FASANO – Bastava chiudere gli occhi e sognare. Un’estasi musicale d’altri tempi quella vissuta grazie al concerto di Stefano Bollani e Irene Grandi tenutosi ieri sera (venerdì 30 novembre) al Teatro Kennedy di Fasano esaurito in ogni ordine di posto. Un evento in esclusiva regionale proposto dal cartellone di Fasanomusica che vuol festeggiare nel migliore dei modi il suo trentennale. Un progetto straordinario, quello messo su da Bollani e la Grandi, che Mariolina Patronelli Castellaneta ha voluto fortemente portare nella nostra città. E di questo occorre ringraziarla.
Un virtuoso del pianoforte, un talento naturale capace anche, grazie ad un’incomparabile mimica, di divertire e divertirsi suonando insieme ad una delle più belle voci del panorama musicale italiano. Persino Viva la pappa con il pomodoro (celebre motivo scritto da Nino Rota e Lina Wertmuller) diventa un’icona jazz. Un’amicizia di vecchia data, quella fra i due artisti. Vent’anni fa, a Firenze, erano insieme in una band chiamata “La forma”. Ora, dopo essersi realizzati, hanno inciso un disco ricco di cover. Un disco che Bollani, spiritosamente, ricorda essere in vendita anche nel foyer del teatro. Il concerto è una di quelle perle che restano impresse, indimenticabili. Il viaggio nella musica brasiliana d’autore con due brani di Chico Buarque de Hollanda, Roda Viva e Olhos nos Olhos, che diventa per l’occasione Occhi negli occhi (una trasposizione inedita in italiano), poi Medo de amar di Vinicius de Moraes e La gente e me, versione italiana di Sergio Bardotti di Chuva di Caetano Veloso. Due camaleonti del palco, Stefano Bollani e Irene Grandi.
Una splendida interpretazione di A me me piace o blues di Pino Daniele, successi americani come For once in my life di Stevie Wonder, Dream a little dream of me (standard jazz in cui Stefano Bollani fa capire al pubblico perché viene considerato uno dei migliori pianisti degli ultimi 20 anni), la musica inglese firmata Radiohead con No surprises o quella italiana con Costruire di Niccolò Fabi. Due gli inediti: L’arpa della tua anima, un mantra-jazz firmato dai due e Come non mi hai visto mai scritta da Cristina Donà e Saverio Lanza. Uno dei tre bis, poi, è Se tu non torni di Miguel Bosè, in una versione che rende il brano molto più bello dell’originale. Il pubblico non vorrebbe lasciarli andare alla fine del concerto ma i due artisti scappano. Domani è un altro giorno e ci sono altri cuori da scaldare con la musica.


