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    Attualità

    Neanche Confindustria mette d’accordo proprietà e lavoratori di Monna De’lizia

    Intanto ai dipendenti in sciopero è stata recapitata una raccomandata della proprietà in cui si preannunciano richieste di risarcimento.
    Alfonso SpagnuloDa Alfonso SpagnuloAprile 25, 20123 minuti di lettura
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    Neanche Confindustria mette d'accordo proprietà e lavoratori di Monna De'lizia - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Non si placano le tensioni tra la proprietà e i dipendenti del pastificio “Monna De’lizia” di Fasano, questi ultimi ormai al 28esimo giorno di sciopero. L’altro ieri (martedì 24 aprile) c’è stato un incontro tenutosi alla Confindustria di Brindisi ma ancora una volta la fumata registrata è di colore nero. La promessa fatta da Rocco Cavallo, della proprietà dell’azienda, di pagare mille euro a fine aprile non potrà essere mantenuta e probabilmente l’acconto slitterà a fine maggio. Questo, secondo quanto pare abbia detto Cavallo ai sindacalisti della Flai Cgil e ai lavoratori, perché per colpa dei dipendenti i clienti francesi che avrebbero dovuto ordinare una commessa milionaria sono scappati per paura di essere aggrediti dagli scioperanti. Questi ultimi invece sostengono che i clienti sono scappati in quanto avrebbero diffidato dell’azienda.

     

    «L’azienda continua ad intimidirci – sottolineano i lavoratori – dicendo che anche senza tutti coloro che scioperano ce la farà a rimettersi in piedi. Cosa non vera anche se da lunedì scorso ha acquisito cinque persone da una cooperativa mentre noi siamo in stato di sciopero». Intanto martedì sono arrivate a quasi tutti gli scioperanti delle raccomandate in cui l’azienda addebita ai lavoratori la responsabilità della perdita del cliente francese per un importo che va dal milione e mezzo ai due milioni di euro più la sospensione della fornitura di colossi della distribuzione come Carrefour, Gs e Coop per un ulteriore importo di 600mila euro. Pertanto, si legge nella raccomandata, a causa di queste perdite la “Monna De’lizia” potrebbe essere costretta a sospendere la produzione di tutte le linee e ha oltremodo minacciato di verificare eventuali azioni risarcitorie nei confronti dei lavoratori scioperanti.

     

    «Ormai siamo davvero all’assurdo – spiegano i lavoratori -. Ora ci chiederanno addirittura i danni dopo che non percepiamo lo stipendio da diversi mesi. Sarebbe ora che le istituzioni si dessero una mossa in quanto non possiamo sostenere più questa situazione e prima che da un pacifico e tranquillo sciopero si trasformi in una grande zuffa con violenze tra poveri lavoratori che non centrano nulla, sarebbe auspicabile un intervento immediato e risolutorio per non dover, in seguito, scrivere pagine di cronaca nera e non aver fatto nulla per impedirle». In effetti il gruppo di lavoratori in sciopero è ormai allo stremo. E’ quasi trascorso un mese da quando si è deciso di incrociare le braccia e da allora sono giorno e notte davanti ai cancelli dell’azienda posta sulla strada che collega Fasano a Pezze di Greco. Magari in attesa di un gesto distensivo da parte dei proprietari che però non è ancora arrivato.

     

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