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    Cultura & Spettacolo

    Il futuro della mobilità lenta nell’incontro promosso dal GAL Valle d’Itria

    Ieri, giovedì 24 settembre, presso il CiaiaLab si è svolta una conferenza di settore per comprendere lo stato di sviluppo del turismo legato alla mobilità lenta e delle filiere produttive correlate
    Marica MastrangeloDa Marica MastrangeloSettembre 24, 2020Aggiornato il:Agosto 5, 20255 minuti di lettura
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    Il futuro della mobilità lenta nell'incontro promosso dal GAL Valle d'Itria - Osservatorio Fasano
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    Fasano – “Quale futuro per la mobilità lenta nel nostro territorio?” Questa è una delle domande a cui si è cercato di dare una risposta nell'incontro svoltosi ieri pomeriggio, giovedì 24 settembre, presso il CiaiaLab, in corso Vittorio Emanuele.

    L'incontro promosso dal GAL Valle d’Itria e dalla Regione Puglia ha avuto lo scopo di tracciare il punto dello stato dell'arte sulla mobilità lenta e lo sviluppo e la valorizzazione delle filiere di produzioni tipiche.

    A fare gli onori di casa, il presidente del GAL Valle d’Itria, Giannicola D’Amico che ha introdotto gli importanti relatori: il prof. Vincenzo Fucilli, ricercatore del Dipartimento di scienza agro-alimentari e territoriali dell’università di Bari; il dott. Angelofabio Attolico del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del territorio della Regione Puglia – Puglia Promozione; e la prof.ssa Anna Trono, professore associato di Geografia ed Economia Politica dell’università del Salento.

    I saluti istituzionali sono stati effettuati dall’assessore al ramo, Cinzia Caroli, che ha sottolineato la grande vocazione del territorio verso il turismo lento, reso anche nel video promozionale della città di Fasano che ha come oggetto proprio “la lentezza”.

    Fucilli nel corso del suo intervento ha posto l’accento sulla cooperazione per lo sviluppo sostenibile delle imprese, che deve essere intesa come una sorta di integrazione tra i vari soggetti che interagiscono per lo sviluppo sostenibile: settore agricolo, artigianale, sviluppo sociale e in particolare e verso le nuove tecnologie. «La sostenibilità – ha dichiarato Vincenzo Fucilli – è un concetto multidisciplinare che va oltre l’ambiente ma comprende anche la società, la cultura e l’economia consentendo di far interagire questi aspetti per un obiettivo comune. Uno degli obiettivi del Dipartimento dell’università di Bari, è quello di far comprendere quale sia il valore aggiunto, il reddito, dell’agricoltura per cercare di fornire aiuti per farlo aumentare e migliorare la situazione di reddito di una azienda o imprenditore agricolo. Una tipologia di sviluppo è quello di cooperare, di superare determinati retaggi culturali per far sì che ci sia una integrazione e cooperazione che dovrebbe portare alla costituzione di “contratti di rete” che consente di creare una rete di imprese: un po' come i licaoni che in natura, dato il loro modus operandi in gruppo coeso, hanno una ottima ottimizzazione tra tentativi e prede risultano vincitori rispetto specie tradizionalmente più potenti, come i leoni».

    La Trono ha posto l’attenzione sul turismo tradizione, denominato “artificiale” e “di massa” e la sua evoluzione verso il turismo sostenibile ed “ecofriendly”. «In effetti – ha dichiarato Anna Trono – , il turismo “di massa” è deleterio per il territorio perché provoca una perdita di valore dello stesso a vantaggio del consumismo. Attualmente il turismo è verso nuove tendenze: con vacanze brevi, volte alla conoscenza e alla cultura dell’individuo, in pratica un “turismo orientato alle esperienze”. Nel periodo storico attuale è obbligatorio il non conformismo e offrire al turista dello slow turism, il turismo verde e quello legato ai percorsi culturali. Lo slow turism intende offrire al viaggiatore l’esperienza del turismo dei viaggiatori del settecento e ottocento che consentiva di vivere appieno il territorio, facendo sopravvivere l’autenticità dello stesso. Nel redigere un percorso culturale bisogna far interagire il territorio con i servizi, che comprendono quelle realtà enogastronomiche, alberghiere, ambientali consentendo di far imprimere un ricordo ne ricordo per consentire di farlo rientrare. Per ottenere risultati c’è bisogno di una buona governance di territorio che consenta a tutti gli aspetti, compresa la politica, di essere connessi tra loro. In particolare, bisogna citare il caso della Via Francigena, che nel suo tratto sino a Roma ha promosso una cooperazione tra aziende, anche rinomate, e realtà territoriali per consentire la fruibilità degli stessi. Bisogna recuperare il capitale territoriale che consente una rivalutazione storica e perciò un impatto importante verso il turista, creando dei ricordi e soprattutto delle recensioni che consentono il ritorno dei turisti e l’arrivo di nuovi sulla base del racconto delle esperienze vissute».

    Infine, Attolico ha introdotto il suo intervento con una citazione del filosofo Zygmunt Bauman sulla “società liquida”, una perfetta metafora della società attuale in cui decade il concetto di comunità per l’emergere di un pressante individualismo.

    Egli ha posto l’accento sulla velocità di cambiamento del turismo, in particolare dei cammini e degli itinerari culturali, dato che attualmente la società è occupata dalla velocità, mentre il turismo si sta concentrando sulla lentezza, sulla destagionalizzazione, sulla diversificazione e sulla internazionalizzazione.

    In effetti, egli ha messo in evidenzia anche la questione politica che ha portato ad una prima esclusione della Via Francigena del Sud, e solamente grazie al lavoro svolto negli ultimi due anni si può parlare di un proliferare di cammini nel Sud Italia, opportunamente riconosciuti. Infatti, la Via Francigena del Sud è stata riconosciuta definitivamente il 18 ottobre 2019, creando un asse di connessione con il Nord Europa, sulla base dell’Itinerario Burdigalense che ha unito l’Europa da Canterbury a Gerusalemme.

    Attualmente c’è tanta strada ancora da svolgere, in particolare migliorare la segnaletica, migliorare l’ospitalità e la percorribilità, consentendo di essere percorse da diverse tipologie di “pellegrini” e “camminatori”, soprattutto creare una rete di imprese con lo scopo di rendere unico e indimenticabile transitare in Puglia.

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