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    Cultura & Spettacolo

    Caso Elisa Claps: a Fasano la testimonianza del fratello Gildo

    Ieri sera, 14 marzo, il Centro Studi 'Valerio Gentile' ha ospitato un incontro per ricordare la tragica scomparsa di due giovanissime vite: Elisa Claps e Valerio Gentile
    Angelica SiciliaDa Angelica SiciliaMarzo 15, 20143 minuti di lettura
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    Caso Elisa Claps: a Fasano la testimonianza del fratello Gildo - Osservatorio Fasano
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    FASANO – 14 marzo e 12 settembre: sono le tragiche giornate di un anno, il 1993, che ha segnato l’esistenza di due famiglie, marcandole per sempre con il cupo inchiostro del dolore. In quel giorno di marzo di 21 anni fa, a Fasano, veniva ritrovato il corpo senza vita del giovane Valerio Gentile; qualche mese dopo, poco prima dell’arrivo di un nuovo autunno, a Potenza, scompariva la sedicenne Elisa Claps. Si susseguirono anni di tormenti e di ricerche fino a quando, nel 2010, il suo cadavere fu ritrovato nel sottotetto della chiesa potentina della Santissima Trinità, luogo che la vide per l’ultima volta, in compagnia di Danilo Restivo, suo assassino.

     

    L’omicidio di Elisa, come quello di Valerio, riporta le ferite della brutalità, dei silenzi delle autorità, dell’omertà della popolazione ma, soprattutto, dei familiari che non hanno mai voluto arrendersi alla ricerca della verità e della giustizia. Tante sono le analogie tra le due storie. Non a caso, nel giorno del ventunesimo anniversario della scomparsa di Valerio, l’Associazione Culturale Centro Studi ‘Valerio Gentile’ ha voluto ascoltare la testimonianza di una persona che ha saputo trarre la tenacia dal dolore per arrivare alla vera realtà dei fatti: Gildo Claps, fratello di Elisa.

     

    Ieri sera (venerdì 14 marzo), al Laboratorio Urbano di Fasano, in tanti hanno partecipato all’incontro che ha richiamato alla memoria i tristi sviluppi di un efferato delitto noto a tutta Italia. Prendendo spunto dal volume ‘Per Elisa. Il caso Claps. 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni’, scritto con Federica Sciarelli, giornalista e conduttrice della trasmissione ‘Chi l’ha visto?’, Gildo Claps ha ripercorso lo sviluppo della vicenda, dando dimostrazione diretta della forza che ha contraddistinto la sua famiglia, e in particolar modo sua madre, in ogni momento della tragedia.

     

    Dopo i saluti del Sindaco Di Bari, l’ospite della serata ha intrattenuto una conversazione a cuore aperto con la giornalista di Repubblica, Chiara Spagnolo. «Sono qui questa sera perché invitato da Nicola Gentile – ha affermato Gildo in apertura -. Dopo aver ascoltato la storia di Valerio non ho esitato un attimo: nelle parole di questo padre ho rivissuto quanto accaduto a me e ai miei cari».

     

    Il caso di Elisa ha attraversato innumerevoli tormenti, molti dei quali sono ancora da chiarire. Lentezza delle indagini, incapacità rispetto ad un pesante quadro indiziario, errori della magistratura, incompetenza di certi funzionari dello Stato, depistaggi consapevoli e inconsapevoli: con tutto questo ha dovuto fare i conti la famiglia Claps nei diciassette anni di silenzio e in quelli successivi al ritrovamento del corpo senza vita della giovane donna che, hanno sì portato all’assassino, lasciando però inspiegati molti dubbi e silenzi.

     

    Nel suo intervento, Gildo Claps ha voluto fare un appello alla comunità per ribadire che «una società civile non può lasciare in libertà gli assassini. Si tratta di vicende che si ripetono, da Nord a Sud. Tutti devono assumersi le proprie responsabilità ed è necessario sforzarsi per chiedere verità e giustizia». Il valore dell’unione nelle avversità emerge anche nel condividere il dolore, nel darsi sostegno l’uno con l’altro. Per tale ragione, lo stesso Gildo ha fondato l’Associazione ‘Penelope’ che unisce le famiglie di persone scomparse, pronte a intrecciare i loro vissuti per raggiungere l’agognata verità.

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