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    Primarie e Parlamento: il Pd scarica i big, il Pdl cerca di recuperarli

    L'assessore regionale Fabiano Amati, escluso dalle primarie, contesta vistosamente le decisioni del segretario regionale Blasi
    RedazioneDa RedazioneDicembre 23, 20124 minuti di lettura
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    FASANO – E’ davvero strana la politica. Il Partito Democratico usa due pesi e due misure per le candidature alle primarie che decreteranno i candidati al Parlamento mentre il Pdl vuole imporre a chi riveste cariche istituzionali di scendere in campo. Quello che sta accadendo in questi giorni ha davvero dell’incredibile e ora che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo le dimissioni del premier Mario Monti, ha sciolto le camere la competizione è bella che aperta. Ma vediamo quello che sta accadendo. Il Partito Democratico, grande favorito alle politiche, pare abbia deciso di rimettere in gioco il centrodestra. Come? Mettendo regole che nella politica possono essere a doppio taglio. Innanzi tutto impedendo a chi occupa ruoli istituzionali di candidarsi. Ma se la regola fosse stata rispettata in toto nessuno avrebbe avuto da obiettare. Invece il caso Puglia è emblematico di come il classico gioco di poltrone e poteri occulti sia ancora forte in un partito che andava sbandierando rinnovamento. Sono state solo cinque le deroghe concesse, infatti, nella nostra Regione ad altrettanti esponenti: si tratta di degli assessori della giunta Vendola Loredana Capone, Michele Pelillo ed Elena Gentile, del capogruppo alla Regione Antonio Decaro e del sindaco di Adelfia Vito Antonacci. Esclusi tre consiglieri regionali brindisini, fra cui l'assessore ai Lavori pubblici Fabiano Amati e due consiglieri barlettani.

     

    Il perché? Un mistero. C’è chi parla di vendette trasversali, chi di logiche (imusuali) di partito e chi di manovre vendicative da parte di qualche pezzo da novanta del partito. Una cosa è certa. Siamo curiosi di vedere quanti fasanesi andranno a votare alle primarie del Pd. In lizza dovrebbe esserci una sola nostra concittadina: Loredana Legrottaglie. Non ha certamente smosso le folle sino ad oggi e dubitiamo che possa farlo soprattutto in un periodo, come quello attuale, in cui la politica è vista come il fumo negli occhi dalla gente. Amati è stato trombato e la provincia di Brindisi sarà sotto rappresentata. L’assessore regionale ai Lavori pubblici, dopo aver appreso la notizia di non poter partecipare alle primarie, ha attaccato pesantemente il segretario regionale del Pd Sergio Blasi (che sembra essere anche lo sponsor principale della Legrottaglie). «La mancata concessione della deroga per un candidato della provincia di Brindisi – ha sbottato Amati – ci presenta la responsabilità del segretario regionale rispetto alla penalizzazione di un territorio che ha diritto ad essere rappresentato e tenuto in considerazione. C’è stata una concessione di deroghe in progressione. Prima il Comitato nazionale ha concesso due deroghe, poi tre, poi quattro, infine cinque. Concessioni non certo spontanee, ma sollecitata dal segretario regionale. Al momento della concessione della deroga per me, che mi trovavo nella stessa condizione di altri candidati per i quali la deroga è stata concessa, la progressione si è fermata. Il perché? Mettiamola così: o il segretario regionale non è stato capace di difendere tutti i territori allo stesso modo, oppure ha brigato. In un caso o nell’altro il giudizio nei suoi confronti è negativo, insufficiente». Parole durissime, quelle di Amati, che comunque si batterà affinché la provincia di Brindisi possa avere un altro suo rappresentante alle primarie e si punta sul consigliere regionale Giuseppe Romano. Cosa succederà se gli elettori delle primarie saranno pochi? Qualcuno dovrà spiegarne il perché.

     

    Se il Pd cerca di mettere volti nuovi escludendo i vecchi nel Pdl accade il contrario. Pare che Silvio Berlusconi abbia dichiarato che alle prossime politiche dovranno scendere in campo i politici in possesso di un incarico istituzionale. A Fasano i papabili (anche se nessuno pare voglia essere della partita) dovrebbero essere il sindaco Lello Di Bari, il presidente del consiglio Gianluca Cisternino e il capogruppo dei Circoli Nuova Italia Antonio Scianaro. Insomma, da una parte (Pd) si punta al rinnovamento con le nuove candidature, dall’altra si punta alle garanzie date da uomini d’esperienza. Chissà come andrà a finire.

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