Fasano – Gli istanti di bellezza si osservano non solo negli scatti esposti in questa IX edizione della mostra fotografica di “Calliope”, ma si colgono anche nelle parole dei relatori che ieri 25 settembre, al Chiostro dei Minori Osservanti di Fasano, hanno dialogato fra loro con la moderazione della giornalista Angelica Sicilia: la prof.ssa Palmina Cannone (presidente dell’UTL “Francesco da Assisi”), la prof.ssa del liceo “L. Da Vinci” Teresa Cecere e il dott. Luigi Pugliese (psicologo e presidente dell’associazione “Humanamente”), nell’evento intitolato “Percorsi interrotti: testimonianze tra storia, scuola e terzo settore”.
Nella sala che oggi è la sede del Coordinamento delle Associazioni, il Terzo Settore è stato il nucleo fondamentale dell’incontro. A un iniziale ringraziamento da parte della presidente di “Calliope”, Mariateresa Maggi, alle realtà associative del territorio oltre che ai presenti, ha fatto eco l’attenta riflessione del dott. Pugliese: il presidente di “Humanamente” ha sottolineato come le associazioni – o meglio, il Terzo Settore – siano la risposta primaria ai bisogni sociali, spesso sconosciuti alla politica che, di contro, dovrebbe cominciare a tessere rete con le stesse. In una prospettiva di collaborazione permanente fra amministrazione e Terzo Settore, il dott. Pugliese ha ribadito il ruolo politico e l’alto valore dei volontari che animano le associazioni.
Ma l’evento è stato anche un’occasione per raccontare la storia del territorio: la prof.ssa Palmina Cannone ha infatti compiuto un excursus nel tempo, analizzando e ricostruendo gli effetti causati delle pandemie di peste e colera – nel Cinquecento e nell’Ottocento – a Fasano.
Ed è toccato alla prof.ssa Teresa Cecere commuovere il pubblico. Raccontando di didattica a distanza, paure e adolescenti, la docente del “L. Da Vinci” ha scovato il lato positivo della quarantena; se da un lato uno schermo è stato “innalzato”, dall’altro è stato abbattuto un muro: l’intimità della casa. Insegnanti e alunni sono entrati nelle rispettive vite, letteralmente, e da ciò si può trarre che una morale: «non ci sono eroi se non chi mostra limiti e fragilità», come scrive Alessandra in una lettera dedicata alla dirigente Carparelli e letta durante l’incontro dalla prof.ssa Cecere.


