Fasano – C’è un momento in cui la parola diventa improvvisamente muta, inutile. In quell’attimo interviene il corpo, irrompe la danza. Ciò che la penna non riesce a fare, lo raccoglie l’anima in movimento. Questo è accaduto sul palco del Kennedy, ieri 29 ottobre, per il penultimo appuntamento del festival “Tempeste – immagini, suoni, racconti dal Mediterraneo”: con lo spettacolo “Confini Disumani”, la compagnia di danza “Equilibrio Dinamico”, diretta da Roberta Ferrara, ha condensato sulla scena mille riflessioni, impossibili da racchiudere in un semplice testo scritto.
Luci soffuse, movimenti convulsi, sospiri: non solo danzatori, ma sul palco c’era la storia vera di vite al limite. Tra corpi che si spezzano, gambe che corrono e braccia che si allungano, l’obiettivo dello spettacolo è stato mettere sotto analisi la coscienza, mostrando crudamente la sofferenza, i patimenti di chi sceglie di intraprendere un viaggio di fortuna in mare. Come raccontato dalla stessa Roberta Ferrara, coreografa e direttrice della compagnia di Pezze di Greco, l’ispirazione è sorta leggendo Solo andata di Erri De Luca, e sentendo l’esigenza di esprimere i pensieri in modo immediato, diretto, perché «quando lo dici con il corpo, ti arriva come uno schiaffo». Non c’è traduzione o sintassi che regga: la danza non fa sconti. E non ne hanno fatti i ballerini di “Equilibrio Dinamico”, una realtà di alta professionalità del nostro territorio. Basta citare alcune delle nazioni in cui si esibisce, dalla fondazione nel 2011 a oggi: America, Messico, Germania, Singapore, India, Giappone, Brasile, tra sperimentazione e ricerca di nuovi linguaggi.
Quasi al termine di questa seconda edizione del festival, prima del sipario il consigliere Donato Marino ha desiderato rimarcare come la cultura sia la sola carta che si può giocare in una società in declino, e come investire su di essa risulti essere necessario per sperare in un futuro migliore.
“Tempeste” si chiuderà giovedì 31 ottobre, sempre al teatro Kennedy, con uno spettacolo musicale dell’Orchestra di Piazza Vittorio, sipario alle ore 21.00.


