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    Cultura & Spettacolo

    Pierluca Di Tano: l’amore per la propria terra in “alle case bianche”

    Nel "Chiostro dei minori osservanti" la prima del film documentario che invita a ri-amare la propria terra
    RedazioneDa RedazioneSettembre 22, 20123 minuti di lettura
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    Pierluca Di Tano: l'amore per la propria terra in "alle case bianche" - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Ha ricevuto i primi applusi ieri, sabato 22 settembre, nel "Chiostro dei minori osservanti" di Fasano il film documentario "Alle case bianche" del regista fasanese Pierluca Di Tano, co-prodotto con Gfd Film&Tv Facilities, Aedo, Laboratorio Urbano di Fasano e il locale Presidio di Libera grazie a finanziamenti ottenuti durante un workshop a Trento.

    Il pubblico è quello dei più importanti eventi culturali. La curiosità, invece, che serpeggia tra gli spettatori è anche maggiore: il trailer del film, condiviso negli ultimi giorni in rete, ha risvegliato negli spettatori sentimenti nostalgici e rancori forse mai sopiti.

     Il documentario si apre con una serie di interrogativi che la signora Francesca, anziana abitante delle "case bianche" rivolge allo spettatore:  paragona i tempi che furono alla modernità che ha trasformato i luoghi e si chiede quale sarà la fine della costa in mano «ai pezzi grossi». Interviene anche un giovane agricoltore, Ambrogio: nonostante è innamorato della propria terra e del proprio lavoro evidenzia come il futuro per lui sia sempre più incerto. Un pescatore della marina, invece, si interroga sul perché questi resort a 5 stelle che hanno trasformato l'economia del territorio alla fine finiscano per essere delle oasi isolate dal mondo esterno. 

    E' un continuo alternarsi di racconti e ricordi in un moto disorientato dell'anziano signor Ciccio teso proprio a descrive lo stato d'animo degli abitanti di questa terra, nell'ultimo decennio abbandonati a se stessi.

    Sullo schermo scorrono anche le immagini delle proteste del 2004 e il moderatore della serata, il docente di storia Achille Chillà, è costretto a frenare la discussione perchè non si trasformi in un dibattito politico.

    Mentre il sindaco Di Bari individuava la situazione di vero degrado delle case bianche negli anni del contrabbando, prima dell'Operazione Primavera e prima dell'esplosione dei resort a Fasano, il regista, il co-produttore Gainfranco Dusmet e gli intervenuti al dibattito denunciano una progressiva privazione dell'anima e della storia che ha caratterizzato negli anni quei luoghi, ormai inglobati in una realtà nuova e funzionaria al business turistico.

    L'intento di far tornare la gente a riflettere circa le case bianche, circa la costa, circa il turismo è sicuramente raggiunto, ma come sottolineava Alessandro Cobianchi, coordinatore della Carovana di Libera e responsabile dell'area Legalità e antimafia sociale dell'Arci, "Alle case bianche" rappresenta « un progetto classico perchè esportabile e applicabile ovunque», ovunque vi sia una situazione da tutelare e salvaguardare perché come afferma Pierluca «Dobbiamo ricordarci che noi non siamo turisti, non dobbiamo dimenticare il legame con la nostra terra e la nostra identità».

     

    Galleria di immagini:

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