Fasano – Breve ma intensissimo, il Fermenti Festival ha letteralmente fatto fermentare il centro di Fasano. È stato come la ventata di maestrale che proprio in questo weekend ha investito la città. Grazie al lavoro sinergico dell’assessorato alle Politiche Giovanili, nella persona di Pier Francesco Palmariggi, e alla direzione artistica del M° Antonio Di Lorenzo, direttore dell’associazione Officine Musicali, questo festival è una piccola rivoluzione che si sta già espandendo: l’assessore, infatti, ha confermato una seconda edizione per il prossimo anno.
Ieri 18 settembre, sempre al Chiostro dei Minori Osservanti, si sono esibiti artisti non solo fasanesi. Ad aprire la serata è stato Francesco Schiavone con la sua chitarra, accompagnato al basso e alla batteria. Ha interpretato alcuni suoi brani dal suo ultimo album, Sound of life, un’opera strumentale tesa tra rinascita e tramonto.
È poi salito sul palco Melpomene, un giovanissimo cantautore di Monopoli che mescola il grunge alla sensibilità della Generazione Z. Si è esibito con il suo primo EP, costituito da tre brani: Gattini, Avvolta e Scomodi insieme a cui ha aggiunto un brano inedito.
È stato Rastroni a calare il sipario sul festival accompagnato alle tastiere, al basso e alla batteria. Matematico e cantante pugliese, ha composto con disco, Anime da frutto, che è un viaggio psichedelico in una realtà tra due mondi fittizi, Anima e Terra.
Per l’evento è stata creata una playlist su Spotify in cui è possibile ascoltare alcuni brani ascoltati durante il festival. Qui il link.


