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    Sei su:Home»Notizie»Moncalvo: ‘Le aree metropolitane avranno più risorse delle province da destinare ai comuni’
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    Moncalvo: ‘Le aree metropolitane avranno più risorse delle province da destinare ai comuni’

    Il vicesindaco, nel suo intervento in consiglio comunale, aveva già illustrato a sommi capi le funzioni che avranno le aree metropolitane
    RedazioneDa RedazioneOttobre 18, 20123 minuti di lettura
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    FASANO – Nonostante sia stata approvata la delibera in consiglio comunale che di fatto indica in Bari e la città metropolitana la scelta della città di Fasano, in ambito politico si continua a discutere. I diversi interventi dei consiglieri comunali, infatti, hanno evidenziato come quasi tutti fossero all’oscuro delle funzioni che avranno sia le nuove province che la stessa area metropolitana. L’unico a mettere in mostra idee chiare, nel suo intervento, è stato il vicesindaco Gianleo Moncalvo. «Mi aspettavo che in consiglio si discutesse più delle funzioni che della scelta fatta con il cuore dei cittadini» aveva sottolineato Moncalvo in assise.

     

    Nelle ore successive lo stesso Moncalvo ha spiegato anche cosa volesse dire. «La premessa è che tutti sapevamo che ci sarà un successivo atto legislativo teso al riordino delle province e all’istituzione delle aree metropolitane – dice il vicesindaco -. Questo decreto terrà probabilmente conto delle criticità emerse nella fase di dibattimento ma ad oggi, con i decreti attualmente in vigore, le funzioni delle città metropolitane sono chiarissime». Così come riportato in un vademecum reso noto dallo stesso ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi le aree metropolitane avranno funzioni di pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali, strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, nonché organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano, mobilità e viabilità, promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale. A queste si aggiungono le poche funzioni fondamentali che saranno assegnate alle province: pianificazione territoriale provinciale di coordinamento nonché tutela e valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza; pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale nonché costruzione, classificazione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente; programmazione provinciale della rete scolastica e gestione dell’edilizia scolastica relativa alle scuole secondarie di secondo grado.

     

    «Cosa potrà accadere – spiega ancora Moncalvo -? Che lo Statuto della città metropolitana potrà organizzare, disciplinare e determinare le cose in maniera diversa. L’altro aspetto favorevole all’adesione alla città metropolitana è quello che necessariamente quest’ultima sarà dotata, ritengo, di risorse per la gestione delle sue funzioni. Tutti i servizi potranno essere gestiti a livello sovra comunale mentre con le province questo non accadrebbe in quanto alcune funzioni passerebbero ai comuni. E se poi viene fuori una norma nel patto di stabilità come facciamo a gestirli? Invece nella città metropolitana c’è una maggiore forza per interfacciarsi con il governo perché spesso le risorse arriveranno proprio da quest’ultimo. E allora dico non è meglio che si abbia la possibilità di andare a contrattare con il governo attraverso una città metropolitana piuttosto che attraverso un semplice Comune?».

     

    Nel consiglio comunale di martedì scorso (16 ottobre) c’è chi ha evidenziato come il consigliere Bebè Anglani, attualmente anche consigliere provinciale, abbia votato a favore della delibera pro-Bari a differenza del suo “collega” Antonio Scianaro che si è astenuto. Anglani, nella consultazione popolare, aveva votato però per Brindisi-Taranto. «La volontà del cittadino è sovrana – ha spiegato Anglani -. La Provincia di Brindisi ha fatto tanto per Fasano e io, da anni amministratore provinciale, posso testimoniarlo. Ho votato per questo l’opzione Brindisi-Taranto ma non posso far finta di niente e sorvolare sulla volontà dei fasanesi. Solo per questo ho detto sì alla delibera».

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