste De Santis), La Notte (Arisa), Chiamami ancora amore e Sogna ragazzo sogna (Roberto Vecchioni), La Cura (Francesco De Gregori), Domani (artisti uniti per l’Abruzzo) e Imagine (John Lennon). Con quella leggerezza frammista a profondità che contraddistingue gli adolescenti, si sono fatti portavoce della verità, lanciando importanti messaggi di solidarietà; con una sola convinzione: un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.

     

     

    Personaggi e interpreti: Moniba (Palma Chiara Cofano), Shazia (Beatrice Laera), Kainat (Angelo Carparelli), Malala (Alessia Protopapa), Malala narrante (Noemi Agliarulo), Malalai (Federica Donnaloia), Malka (Michelangelo Ernandes), talebano (Angelo Ymeri), Cristina (Maria D’Amico), Ziauddin (Matteo Ammirabile), Safina (Marisol Donnaloia), Toor Pekai (Maria Teresa Magno), Idayatullah (Pietro Calella), Naim (Davide Spinosa), sovrintendente (Stefano D’Amico), Qurbaschian (Giacomo Ciaccia), Fazlullah (Nicolò Di Bari), Maulana Doran e Alì (Francesco Protopapa), Maryam (Elvira Perrini), Fatima (Linda Pascazio), Haifa (Rossella Cisternino), Yala (Giuditta Potente), Raja (Marica Conserva), Nadira (Katrin Mileti), giornalista BBC e relatore del Nobel (Simone Vannella), giornalista 1 (Antonio Palasciano), giornalista 2 (Donato Calianno), infermiera 1 (Nicole Miccoli), infermiera 2 (Federica Chiavazzo), dottor Javid (Matteo Zizzi), Fadi (Giuseppe Bruno), Hassam (Carlo Lomartire), Jamail (Emanuele Ferrara), Muniz (Vito Sabatelli), Nadir (Lorenzo Brescia).

     

    Coro: Alessia Calcagnini, Donato Calianno, Giacomo Ciaccia, Palma Chiara Cofano, Amelie Covelli, Marisol Donnaloia, Michelangelo Ernandes, Beatrice Laera, Martina Laghezza, Mariateresa Magno, Valentina Martucci, Dilan Maselli, Nicole Miccoli, Federica Miccolis, Maira Narducci, Alessandra Natoli, Grazia Potenza, Matteo Zizzi.

     

    Corpo di ballo: Rosita Apuleo, Lucia Amante, Melissa Beu, Lorenzo Brescia, Giuseppe Bruno, Ilaria Bruno, Paolo Calella, Pietro Calella, Gaia Casale, Federica Chiavazzo, Giovanna Cisternino, Mariasara Cisternino, Federica D’Errico, Carmen Di Leo, Federica Donnaloia, Mariantonietta Elia, Emanuele Ferrara, Rosanna Gallo, Simona Gianfrate, Vitiana Gioia, Carlo Lomartire, Alessandra Narducci, Giorgia Natola, Martha Natola, Angelo Palasciano, Angela Perrini, Aurelia Pjetri, Sara Potenza, Francesco Protopapa, Francesca Rubino, Vito Sabatelli, Luana Semeraro, Grazia Vannella, Simone Vannella, Luiza Vrapi, Uneisa Vejco.

     

    Laboratorio di scenografia: Francesco Albanese, Giulio Decarolis, Mariangela Donnaioia, Francesco Fanizza, Alessia Indiveri, Martina Laghezza, Isabella Montanaro, Margherita Ostuni, Antonella Palasciano, Vito Salamito.

     

    Orchestra: Giuseppe Covelli (batteria); Madeleine Barletta, Katrin Cofano, Chiara Latartara, Isabella Montanaro (chitarra); Gabriele Donnaloia, Antonella Laera, Antonella Palasciano, Ivan Quaranta (flauto); Davide Lapardhoti, Margherita Ostuni, Sara Zizzi (oboe); Alessia Indiveri, Donato Turrone (tastiera).

     

    Direzione artistica e regia: prof.ssa Grazia Cisternino, prof.ssa Anna Luisa Grimaldi, prof.ssa Aurelia Santoro.

     

    Scenografia: prof. Vito Santoro.

     

    Coreografie: maestra Mara Ferrara e Serena Angelini.

     

    Conduzione coro: prof.ssa Grazia Todisco.

     

    Arrangiamenti: maestro Silvestro Sabatelli.

     

    Luci e Audio: Saturno 2 Service di Marcello Di Pace.

     

    Foto visionabili presso Fotografo Vito Cardone a Pezze di Greco

    Galleria di immagini:

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