FASANO – Non si arrendono i residenti di Torre Canne e continuano a dare battaglia affinché il mercato domenicale torni nell’area periferica in cui si è tenuto negli ultimi anni e non, come adesso avviene, proprio al centro della frazione per volere dell’Amministrazione comunale. A supportare ora i residenti stessi e l’associazione “Il Faro” che più di ogni altro ci sta mettendo la faccia e una nota giunta dal Dipartimento sviluppo economico, innovazione, istruzione, formazione e lavoro della Regione Puglia a cui proprio i torrecannesi avevano presentato un esposto contro le delibere di Giunta comunale che, appunto, consentivano il trasferimento del mercato. «Si evidenzia – si legge nella risposta -, in via preliminare, che la legge vigente non prevede che l’Amministrazione Regionale svolga un’attività di controllo degli Enti Locali, al solo fine di chiarire le finalità della normativa regionale in materia di commercio su aree pubbliche e la sua corretta applicazione, si rappresenta quanto segue. Nell’esposto l’associazione sostiene che il Comune, ai fini dello spostamento in questione, avrebbe dovuto considerare le esigenze di operatori commerciali concorrenti presenti nella medesima area. Sull’argomento si richiama quanto disposto dal “Codice del commercio” che, con riferimento ai contenuti degli strumenti comunali di programmazione, espressamente pone il divieto di adottare criteri legati alla verifica di natura economica o fondati sulla prove dell’esistenza di un bisogno economico o di una domanda di mercato».
La risposta dell’ente regionale, poi, bacchetta il Comune di Fasano dando ragione all’associazione “Il Faro” in quanto l’ente guidato da Francesco Zaccaria non ha giustificato in delibera il perché dello spostamento. «La legge regionale esclude l’obbligo della programmazione comunale in caso di trasferimento temporaneo di un mercato – scrivono da Bari -. Si rileva, tuttavia, che un articolo attuativo della legge, il numero 5, aggiunge che l’atto comunale che dispone il trasferimento temporaneo di un mercato in altra sede o del giorno lavorativo deve contenere le motivazioni del trasferimento, la durata degli adempimenti che si intendono attuare per superare le criticità alla base del trasferimento e il crono-programma delle attività da porre in essere ai fini del ripristino della situazione preesistente». Ma di tutto questo, nelle delibere di Giunta, neppure l’ombra. «Le deliberazioni di Giunta comunale – sottolinea l’atto regionale – come acquisite agli atti d’ufficio, non esplicitano le motivazioni alla base del trasferimento, né chiariscono le ragioni per le quali lo stesso è da intendersi temporaneo. In particolare gli atti comunali non contengono i tempi, le criticità che hanno reso indispensabile lo spostamento e le azioni da intraprendere ai fini del ripristino della situazione precedente».
Insomma anche se il parere regionale non è vincolante dalla risposta emerge che le delibere di Giunta sono comunque deficitarie e questo spingerà ancora di più i residenti di Torre Canne a proseguire nella loro battaglia. Un esposto è stato presentato anche al Prefetto che ha avuto anche per conoscenza la risposta inviata all’associazione “Il Faro” dalla Regione Puglia. Certo però che il tempo passa e di questa situazione non se ne viene a capo.


